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11:05 16 Febbraio 2026 | Tempo lettura: 4 minuti

XR blocca l’ingresso alle Olimpiadi: “Amiamo lo sport, ma non quello che uccide e inquina”

Attivisti e attiviste di Extinction Rebellion hanno bloccato l’accesso del Forum di Assago a Milano, sede di alcune gare olimpiche, per protestare contro lo sport che inquina e uccide.

Autore: Redazione
xr olimpiadi
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Fake snow, real proft, “neve finta, profitto vero” è il messaggio scritto sullo striscione che i ragazzi e le ragazze di Extinction Rebellion hanno appeso all’esterno del Forum di Assago – ribattezzato per l’occasione Ice Skating Arena – nella giornata di ieri, durante l’afflusso degli spettatori. L’obiettivo di XR era denunciare l’impatto ambientale, economico e sociale dei Giochi olimpici. Diverse persone si sono incatenate a uno degli ingressi dell’impianto per impedirne l’accesso.

“Denunciamo l’ipocrisia delle Olimpiadi che hanno devastato e continuano a devastare i territori e le montagne, a spendere milioni di euro per costruire infrastrutture inutili che portano avanti un sistema di gentrificazione e di capitalizzazione dello sport e che sono sponsorizzate da industrie che producono armi e sfruttano i territori”, spiega un’attivista in un video pubblicato da XR per promuovere l’azione di ieri.

La denuncia di XR riguarda il greenwashing che caratterizza il battage mediatico costruito intorno alle Olimpiadi, in particolare sui due temi chiave della sostenibilità ambientale e della pace. Un messaggio che cozza gravemente con i fatti: fra le tante contraddizioni, le attiviste e gli attivisti ricordano che “le Olimpiadi sono state presentate come un’opportunità di sviluppo economico per i territori, ma è ormai evidente che si tratta di un evento di lusso che comporta enormi costi pubblici, sfruttamento lavorativo e la realizzazione di infrastrutture destinate a restare inutilizzate. La pista da bob di Cortina, costruita abbattendo un lariceto secolare, è il simbolo di questo modello”.

A questo proposito, sul tema della tanto sbandierata legacy – ovvero la durata nel tempo delle infrastrutture, che sono state presentate come opere che non moriranno con la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi – è intervenuta Evelina Christillin, dirigente sportiva e fra le organizzatrici delle Olimpiadi di Torino 2006, che ha lasciato in eredità l’ecomostro della pista da bob: “Un fallimento totale, un disastro. Noi volevamo andare in Francia, ma governo e CIO ce lo impedirono. Quella pista è stata una catastrofe ambientale. Al giorno d’oggi, non è pensabile ripetere errori così. L’esperienza di Torino mi ha scottato tremendamente. Quindi, sì, se penso alla pista di Cortina, ho dei dubbi fortissimi riguardo al suo futuro. Certo, spero tanto di sbagliarmi”.

Profondamente ipocrita anche la posizione assunta dal Comitato Olimpico e del paese organizzatore – l’Italia ovviamente – rispetto al tema dei dritti e della pace. “Pace, cooperazione, sostenibilità, mentre tra sponsor e partecipazioni statali compaiono aziende belliche e governi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani”. A differenza della squadra russa – sportivi e sportive battenti bandiera russa partecipano come “Atleti individuali neutrali” – quella israeliana è regolarmente presente con la propria bandiera, nonostante due suoi membri abbiano addirittura partecipato come soldati al genocidio in corso a Gaza e lo abbiano supportato pubblicamente.

Diverse attiviste e attivisti sono state fermate, per poi essere rilasciate in tarda serata, come annuncia XR stessa in un comunicato: “In un Paese che celebra in mondovisione le sue contraddizioni e si prepara a trasformare in legge nuove pesanti restrizioni dei diritti umani e democratici, chi è sceso oggi in azione ci ricorda una cosa. No, questo non è il momento della paura e della disperazione. È il momento della disobbedienza“.

Nel loro tentativo di sensibilizzazione rivolto alle persone che volevo vedere le gare olimpiche, XR ha specificato che non si trattava di una protesta contro lo sport, ma – anzi – di un tentativo di rendere questi eventi più sostenibili dal punto di vista ecologico, sociale e anche economico: “Amiamo lo sport, le sfide, l’adrenalina, il ghiaccio, il sudore, l’incontro fra atleti e voi l’avete pagato centinaia e centinaia di euro. Queste Olimpiadi sono sponsorizzate da industrie che producono armi che vanno a combattere guerre e commettere genocidi, industrie fossili che distruggono i territori in giro per il mondo”.

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