La drammatica vicenda di cronaca della morte di un neonato in un ospedale romano, rimasto soffocato perché la madre, stremata dal parto e dopo aver chiesto invano assistenza si è addormentata, sta facendo discutere molto, anche perché si moltiplicano le denunce di episodi di violenza ostetrica. E allora ne parliamo. Parliamo anche della Colombia che vieta nuove esplorazioni di idrocarburi, del progetto di moneta unica sudamericana, del meccanismo con cui il Regno Unito premia chi risparmia energia e infine delle dimissioni di massa dal governo ucraino.
Il caso dei carri armati tedeschi sta mostrando una preoccupante, quanto acritica, corsa agli armamenti da parte dei paesi Nato, sorretta da un atteggiamento sempre più bellicista dei media. Cerchiamo di capire meglio la situazione. Parliamo anche delle coste francesi invase dalla plastica, e del Pakistan che è rimasto per l’ennesima volta senza corrente elettrica.
La Serie A è stata scossa dall’ennesimo scandalo. La Juventus è stata penalizzata di 15 punti e rischia altre conseguenze a livello societario per il caso delle false plusvalenze. Cerchiamo di capire che succede. Parliamo anche della presunta scarcerazione dei manifestanti in Iran, del calo demografico in Cina e delle conseguenze giuridiche dell’attivismo climatico.
Molte aziende compensano le proprie emissioni di CO2 finanziando progetti di conservazione delle foreste. Eppure secondo un’indagine condotta dal Guardian assieme a Die Zeit e SourceMaterial questi crediti comprati dalle aziende sarebbero in realtà fuffa al 94%. Parliamo anche del caso dell’azienda Fileni e del problema delle certificazioni, delle dimissioni della premier neozelandese e di due disastri di questi ultimi giorni, simili e diversi, ovvero un elicottero su cui viaggiava il ministro dell’interno ucraino che è precipitato su un asilo e un aereo precipitato in Nepal.
La gente di Taranto torna in piazza per dire “no” ancora una volta – l’ennesima – a decisioni politiche che sostengono l’attività inquinante e mortale di Acciaierie d’Italia, ex ILVA. Ma si scende in piazza anche in Israele, dove ci sono importanti novità che riguardano lo scenario politico. Intanto a Davos, in Svizzera, si sta tenendo la 53a edizione del World Economic Forum, fra la disillusione della globalizzazione, escort di lusso e digital divide.
Sono emersi diversi nuovi dettagli sulla cattura di Matteo Messina Denaro, sono successe nuove cose, ad esempio è stato trovato e perquisito il suo covo, e sono state fatte nuove ipotesi. Perciò, ci vuole che ne riparliamo. Parliamo anche – visto che nel mondo continuano a succedere anche altre cose – dei bombardamenti russi su Dnipro, dei maestosi scioperi nel Regno Unito e del World Economic Forum che nel frattempo ha preso il via a Davos.
Matteo Messina Denaro, un boss ricercato da trent’anni, è stato infine catturato ieri a Palermo, in una clinica. A trent’anni dall’arresto di Totò Riina viene catturato l’uomo più ricercato d’Italia. La notizia è così enorme che oggi parliamo solo di quello, cercando di raccontare cosa è accaduto, di celebrarlo – in un certo senso – ma anche di fare luce sulle zone d’ombra di questa vicenda. E lo facciamo in compagnia di due ospiti d’eccezione, Dario Riccobono di AddioPizzo Travel e Carmelo Pollichino di Libera Palermo.
Oltre diecimila persone hanno invaso il paesino tedesco di Lützerath, che il governo vuole radere al suolo per ampliare una miniera di carbone. Fra queste anche Greta Thunberg, che è stata portata via con la forza dalla polizia assieme a migliaia di altri manifestanti. Parliamo anche del decreto carburanti (che serve a poco) voluto dal governo, dei documenti riservati che stanno imbarazzando Joe Biden, degli uragani e alluvioni negli Usa, della nuova legge – voluta dallo stesso Biden – che elimina l’obbligo di testare i medicinali sugli animali e infine del Piano per la transizione ecologica approvato dalla Regione Lazio.
Tiene banco, in questi giorni, la questione delle accise sulla benzina. Un argomento non esattamente esaltante o emozionante, ma che comunque ci può far riflettere su alcuni aspetti della nostra società e sulle sfide della transizione ecologica. Parliamo anche della proposta di trasformare Milano in una città a 30Km/h e di alcuni studi sull’efficacia del vaccino cinese Sinovac che sembrano smentire una tesi molto diffusa sulle nuove ondate di contagi in Cina.
Oggi parliamo di proteste: quelle in Perù represse nel sangue dalla polizia, sangue indios. Quelle in Iran, contro l’impiccagione da parte del regime di giovani e giovanissimi manifestanti. E quelle in Brasile, pro Bolsonaro, fra teorie del complotto e finanziamenti occulti.
Ieri c’è stata un’udienza del processo a Simone Ficicchia di Ultima Generazione, che da mesi chiede giustizia climatica attraverso atti di disobbedienza civile nonviolenta. Vediamo com’è andata. Parliamo anche della strana storia di un paesino tedesco che rischia di essere raso al suolo per allargare una miniera di carbone e del buco dell’ozono che secondo le ultime ricerche delle nazioni Unite dovrebbe richiudersi entro il 2040.
Com’è andata la storia del tentato colpo di stato in Brasile? Da chi è stato organizzato? E come mai è stato fatto così poco per prevenirlo? Vediamo cosa ne sappiamo, fin qui. Parliamo anche del caso di Alfredo Cospito, anarchico che rischia di morire per uno sciopero della fame, in carcere, e della nuova legge inglese che proibisce piatti e posate usa e getta.
In Brasile sta succedendo di tutto, con i sostenitori di Bolsonaro che, un po’ come era avvenuto con quelli di Trump a Capitol Hill, hanno preso d’assalto il Parlamento e le sedi delle istituzioni brasiliane e forse sono persino appoggiati dall’esercito. Intanto in Messico una guerriglia urbana fra polizia e narcotrafficanti ha causato quasi 30 morti, mentre il cessate il fuoco in Ucraina ha funzionato così così. A Bari si sperimentano i mezzi pubblici quasi gratis, mentre in Germania sono preoccupati dall’aumento delle vendite dei rossetti. Infine parliamo della morte di Luca Vialli.
Puntata con poco commento e tante notizie: una sorta di maxi riassunto di tutte le cose successe negli ultimi giorni, durante le feste. Parliamo di clima, migranti, Covid, Pd, Brasile, Iran e… tanto altro ancora.
Siamo arrivati alla fine di questo anno, e quale miglior modo di festeggiare capodanno se non con una puntata di Io Non Mi Rassegno dedicata alle cose più belle successe nell’anno appena trascorso? Quindi se stavate cercando ad un’alternativa ai cenoni, una buona ragione per dire no a quell’evento imperdibile a cui vi hanno invitato in cui i Cugini di Campagna duettano con Iva Zanicchi (questa almeno è la mia idea delle cose che succedono agli eventi di Capodanno), o cercate qualcos’altro da guardare che non sia il conto alla rovescia di Amadeus su Raiuno vestito come i cugini di Campagna, che duetta con Iva Zanicchi (ma quante ce ne sono di Iva Zanicchi in giro?), siete nel posto giusto.
La legge di bilancio è molto in ritardo e al suo interno continuano a fare avanti e indietro norme diverse e contrastanti. Facciamo allora il punto, e commentiamone alcune come quella sulla caccia, quella sullo scudo fiscale, sul congedo parentale e sul bonus psicologo. Parliamo anche del nuovo mercato delle emissioni indiano, della vicenda di Elon Musk a capo di Twitter e del discorso di Zelensky al congresso Usa
Il direttore del settimanale l’Espresso è stato licenziato. Il motivo? Alcune indiscrezioni dicono che sia legato a un’inchiesta che gettava delle ombre su un’azienda della famiglia Agnelli-Elkann, ex proprietaria del giornale. Intanto è passato l’emendamento alla legge di bilancio che introduce la caccia selvaggia in città e nelle aree protette, mentre in Afghanistan i talebani vietano l’università alle donne. E il mondo scientifico torna a discutere di geoingegneria solare.
A sorpresa le Nazioni Unite adottano una risoluzione proposta dalla Turchia in cui si impegnano a promuovere la strategia Rifiuti Zero nel mondo. Intanto lo scandalo del Qatargate si allarga e inizia a lambire un’altra istituzione europea, la Commissione, mentre il Qatar dal canto suo minaccia di chiudere i rubinetti del gas. Parliamo anche della parabola discendente della giovane democrazia tunisina, che forse segna anche la conclusione del sogno iniziato con la primavera araba e degli studenti russi e ucraini da poco arrivati alla Rondine, Cittadella della pace.
L’Europa, dopo mesi, introduce finalmente un price cap sul gas, che però secondo molti non è un granché. Intanto si è conclusa la Cop15 sulla biodiversità, con un accordo raggiunto in extremis. Parliamo anche di quanto inquinano le stufe a legna “ecologiche”, di Elon Musk che forse si dimetterà da capo di Twitter, dell’importanza delle parole che usiamo per descrivere la realtà e – a tal proposito – di Sinisa Mihajlovic che secondo i giornali ha “perso la sua battaglia”.
La finale dei mondiali vinta dall’Argentina ha messo fine ai mondiali in Qatar. La cerimonia di premiazione è stata caratterizzata da un’immagine fortemente simbolica: quella di Messi con indosso un abito tradizionale qatarino. Parliamone. Parliamo anche di contrasto al cambiamento climatico con la riforma del mercato del carbonio europeo, di Intesa San Paolo che introduce la settimana corta e delle scuole bombardate dall’esercito turco a Kobane, in Kurdistan siriano.