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30 Gennaio 2026
Podcast / Io non mi rassegno

L’emergenza maltempo continua: danni stimati oltre i 200 milioni – INMR Sardegna #108

Parliamo di come procede la conta dei danni successiva al passaggio del ciclone Harry ma anche di come hanno vissuto i giorni di allerta le persone senza fissa dimora, con l’associazione Amici della strada. Poi il taglio in Sardegna di altre 9 autonomie scolastiche, il caso della nave cargo che ha rischiato il naufragio a largo di Carloforte con una riflessione sul tema del trasporto animali vivi e infine, uno sguardo ai sette km di cavità inesplorate a Oliena.

Autore: Redazione Sardegna che Cambia
maltempo sardegna
L'articolo si trova in:

Trascrizione della puntata:

Quella appena trascorsa è stata ancora una settimana di piogge, vento e allerte meteo per la Sardegna, un’Isola già provata che è ancora nel pieno del conto dei danni del passaggio del ciclone Harry. Lunedì 26, l’assessora della difesa dell’ambiente Rosanna Laconi e il direttore generale della protezione civile regionale Mauro Merella hanno incontrato in videoconferenza i sindaci e tutti gli enti coinvolti, per fare il punto sull’emergenza e illustrare le procedure operative per la segnalazione dei danni e l’attivazione delle misure di ripristino. Quello che è stato confermato è che la Regione ha già stanziato 5,5 milioni di euro e ha affidato alla protezione civile regionale il compito di delimitare l’area colpita e predisporre la relazione tecnico-illustrativa per la quantificazione del fabbisogno finanziario. Sulla base delle segnalazioni finora pervenute da 112 Comuni, dato in continuo aggiornamento, la stima preliminare dei danni supera i 200 milioni di euro. Una valutazione comunque parziale che non include le grandi infrastrutture, le reti stradali principali e i porti. Le priorità hanno riguardato e continuano a riguardare soccorso e assistenza alla popolazione, ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche e le prime misure di sostegno al tessuto economico e sociale. Nel frattempo il Governo italiano ha annunciato un decreto legge per sostenere in modo strutturale le regioni colpite dal maltempo, questo anche in seguito alle numerose critiche sollevate sull’entità degli iniziali stanziamenti per l’emergenza maltempo – pari a 100milioni per Sardegna, Sicilia e Calabria. Le notizie per quanto riguarda quindi conta dei danni e stanziamenti sono in aggiornamento, non ci sono vittime in Sardegna – vittime umane mi viene da specificare, non dimentichiamo comunque il fatto che la vita che attraversa l’Isola è tanta – e possiamo dire che la quotidianità di chi abita nei territori maggiormente colpiti è stata messa in sicurezza soprattutto da un sistema di allerte rosse che è stato strumento molto forte di prevenzione. Quello che però abbiamo scelto di fare, è ampliare lo sguardo sulle varie quotidianità intorno a noi, come le persone senza fissa dimora. Ne abbiamo parlato con Roberto Carrus, presidente dell’organizzazione di volontariato, Gli amici della strada Sardegna che opera nel territorio di Cagliari, ci ha raccontato come funziona la rete di assistenza partendo dalla risposta alla domanda: come hanno vissuto le persone senza fissa dimora questo periodo di allerte rosse/mal tempo?

L’operazione accorpamenti è stata portata a termine. Leggo da un articolo di Serena Lullia su La Nuova Sardegna che ci aggiorna sul tema – diventato ormai bollente nell’Isola – del dimensionamento scolastico. Il commissario nominato dal Ministero dell’Istruzione ha completato il piano di dimensionamento scolastico in Sardegna tagliando le 9 autonomie mancanti. Che si vanno ad aggiungere alle 38 dell’ultimo triennio. Con dimensionamento infatti si intende il processo di pianificazione e riorganizzazione della rete delle istituzioni scolastiche sul territorio, finalizzato ad adeguare il numero e la distribuzione delle scuole alla popolazione studentesca, ai cambiamenti demografici e alle esigenze didattiche e organizzative. Come ha però spiegato l’assessora regionale all’istruzione Portas, “Nonostante la riorganizzazione della rete scolastica non preveda la chiusura di plessi e il trasferimento di alunni, l’assenza di un dirigente risulterebbe un colpo durissimo per le scuole sarde, che spesso già oggi, con la situazione attuale, registrano plessi in numero superiore a dieci e distribuiti in un territorio vasto e poco omogeneo”. Inutile ogni tentativo della Regione di convincere il commissario Francesco Feliziani del valore che quegli istituti accorpati hanno per i territorio – qua riprendo da La Nuova Sardegna. Una decisione che riapre lo scontro tra governo italiano e l’amministrazione regionale guidata dalla presidente Alessandra Todde. I tagli e gli accorpamenti vanno da Iglesias a Nuoro, dalla Gallura all’Ogliastra al Sassarese. «Tutto questo accade sulla base di freddi calcoli che non rappresentano neanche i numeri reali. Mentre la Regione investe in edilizia scolastica, cerca di dare nuova linfa vitale alla scuola coinvolgendo anche le comunità locali, combatte strenuamente la dispersione e l’abbandono dei banchi, arrivano queste decisioni calate dall’alto che hanno tutto il sapore di distruzione. Come la tela di Penelope, mentre la Regione tesse, il Governo disfa». È una cronaca che ancora una volta parla di numeri, di esigenze calate dall’alto e di un basso che resta inascoltato. Se si guarda ai dati relativi la dispersione scolastica o proprio ai tassi di abbandono degli studi, scelte che guardano al generale senza – pare – tener conto del particolare, preoccupano per il furto dell’Isola. Vedremo come sempre cosa accadrà

Notizia abbastanza fresca di cui abbiamo alcune cose certe e altre in definizione: tenete a mente il fatto che noi registriamo il giovedì affinché la puntata sia online sulle varie piattaforme a partire dalle prime ore del mattino del venerdì, quindi già qualcosa – adesso, mentre ci ascoltate – potrebbe essere cambiato. Di cosa sto parlando, guardo alle notizie che arrivano dalla costa di Carloforte dove la Blue Ocean A, una nave di 116 metri costruita per il trasporto di animali vivi, con 33 persone di equipaggio, ha rischiato il naufragio nella notte tra mercoledì e giovedì. Era in navigazione dall’Egitto verso la Spagna quando il cargo ha rischiato di finire contro gli scogli di punta Spalmatore a Carloforte e solo le manovre coordinate dalla Capitaneria hanno evitato il peggio. Ieri mattina erano in corso le operazioni di messa in sicurezza e la nave, scortata dai rimorchiatori, è stata allontanata dalla costa. Il rischio era non solo quello di naufragare ma anche quello di disperdere il carburante delle cisterne in mare. Possiamo dire quindi che il peggio è passato ma c’è una questione che emerge anche in questa cronaca, che riguarda il tema del trasporto degli animali vivi. Le prime notizie parlavano di una nave carica di bestiame, poi diversi articoli sono stati aggiornati chiarendo come l’imbarcazione fosse priva di carico. Nel frattempo, abbiamo chiamato Roberto Corona della LAV di Cagliari e con lui abbiamo parlato proprio del tema trasporto animali vivi.

Il Supramonte si arricchisce di nuove e importanti scoperte nella Grotta di Gonasula di Oliena dal 1985 meta di appassionati da tutto il mondo. Leggo da un articolo dell’Unione sarda che racconta come qui lo speleologo di Seui, Marcello Moi, 65, ha individuato un nuovo fronte esplorativo collegando Ulìana  al “Ramo Seui” dove sono stati censiti 7 km di gallerie complessive. Si aggiungono fossili del “prolagus sardus” antica specie di ratto vissuto per millenni nelle cavità dell’isola, e altre specie vive fra cui dei serpente chilopode che attendono il riscontro dei paleontologi. Moi ora attende di poter trasferire al catasto grotte della sardegna 7mila metri finora censiti all’interno del Corrasi. Un’operazione non facile ma come sottolinea lo speleologo “non mi sono arreso, mosso dalla volontà di offrire alla collettività la conoscenza di questo angolo incontaminato”. Ecco, aggiungo che la speranza è che ora non lo si contamini ma si proceda ad azioni di salvaguarda del territorio e delle meraviglie che custodisce.

Sardegna che cambia è il 7° portale regionale aperto da Italia che cambia. Nella rassegna stampa settimanale, oltre alle principali notizie raccontiamo gli articoli usciti sul portale sardo. Come però vi ha anticipato Lisa, la scorsa settimana abbiamo avuto un periodo di fermo forzato, ma stiamo tornando. Vogliamo rendervi partecipi di un processo di cambiamento che stiamo attraversando e che porteremo avanti un passo alla volta, con la lentezza e la cura che ci contraddistingue ma soprattutto, con la consapevolezza forte del “dove” vogliamo dirigerci. Oltre, ma sempre insieme. Andiamo per gradi

Martedì abbiamo riattivato i nostri social con un post legato al ciclone Harry. Non vi anticipo nulla, ma ve lo leggo direttamente: “1,3 miliardi. È questa la stima approssimativa (che si teme lieviterà) della devastazione complessiva in Sardegna, Sicilia e Calabria, dopo il passaggio del ciclone Harry. 112 sono i Comuni sardi attaccati, i quali hanno calcolato richieste di aiuto per circa 200 milioni. Una valutazione parziale che come riporta oggi L’Unione Sarda, non include le grandi infrastrutture, le reti stradali principali e i porti. La conta dei danni è ancora in corso, ma c’è una preoccupazione che emerge facendosi – in alcuni contesti – dirompente. Che ne sarà dei turisti? Riusciranno i luoghi dilaniati dal ciclone Harry ad indossare il loro vestito migliore in occasione dell’avvento della stagione turistica? Ma la più bella del mondo (Goloritzè, si intende) sarà godibile e consumabile quest’estate? O ci toccherà improvvisare – questo interrogativo è licenza poetica – un altro parco giochi per turisti, affrettarci a inaugurare un nuovo luogo incontaminato, una nuova Sardegna ancora più autentica, un ulteriore angolo di paradiso a due passi da Cagliari accessibile con volo interno + pranzo col pastore + passeggiata nei panni di un Mamuthone?! Ecco, se hai scelto di proseguire la lettura in attesa di una risposta alle precedenti domande, qua non la troverai. Conosciamo i nostri territori e la loro storia. Sappiamo che la natura da sempre fa e continua a fare il suo corso, siamo consapevoli dell’impatto del cambiamento climatico e di tutto ciò che lo alimenta. Siamo sarde e sardi, e il nostro osservare, informare, provare a leggere e commentare, è guidato da linee di pensiero che tentano quotidianamente di rifiutare le logiche capitaliste. Turismo e turisti non sono la priorità, né tantomeno la bussola che orienta la nostra quotidianità. Auguriamo alle comunità colpite di ritrovare al più presto la loro dimensione. Monitoreremo quelle che sono e saranno le scelte istituzionali che guideranno il ripristino dei luoghi, vi terremo aggiornatə attraverso la nostra rassegna stampa settimanale. Proveremo a guardare alla ratio che guiderà le varie azioni a tutela dei territori, nella speranza che l’occhio si faccia lungimirante e consapevole di quelle che sono le problematiche”.

Mercoledì invece abbiamo parlato di lingua sarda con un focus abbastanza specifico. Ce ne parla la nostra Federica Marrocu.

Giovedì spazio alla nostra pubblicazione della settimana, un’intervista al divulgatore e meteorologo della Rai Matteo Tidili, a cura della nostra Claudia Piras. Tidili ci spiega l’importanza del racconto – anche attraverso i social – dei temi legati a clima, eventi estremi e cambiamento climatico. Vi leggo una parte delle sue dichiarazioni ma trovate come sempre l’articolo completo su www.sardegnachecambia.org “Io nasco come meteorologo e, con gli studi più recenti, anche come climatologo. Ho quindi un approccio scientifico molto legato ai dati e ai modelli previsionali. La meteorologia però è sempre stata una passione: da bambino, al liceo scientifico, poi all’università. Mi rendevo conto che nei media tradizionali lo spazio dedicato a questa materia era molto ridotto e per me era quasi una mortificazione.” Un racconto corale, che vi invitiamo a leggere

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola, vediamoli insieme:

  • È tempo di carnevale e inizio parlandovi proprio di un evento collegato a questa festività. Questo fine settimana Sorgono celebra infatti l’inizio del carnevale tradizionale sardo con il rito del falò e con l’uscita di alcune tra le più pittoresche maschere tipiche isolane, sabato 31 gennaio. Il paese del Mandrolisai, situato al centro della Sardegna, accende Sa Tuvera in piazza Concas alle 16. All’accensione del fuoco si accompagna la sfilata di maschere come Sos Merdules Bezzos di Ottana; Sos Corriolos di Neonèli; S’Intibidu di Ardaùli. Una festa che poi prosegue in musica con balli sardi in piazza e concerto dal vivo. Se siete in zona o potete andarci, non perdetevi questo evento spettacolare
  • Al Ghetto di Cagliari è stata inaugurata la mostra “Compagne di viaggio” dedicata a Maria Lai in dialogo con alcune delle artiste che hanno percorso l’avventura dell’arte contemporanea in Sardegna: è questa l’essenza della mostra, curata dal docente, storico e critico d’arte Gianni Murtas. La proposta è quindi quella di un confronto con i lavori – provenienti da collezioni private – di Annalisa Achenza, Zaza Calzia, Maria Crespellani, Rosanna D’Alessandro, Marta Fontana, Gabriella Locci, Lalla Lussu, Monica Lugas, Mirella Mibelli, Wanda Nazzari e Rosanna Rossi. Un dialogo corale che restituisce uno spaccato significativo della scena artistica isolana del Novecento mettendo in luce una trama di relazioni capaci di attraversare linguaggi, generazioni e percorsi individuali. Anche questo un appuntamento da non perdere per conoscere le tante artiste che hanno reso e continuano a rendere grande la nostra Isola
  • Mercoledì 4 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Civico di Alghero, andrà in scena Matteotti – Anatomia di un fascismo, opera di Stefano Massini con Ottavia Piccolo e I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo. Si tratta di un intenso ritratto di Giacomo Matteotti, il deputato socialista che ebbe il coraggio di denunciare in Parlamento la violenza e l’illegalità del nascente regime fascista. Un viaggio teatrale che ripercorre l’ascesa e l’affermazione di un fenomeno eversivo – il fascismo – che Matteotti seppe comprendere prima di molti altri, riconoscendo nel silenzio e nell’indifferenza «la malattia più pericolosa: quella che non senti crescere».

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