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6 Marzo 2026
Podcast / Io non mi rassegno

OpenAI, Anthropic e gli accordi col Pentagono: lo scontro fra AI e la questione etica – 6/3/2026

Accordo OpenAI–Pentagono e scontro con Anthropic, tra disinstallazioni e migrazioni verso Claude; Cuba un maxi blackout lascia senza elettricità 7 milioni di persone; è iniziata Padre Mio 2.

Autore: Andrea Degl'Innocenti
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Trascrizione episodio

“Nel corso di febbraio il tasso di cancellazioni dell’app di ChatGPT dagli smartphone degli statunitensi si è attestato su una media del 9% al giorno. Sabato 28 febbraio è schizzato al 295%. Lo dice la testata TechCrunch, citando la società specializzata Sensor Tower. Poche ore prima, OpenAI siglava un accordo con il dipartimento della Guerra (così l’amministrazione Trump ha ribattezzato il dipartimento della Difesa) per gli usi militari della propria tecnologia. Rimpiazzando così Anthropic, reo di essersi opposto alle richieste del Pentagono sulle applicazioni più spregiudicate. Gli utenti, o almeno una buona parte di loro, non sono rimasti a guardare. Lo testimoniano i download di Claude, il chatbot di Anthropic. Più 37% su base giornaliera venerdì 27 febbraio, +51% sabato 28. Siamo di fronte alla prima culture war sull’AI?”

A scrivere è Valentina Neri su Wired, che ricostruisce la trama piuttosto fitta di un vero e proprio terremoto che sta avvenendo nel mondo dell’IA. E che tira in ballo interessi politici e strategici dell’amministrazione Usa.

Proviamo a ricostruire la vicenda. Ora, non è un segreto che l’IA sia usata abbondantemente per scopi militari. La guerra a Gaza ce ne ha dato molti tragici esempi. L’IA può efficientare il lavoro, e purtroppo lo fa anche quando il lavoro in questione consiste nell’uccidere persone. 

Avrete forse sentito di sistemi come “Lavender” o The Gospel, utilizzati dall’esercito israeliano per identificare/compilare liste di possibili obiettivi umani che ha decuplicato la velocità con cui i cecchini sceglievano i propri obiettivi e sparavano il colpo. Oppure SMASH, il sistema di puntamento/“fire control” che aiuta a sparare nel momento in cui la probabilità di colpire è più alta. 

Ma non è che solo l’esercito israeliano usi questa roba. Diciamo che più un paese è ricco e tecnologicamente avanzato, più questi sistemi sono raffinati. 

Torno al leggere: “Anthropic ha rapporti da tempo con il dipartimento della Difesa statunitense, con cui ha siglato anche un contratto da 200 milioni di dollari a metà del 2025. Le relazioni, però, hanno iniziato a incrinarsi quando il Pentagono ha iniziato a fare pressioni affinché l’azienda rimuovesse qualsiasi restrizione alle possibili applicazioni militari della sua tecnologia. Ce ne sono due che il cofondatore Dario Amodei ha respinto con forza: la sorveglianza e la progettazione e messa in funzione di armi autonome.

Per tutta risposta, il 27 febbraio l’amministrazione Trump ha messo al bando i sistemi di Anthropic. Salvo poi usarli comunque, poche ore dopo, nell’operazione Epic fury condotta con Israele contro l’Iran. Secondo le ricostruzioni del Wall Street Journal, il dipartimento della Difesa si sarebbe appoggiato a Claude per realizzare valutazioni di intelligence, identificare obiettivi e simulare scenari di battaglia.

Uscito Anthropic, ci ha pensato subito OpenAI a colmare il vuoto, siglando un’intesa con il dipartimento guidato da Pete Hegseth [dipartimento della guerra] che apre all’uso delle sue tecnologie in “ambienti classificati” (cioè le infrastrutture governative che maneggiano informazioni riservate). Con alcuni paletti messi ben in evidenza, però: niente sorveglianza di massa sui cittadini statunitensi, niente direzione di sistemi d’arma autonomi, niente “decisioni automatizzate ad alto impatto” come il social scoring” (Il social scoring sarebbe il sistema di controllo sociale come c’è in Cina, in cui alle persone, aziende o organizzazioni viene assegnato un punteggio sulla base dei loro comportamenti).

In realtà non è andata esattamente così, faccio una piccola precisazione. OpenAI aveva inizialmente firmato un contratto con il Pentagono, senza limitazioni, acconsentendo all’utilizzo dei suoi servizi per qualsiasi scopo purché fosse legale. La notizia dell’accordo aveva generato grosse critiche verso l’azienda, e solo a quel punto il testo dell’accordo è stato modificato introducendo in modo più chiaro delle garanzie sul fatto che l’accordo non fosse usato per controllo di massa.

Torno a leggere: “Come spiega un’analisi pubblicata dal MIT Technology Review, “Anthropic ha seguito un approccio morale che le ha fatto guadagnare molti sostenitori ma che non ha portato a un accordo, mentre OpenAI ha adottato un approccio pragmatico e giuridico che, in ultima analisi, è più accomodante verso il Pentagono”. In altre parole, OpenAI cita diverse leggi e politiche relative alle armi autonome e alla sorveglianza e si basa sul presupposto che il governo non le violerà. Un presupposto che Anthropic non ritiene sufficiente.

Di fronte a uno scontro di questo peso, con una guerra in corso in Medio Oriente dagli esiti imprevedibili, anche la scelta del chatbot da usare diventa una presa di posizione. Si spiegano così i dati sulle disinstallazioni e sui download delle due app. Secondo Sensor Tower, venerdì 27 i download di ChatGpt aumentavano del 14% su base giornaliera: il giorno successivo hanno segnato un calo del 13%. E fioccano le recensioni a una stella. Sabato, intanto, i download di Claude sono cresciuti dell’88% rispetto al giorno prima superando per la prima volta quelli del rivale. Si capisce dunque il motivo per cui, mentre scriviamo, Claude ha scalato i ranking dell’App Store di Apple e del Play Store di Google negli Stati Uniti e in vari Paesi europei”.

Poi, l’articolo fornisce qualche dato più generale sull’utilizzo dei due sistemi: “Questi dati segnalano una presa di posizione di una parte dell’utenza, ma non vanno presi per una sentenza definitiva. Ad oggi, ChatGPT resta di gran lunga il chatbot più usato del mondo, con 900 milioni di utenti attivi settimanali, più di 50 milioni di abbonati consumer e 9 milioni di utenti business. Anche se Anthropic non pubblica le statistiche sull’utilizzo di Claude, la società di web analytics Similarweb parla di meno di 2 milioni di visite giornaliere contro i 20 milioni di ChatGpt”. 

La presa di posizione di Anthropic è senza dubbio forte. E suona come un’eccezione alla regola, in un Paese in cui i leader delle big tech erano in prima fila all’insediamento di Donald Trump. Ma non è una boutade estemporanea, tutt’altro. I fratelli italoamericani Dario e Daniela Amodei [che sono appunto i fondatori di Anthropic], in origine lavoravano proprio per OpenAI. Si sono licenziati nel 2020, dopo l’investimento di un miliardo di dollari da parte di Microsoft che li aveva portati a temere uno sbilanciamento eccessivo verso gli interessi commerciali.

OpenAI ha evidentemente ambizioni diverse: vuole diventare lo standard per persone, imprese, governi. L’accordo con Microsoft è stato il primo passo, ma poi ce ne sono stati molti altri: il fatto che gli aumenti di capitale siano sempre più sontuosi, con legami strettissimi con big del calibro di Amazon, Nvidia e SoftBank, va nella stessa direzione”.

E conclude: “La novità è che anche gli utenti diventano parte attiva di questo posizionamento. Di sicuro lo spostamento a cui si è assistito in questi giorni è una reazione immediata che, da sola, non intacca gli ordini di grandezza. Ma è un precedente. Perché una fetta di persone ha deciso quale chatbot usare non sulla base della rapidità con cui risponde, delle funzionalità che offre o della sua capacità di integrarsi con altre piattaforme, ma per esprimere una posizione valoriale. La competizione sull’AI, quindi, potrebbe giocarsi anche fuori dal terreno puramente tecnologico”.

Ora, rispetto alla pubblicazione di questo pezzo, ci sono stati poi degli aggiornamenti. Perché in realtà, pare che Anthropic abbia ripreso a trattare col Pentagono. Forse perché il pentagono non sembra riuscire a fare troppo a meno di Anthropic, per via di un altro sistema di AI che utilizza. Un sistema che forse avrete sentito nominare: si chiama Palantir ed è di proprietà, fra gli altri, di uno dei tecnocapitalisti più spudorati, ex socio di Musk, socio di maggioranza della società che vuole costruire una città distopica in Groenlandia. Peter Thiel. 

Leggo su Reuters: “Palantir è l’ultima azienda ad affrontare il doloroso compito di “sganciarsi” da Anthropic, dopo la disputa con il Pentagono sulle barriere di sicurezza, una vicenda che sta sollevando domande su una piattaforma software militare chiave.

Maven Smart Systems di Palantir – una piattaforma software che fornisce alle forze armate analisi di intelligence e supporto al puntamento dei bersagli – utilizza infatti diversi prompt e flussi di lavoro costruiti usando il codice di Claude di Anthropic.

La scorsa settimana il presidente USA Donald Trump ha ordinato al governo di smettere di lavorare con Anthropic, dopo che il laboratorio di IA è arrivato a un punto morto nel confronto con il Pentagono su se le proprie policy potessero limitare armi autonome e sorveglianza governativa.

Palantir, che detiene contratti legati a Maven con il Dipartimento della Difesa e altre agenzie statunitensi di sicurezza nazionale per un valore potenziale superiore a 1 miliardo di dollari, dovrà sostituire Claude con un altro modello di IA e ricostruire parti del suo software, ha detto una delle fonti. Reuters non è riuscita a determinare quanto tempo richiederà questo processo.

Maven è il programma di IA “di punta” del Pentagono, progettato per assorbire dati da più fonti, identificare punti di interesse militare e velocizzare analisi di intelligence e decisioni di targeting. Il sistema ha avuto un ruolo in recenti operazioni militari statunitensi.

Il software di Palantir è diventato profondamente integrato nella spinta del Pentagono a incorporare l’IA nelle operazioni militari: una posizione che ha elevato l’azienda da appaltatore “di nicchia” dell’intelligence a fornitore centrale per gli sforzi di modernizzazione della difesa USA, contribuendo a portare la sua capitalizzazione di mercato a circa 350 miliardi di dollari.

Secondo avvocati esperti di contratti governativi e tecnologia, ci si aspetta che anche gli appaltatori della difesa statunitense, come Lockheed Martin (LMT.N), seguano l’ordine del Pentagono e rimuovano gli strumenti di IA di Anthropic dalle loro catene di fornitura, anche se il divieto dell’amministrazione Trump potrebbe non reggere in tribunale”.

Solo che in realtà, prima di arrivare ai tribunali, il divieto di Trump non regge sul campo. Perché il Pentagono, e Palantir, sono dipendenti da Anthropic. E quindi di fatto da un lato continuano a usarla (ad esempio negli attacchi in Iran) e dall’altro si risiede al tavolo, e convince Anthropic a risedersi. Ieri il Financial Times ha scritto che l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, sta trattando con il sottosegretario alla Difesa, Emil Michael, per cercare un accordo che eviti che Anthropic venga esclusa dalla catena di fornitura del Pentagono.

Staremo a vedere. Al di là di come andranno le cose, è interessante comunque notare come le questioni etiche continuino a influenzare i mercati e le scelte individuali.

Mentre l’aggressione di Usa e Israele contro Iran e Libano prosegue, e si teme un ulteriore allargamento del conflitto, mentre in Iran è stata eletta la nuova guoda suprema, ed è il figlio di Ali Khamenei, Mojtabà Khamenei, mentre negli Usa diventa virale l’hashtag sendBaron (che invita Trump a mandare in guerra suo figlio Baron) c’è un altro Paese, di quelli che rientra, in modo diverso, fra gli storici antagonisti degli Usa, che sta vacillando sotto i colpi di una pesante crisi energetica, e non solo. 

Sto parlando di Cuba dove l’altro ieri, di nuovo, è saltata la corrente su scala gigantesca. Un guasto alla centrale termoelettrica Antonio Guiteras – che è una delle colonne portanti del sistema elettrico dell’isola – ha fatto collassare una grossa parte della rete, lasciando al buio circa due terzi del Paese: da Pinar del Río fino a Camagüey (e quindi anche L’Avana). Parliamo di quasi 7 milioni di persone rimaste alungo senza elettricità.

A Cuba i blackout “a pezzi” sono quasi quotidiani, per via del suo sistema obsoleto e dell’embargo totale imposto dagli Usa, che oggi riguarda anche il Venezuela post Maduro. Tant’è che il governo ha stretto un patto con la Cina per accelerare la transizione energetica verso le rinnovabili. Ma qui parliamo di una scala diversa. Di un vero effetto domino sulla rete elettrica, che ha fatto sì che il sistema non abbia retto il contraccolpo del guasto nella centrale Guiteras e sia saltato completamente.

Le cause strutturali sono quelle note: impianti vecchi, manutenzione difficile, mancanza di pezzi di ricambio e soprattutto carenza di combustibile per far girare le centrali, per via del calo drastico di forniture, in particolare dal Venezuela.

Nella serata di ieri il governo ha detto che la rete nazionale è stata riconnessa e che la corrente sta tornando gradualmente, anche se in modo non uniforme (a L’Avana, ad esempio, solo una parte dei circuiti era stata riattivata nelle prime ore). Ci aggiorniamo.

Mercoledì è uscita la prima puntata della seconda stagione di Padre Mio. Padre mio è un podcast che ha riscosso molto successo nella sua prima stagione, se lo avete ascoltato sono certo che ve lo ricorderete. Se non lo avete mai ascoltato forse questo è il momento giusto per iniziare. 

Se non avete idea di cosa sia, ve lo faccio dire da colui che lo conduce, o meglio lo co-conduce. daniel Tarozzi, fondatore di ICC. A te Daniel.

Contributo disponibile all’interno del podcast.

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