Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
28 Nov 2014

Cyclolenti in Portogallo: Terramada, non si smette mai di sognare

Scritto da: CycloLenti

Scendendo da Monchique ad Albufeira, lasciamo un mondo per trovarne un altro. Con due colpi di pedali, ci ritroviamo 500mt più in basso. Più in basso anche tra i pasticci umani? La costa sud portoghese è sfigurata da una cementificazione senza limiti. Strutture ricettive, previste per accogliere il turismo di massa alla ricerca si sole […]

Scendendo da Monchique ad Albufeira, lasciamo un mondo per trovarne un altro. Con due colpi di pedali, ci ritroviamo 500mt più in basso. Più in basso anche tra i pasticci umani? La costa sud portoghese è sfigurata da una cementificazione senza limiti. Strutture ricettive, previste per accogliere il turismo di massa alla ricerca si sole e spiaggia, dilagano. Hanno dimenticato forse che il turista ama anche la natura… Dopo questa breve esperienza costiera, ritorniamo volentieri nell’entroterra prendendo la strada per Loulé.

 

Vuoi cambiare la situazione
dell'abitare in italia?

ATTIVATI

Albufeira

Albufeira

 

Dopo più di 3.000 km siamo così allenati che sorpassiamo addirittura un’Apecar. A Loulé ci ospita la zia del marito di Muriel, una delle mie ex colleghe di lavoro. Fa piacere notare che si mobilitano per noi dalla Francia (grazie Muriel e Vincent). Nonostante siano stati avvisati meno di 48h prima del nostro arrivo, Euriclea e Lourenço ci accolgono come se facessimo parte della loro famiglia. La cittadina è molto carina, ha un grande mercato comunale ed è un piacere fare due passi.

 

Andando verso Faro, incontriamo per caso e per la seconda volta, Olha Sic, una trasmissione televisiva portoghese. Ieri in un negozio a Loulé, ora nel cortile di un’associazione d’artisti. Riprendono iniziative portoghesi di varia natura e quindi anche ecovillaggi. Tra l’altro sono già stati a Terramada, la nostra prossima destinazione. La strada ci fa passare da Tavira, un grazioso paesino, dove veniamo ospitati da Howard e Karin nel loro enclave inglese. Passata la sorpresa (li citofoniamo alle 21h), piuttosto che il finto prato per piantare la tenda, ci propongono una camera matrimoniale con tanto di bagno privato, qualcos’altro?

 

 

Lago di Beliche. Terramada

Lago di Beliche. Terramada

 

Il 31 Agosto, a fine mattinata, arriviamo all’ecovillaggio di Terramada sulle rive del lago di Beliche. Dopo la bella sudata per giungere fino a qui non esitiamo un solo istante quando ci propongono un bagno nel lago. Scopriremo qualche giorno più tardi che la stessa acqua viene usata per le docce e per bere. Geneviève e Guy, francesi, la bevono da 27 anni e non c’è da preoccuparsi. Nel 1987, sulla quarantina, fondano Terramada e vi si trasferiscono con i loro tre figli. Oggi tra gli abitanti c’è anche Angeles che si è sistemata nella sua super roulotte e sua figlia che insieme al compagno e il loro bambino vivono in una Yurta.

 

 

8724335_orig

La Yurta

 

Geneviève e Guy sono aperti ad accogliere nuovi membri permanenti, c’è molto spazio, se interessati contattateli pure via email (terramada@gmail.com) o blog.  Terramada è anche un progetto avanzato di Permacultura. In particolar modo abbiamo potuto ammirare un sistema di fitodepurazione molto elaborato (ossia un metodo di depurazione naturale delle acque reflue ). Inoltre, privilegiano un’alimentazione istintiva: ovvero mangiare gli alimenti allo stato più naturale possibile, quindi crudi, non trasformati, non mischiati… e mangiarli quando il loro gusto e il loro odore ci piacciono…seguire il proprio istinto!

 

Se volete passare delle vacanze piacevoli in Portogallo, Terramada vi propone l’affitto del loro Tepee o la loro casa in bambù. Organizzano frequentemente dei cantieri partecipativi (il prossimo sarà per la costruzione di un secondo tepee in super-adobe) e vari workshop (dalla permacultura alla fisica quantistica). Tra tutti i posti ecosostenibili che abbiamo visitato, devo ammettere che ho un debole per Terramada. Perché? Che cosa ha di così speciale? Sebbene abbiano il loro modo di vivere, le loro convinzioni, la loro filosofia, non c’è niente che vi impongano. L’unica regola fondamentale è che l’ambiente messo a disposizione sia rispettato.

 

Una parte dell'impianto di fitodepurazione

Una parte dell’impianto di fitodepurazione

 

 

Qui è più facile che in altri posti in quanto vi sono spazi privati, aree per accogliere persone di passaggio come noi e aree comuni a tutti. Guy e Geneviève sono partiti da un terreno aridissimo e con pochissimi soldi. Con tanto ingegno hanno saputo trasformarlo in un piccolo paradiso.  Non dimenticheremo mai le lezioni di stretching di Melissa, loro figlia, sotto il salice piangente mentre gli uccellini cantavano in sottofondo; ripetiamo gli esercizi quasi tutte le sere dopo la nostra lunga giornata di bici.

 

Nonostante Guy e Geneviève siano vicini agli anni della pensione il loro spirito è eternamente giovane e il loro approccio alla vita sembrerebbe non contemplare mai una fine: un giorno qui faremo la nostra casa, qui pianteremo questo e là faremo quest’altro… a Terramada non si smette mai di sognare! Ancora una volta bisogna partire. Oggi attraverseremo il Rio Guadiana e con esso lasceremo anche il Portogallo.

 

Leggi anche:

 

 

Cyclolenti in Portogallo, meta di cambiamento (terza parte)
Portogallo, meta di cambiamento (parte seconda)
CycloLenti in Portogallo, meta di cambiamento (prima parte)

CycloLenti in Portogallo: vivere e imparare a Tribodar
 

CycloLenti: in bici in giro per il mondo alla scoperta di realtà ecosostenibili 

 

Il blog Cyclolenti

 

#IoNonMiRassegno 13/12/2019

|

In migliaia in piazza con Greta Thunberg a Torino – FOTO E VIDEO

|

Yana casa Portale, una comunità di giovani che vivono insieme in natura

|

Rivelazioni degli attivisti sui crimini ambientali in Brasile

|

Il recupero di un antico mestiere per la rinascita di specie ittiche a rischio estinzione

|

Lenin Montesanto: “La vera rivoluzione è restare in Calabria” – Meme #31

|

Antropocene. L’uomo ha fatto il suo tempo

|

Un’assicurazione etica per gli infortuni dei lavoratori dell’economia solidale