3 Nov 2014

Cyclolenti in Portogallo, meta di cambiamento (terza parte)

Scritto da: CycloLenti

Una delle prime domande che viene in mente quando si ascoltano storie di persone che intraprendono una strada meno tradizionale è: come […]

Una delle prime domande che viene in mente quando si ascoltano storie di persone che intraprendono una strada meno tradizionale è: come fanno a livello economico? Durante questo viaggio mi rendo sempre più conto che i soldi, pur restando uno strumento utile di scambio, acquisiscono una rilevanza meno importante rispetto a quella che normalmente ho attribuito loro. “Il denaro è utile come sono utili le fogne, ma non si può pensare ad una cultura delle fogne” dice il regista/scrittore Silvano Agosti (qui una sua intervista).

 

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Karl, tedesco, e Judit, spagnola, sono al verde. Eppure portano ugualmente avanti il loro progetto: vivere in armonia con la natura insieme ad altre persone, creando una comunità e cercando di essere il più autosufficienti possibile. Non hanno il terreno, non hanno l’automobile, la casa e neanche un lavoro fisso ed ora che è arrivato Paul la famiglia si è allargata. Ciò nonostante sono animati da una grande volontà e giorno dopo giorno il loro sogno prende sempre più forma. Il destino quasi per incanto lavora al loro fianco e così accade che… Un signore, proprietario di svariati ettari di terra, gli concede una vallata per potersi stabilire; amici e persone, messe in rete attraverso un’associazione di aiuto reciproco, giungono da tutti gli angoli del Portogallo per dare una mano a ristrutturare un rudere che diventerà la loro dimora; sinergie nascono con i progetti limitrofi e un invisibile meccanismo sembra azioni una spirale virtuosa dal moto perpetuo.

 

Un po’ di fantasia, un pizzico d’ingegno e i vasetti di vetro delle conserve diventano bicchieri, una vasca d’acqua all’ombra un frigo, dello sterco mischiato alla terra i muri della casa, i rami del bosco chiodi di legno, i cactus in giardino gelatina impermeabilizzante per le pareti, cortecce di sughero scolapiatti e tavolette del bagno secco, i fichi la colazione e i raggi del sole, convogliati con una parabola solare, calore per scaldare il tè e far salire il caffè. Quando arriviamo a Vale do Vento, Karl e Judit hanno organizzato un weekend d’aiuto per poter terminare l’intonaco esterno della cucina comune. Proprio oggi aspettiamo Davide, Matteo, Justine e Chiara, miei vecchi amici di Milano che  – coincidenza – sono di passaggio qui per andare a fare surf a Sagres. Arrivano per ora di pranzo con vino, formaggio e miele. Che buffo vederli in questo contesto!

 

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Dopo la grande abbuffata è ora di “lavurà”. Si fanno delle palline con l’impasto di sterco ed argilla e si lanciano contro il muro. La stesura dell’intonaco è come un gioco e mamme e bambini si dimostrano tiratori dalla mira eccellente. La terra si può lavorare a mani nude, non hai bisogno di strumenti. Può aiutare chiunque, anche i bambini, e se cambi idea la puoi sciogliere in acqua e riutilizzare per nuove forme. Il più delle volte è reperibile a km 0. 

 

Nei giorni a seguire impariamo una tecnica di impermeabilizzazione piuttosto singolare. È molto usata in Messico e consiste nello spalmare a più riprese una gelatina ottenuta tenendo al macero foglie di cactus in un bidone chiuso per un paio di settimane. Sorprendente! Tanja e Michael, Francine e Ferry, Karl e Judit, 3 coppie, 3 capacità economiche diverse, 3 tipi di approcci, 3 traguardi, un unico sogno. Volere è potere e le parole di William Hutchison Murray, unite a quelle di Goethe, sintetizzano molto bene questo concetto: “C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute… L’audacia ha in sè genio, potere, magia. Incomincia adesso!”

 

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l gallo canta alle 7:00 in punto per circa mezz’ora. Al primo “chicchirichi” sono già sveglio ed eccitato come un bambino la sera prima del suo compleanno. Alle 8:00 le bici sono già cariche come dei muli. OGGI SI VA IN VACANZA! Dopo tre mesi di viaggio all’attivo abbiamo voglia di una pausa, di tempo da dedicare all’ozio totale. I nostri amici milanesi ci aspettano a Sagres, la punta del Portogallo, nella loro bella casa iperaccessoriata.

 

A metà strada il caldo si fa sentire e decidiamo per un tuffo a mare. La spiaggia è affollatissima. Perché? Ah, è vero, è agosto e siamo tutti a far vacanza. Dopo un mese nelle calme campagne portoghesi questo caos ci scombussola. Sudati, con i vestiti e i capelli sporchi di terra, stropicciati, ci sentiamo degli alieni. Il desiderio di una doccia è intenso e ci dà lo stimolo a pedalare per gli ultimi chilometri che ci separano da Sagres. Alle nove di sera il nostro desiderio si materializza. Freschi e profumati ci sistemiamo a tavola. La brace è calda, qualche minuto d’attesa e i nostri canini affondano in una succulenta grigliata di carne.

 

 

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