26 Mag 2015

Nasce in Casentino il primo portale territoriale di Italia che Cambia!

Scritto da: Daniela Bartolini

E' stato presentato il 24 maggio presso il Centro Creativo Casentino di Bibbiena, il portale del "Casentino Che Cambia". Uno strumento innovativo, un processo collettivo per il cambiamento.

Prima del 4 aprile dello scorso anno Daniel Tarozzi, giornalista e direttore editoriale di “Italia che Cambia” non sapeva neanche dove fosse il Casentino. Chiamato da Fondazione Giuseppe e Adele Baracchi come ospite degli incontri “Parole e Silenzio” per il ciclo “Su la testa – il coraggio di cambiare, un futuro da inventare”, fu accolto da oltre 200 persone. Singole persone, realtà emergenti e progetti dalle radici antiche pronti al cambiamento.
Anche qui, in questa valle tra le montagne dell’Appennino toscano, c’era un Italia “pronta ad agire e reagire”, pronta ad “alzare la testa”, come quella che aveva incontrato nel suo primo viaggio in camper alla scoperta degli attori silenziosi ed invisibili del cambiamento.

Un anno dopo Daniel e tutto lo staff di “Italia che Cambia” conoscono bene il Casentino, così come le tante persone connesse a questo progetto in tutta la penisola. Più volte tappa del secondo viaggio in camper, mesi di lavoro ed eventi ed oggi è proprio in Casentino che nasce il primo dei portali territoriali, grazie al contributo della Fondazione Baracchi.

L’inaugurazione di domenica 24 maggio presso il Centro Creativo Casentino di Bibbiena, è partita così, dal passato per arrivare ad un presente inimmaginabile: oltre 40 realtà incontrate, intervistate ed inserite nella mappa; un documentario che racconta le esperienze di questo territorio evidenziandone comunità di intenti e valori, connessioni ed anche le compatibili divergenze; un portale web dalle molte funzioni per far emergere questa ricchezza e sostenere la messa in rete di idee, saperi, competenze e la nascita di nuove progettualità.

Andrea Degl’Innocenti, giornalista e Luca Asperius, responsabile dei progetto web di “Italia che Cambia” hanno illustrato il portale:
una mappa in cui sono geolocalizzate tutte le realtà incontrate, con schede di approfondimento e video realizzati dallo staff di Italia che Cambia;
un giornale aggiornato quotidianamente dalla redazione locale, coordinata da daniabartolini@gmail.com;
una sezione “social” in cui ogni utente registrato potrà interagire con gli altri e con le realtà della mappa, commentare gli articoli, proporre le sue iniziative e organizzare eventi.

Un doppio livello nel portale permette a chiunque lo visiti di vedere le realtà finora incontrate, gli eventi in programma, le notizie e di ricercarle in base a campi tematici ed uno riservato agli utenti registrati, in cui scoprire tutte le persone che sul territorio si riconoscono nei valori dell’Italia in cambiamento. Per chi è loggato è infatti possibile creare un proprio profilo personale, geolocalizzarsi nella mappa, commentare e vedere le interazioni degli altri utenti, creare pagine personali che rimandino alle loro attività ed eventi. Ed è possibile creare gruppi per coinvolgere la “piazza” su temi e progetti.
Uno strumento aperto a tutti e a tutte le realtà che si riconoscono nei Sette Sentieri. Sette sentieri, valori, per trovare gli elementi comuni, per riscoprire che, pur partendo da posizioni e punti di vista differenti, stiamo tutti andando nella stessa direzione.

Trovarsi in un luogo virtuale per fare rete, comunicare, creare sinergie. La collaborazione con il Centro Creativo Casentino rende possibile l’incontro reale. Tutti i giovedì dalle 17,30 alle 19,30, la redazione del “Casentino Che Cambia” sarà infatti presente per accompagnare e facilitare l’incontro. Uno spazio in cui incontrarsi e diventare protagonisti del cambiamento locale proponendo iniziative e conoscendo persone con le quale realizzare progetti, cambiare il mondo, cambiare la propria vita, avviare un’impresa lavorativa o sociale, difendere il territorio, valorizzare l’agricoltura, l’artigianato, la cultura, innestare processi di innovazione.

Il Casentino che cambia, si innova, riscopre le sue tradizioni, ama e protegge la terra in cui vive, riparte da qui. Si guarda allo specchio, si rivede in una carta in evoluzione, che, mentre ascoltiamo gli interventi di alcune delle 43 realtà intervistate, è già diversa, arricchita dai tanti suoi abitanti presenti all’inaugurazione. Molte persone hanno contattato nelle ultime settimane la redazione e lo staff del progetto: mappare il cambiamento e i suoi agenti non è un lavoro concluso.

C’è spazio per l’entusiasmo di nuove realtà emergenti in questa giornata. Aziende, comitati, associazioni, in rappresentanza di tutti coloro che ancora non troviamo nella mappa, di quel fermento creativo ed emozionante che si sente in Casentino da mesi, che guarda dritto in faccia la crisi e gli ridà il suo vero significato: pausa, riflessione, valutazione, considerare strade nuove, ciò che è stato e ciò che vogliamo. Passaggio fondamentale per la trasformazione, per la rinascita.

Il Casentino è un territorio bellissimo, è natura, boschi, torrenti ed un grande fiume. E’ arte, storia, musica e poesia. Alessandro Ferrini ci conduce, attraverso le immagini del suo Bel Casentino, in questo territorio poco conosciuto, con la passione e la dedizione di chi ama sentirsi un esploratore nel luogo in cui vive. “Un altro Casentino” è di per sé un invito allo stupore, a non dare per scontata la conoscenza, ad aprirsi all’imprevedibile. E’ un inno ad andare oltre le strutture e i confini, la mostra presentata all’interno di questa ricca giornata.

Ogni luogo ha la sua musica, è il “Movimento dell’Anima” di Sorgente ad accompagnare il calare del sole, le domande, l’entusiasmo. Colonna sonora del documentario che racconta questa valle chiusa tra le montagne, la musica di Sorgente ha la potenza e l’introspezione tipica di questo luogo.

Ogni angolo del grande centro che ha ospitato questo importante inizio, è stato riempito dalla bellezza di chi crede, investe, progetta un futuro nuovo.

Il Bio-distretto del Casentino rappresenta già una rete, “un gruppo coeso ed eterogeneo, formato da agricoltori, allevatori, artigiani, associazioni, trasformatori, gruppi di acquisto solidale, gestori di strutture ricettive e singoli individui che mettono a disposizione le proprie competenze per tutelare e valorizzazione l’agricoltura, il paesaggio, la cultura del territorio casentinese”, come si autodefiniscono. Curatori dello spazio dedicato alle degustazioni e alla scoperta dei prodotti locali in cui l’amore per la propria terra diventa anche cura verso la sostenibilità ambientale. Solo vetro, ceramica, carta e materiali biodegradabili sul tavolo del Bio-distretto.

Il viaggio nel Casentino che cambia inizia ora!
Siamo tutti protagonisti di questo processo collettivo verso il cambiamento!

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