13 Nov 2015

Allevamenti di visoni per farne pellicce: i Paesi Bassi confermano il divieto

Scritto da: Tamara Mastroiaco

I giudici olandesi, approvando la legge che vieta gli allevamenti di visoni, hanno stabilito che il benessere e la vita di sei milioni di visoni è più importante degli interessi economici degli allevatori, i quali traggono profitto dallo sfruttamento crudele di questi animali per la produzione di pellicce.

Dopo anni di battaglie legali, la Corte d’Appello dell’Aia ha ripristinato una legge del 2012 
che vietava gli allevamenti di visoni sul territorio olandese. La stessa legge era stata annullata nel 2014 a causa delle proteste degli allevatori che vedevano minacciati i propri interessi. La legge entrerà in vigore nel 2024 e gli stabilimenti dovranno essere gradualmente chiusi entro quella data. Il dibattito politico era iniziato nel 1999, quando era stata presentata una legge per vietare gli allevamenti entro il 2018, ma la proposta non aveva ottenuto la maggioranza.

 

I giudici olandesi approvano la legge che vieta l'allevamento di visoni nei Paesi Bassi

I giudici olandesi approvano la legge che vieta l’allevamento di visoni nei Paesi Bassi


 

L’argomento principale della controversia contro il divieto, in questi sedici anni, è stato sempre lo stesso: l’approvazione della legge potrebbe avere un enorme impatto economico sugli allevatori. I giudici, però, martedì scorso, hanno dichiarato che i produttori hanno nove anni di tempo per chiudere e riconvertire la propria attività, investendo in altre opere, e hanno offerto agli allevatori una compensazione finanziaria di 28 milioni di euro per i costi di dismissione.

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

“Con questa decisione, i Paesi Bassi hanno stabilito che il benessere e la vita di sei milioni di visoni è più importante degli interessi economici degli allevatori, i quali traggono profitto dallo sfruttamento crudele di questi animali destinati alla produzione di pellicce” ha dichiarato Adam M. Roberts, amministratore delegato della Born Free Usa, una delle 38 organizzazioni che hanno fondato la Fur Free Alliance  la coalizione internazionale costituita per porre fine allo sfruttamento e all’uccisione degli animali per la pelliccia.

 

7a1cbf39-3664-4da4-8f83-425d249511b6

i Paesi Bassi hanno stabilito che il benessere e la vita di sei milioni di visoni è più importante degli interessi economici degli allevatori


 

“Se un paese come l’Olanda è stato in grado di vietare gli allevamenti di visoni, non vi è alcun motivo perché gli altri paesi permettano ancora questa pratica crudele e brutale” ha concluso Adam M. Roberts. I Paesi Bassi sono il quarto produttore mondiale di pelliccia di visone, dopo Cina, Polonia e Danimarca, con 160 allevamenti dove muoiono circa sei milioni di visoni l’anno. Gli animalisti si battono da anni per la chiusura degli allevamenti dove i visoni, ammassati in piccole gabbie, non possono muoversi. Questi animali, stagione riproduttiva a parte, hanno un’indole solitaria, amano l’acqua e sono in grado di percorrere fino a 20 chilometri al giorno. La reclusione, la mancanza di stimoli e spazi, la convivenza forzata rende questi animali selvatici aggressivi contro i propri simili e verso se stessi.

 

Le modalità di uccisione scelte dagli allevatori devono preservare integra la pelliccia per cui vengono uccisi con metodi che non tengono conto della sofferenza degli animali: gas, elettrocuzione anale e veleno. Non sempre, però, questi metodi sono efficaci e spesso sono ancora vivi e coscienti mentre vengono scuoiati. L’Olanda, grazie a questa sentenza storica, entra nella lista dei paesi europei, insieme a Slovenia, Croazia, Austria e Regno Unito, che hanno scelto per la vita degli animali da pelliccia e ascoltato il volere dei propri cittadini.

 

 

Articoli simili
L’Oasi di Camilla, dove gli animali possono trovare nuova vita
L’Oasi di Camilla, dove gli animali possono trovare nuova vita

Emilia Romagna prima regione italiana a bandire le gabbie dagli allevamenti
Emilia Romagna prima regione italiana a bandire le gabbie dagli allevamenti

Anche le grandi aziende alimentari contro le gabbie negli allevamenti
Anche le grandi aziende alimentari contro le gabbie negli allevamenti

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Ha senso il bonus acqua? – Io Non Mi Rassegno #391

|

Nasce il “Muratore di valle” che recupera le borgate alpine

|

Benedetta Altichieri: storia di una relazione tra culture differenti – Amore che Cambia #11

|

La malnutrizione, Sylvie e i suoi piccoli occhi scuri e vuoti

|

Climate Space: arte, cinema e musica per celebrare i 5 elementi naturali

|

L’economista Paolo Collini: serve un Recovery Plan sostenibile e per i giovani

|

Torna il Cammino delle Panchine, per ripartire dopo la pandemia

|

Centro Kratas, un’oasi spirituale ed ecologica tra i monti Sicani