6 Mag 2016

Schegge di memoria, storie e vita quotidiana dagli archivi del territorio aretino

Scritto da: Daniela Bartolini

Otto eventi per riscoprire il patrimonio archivistico della Provincia di Arezzo, la Storia e le storie che hanno creato il paesaggio e la comunità contemporanea.

Si è aperto ieri con l’iniziativa dedicata al “al fiume, la sua vita, le sue storie” il programma della Rete Documentaria Aretina per la promozione e valorizzazione del patrimonio archivistico conservato nelle biblioteche della Rete.
Questo primo evento all’interno della Biblioteca Comunale “Giovanni Giovannini” di Bibbiena ha visto il coinvolgimento della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo “Bernardo Dovizi”. 80 ragazzi che hanno ascoltato con interesse e coinvolgimento testimoni del territorio commentare le immagini della Banca della Memoria di Poppi.

Tutti gli incontri, coordinati dal servizio CRED-Mediateca dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino, e realizzato grazie al contributo della Regione Toscana (PIC 2015), prevedono la visione di materiali audiovisivi provenienti dalla Banca della Memoria, progetto dedicato alla raccolta e conservazione delle tradizioni e della memoria orale ed immateriale.
Nato negli anni ’90, l’archivio raccoglie tante testimonianze importanti della storia del ‘900, locale, toscana e nazionale. Una sezione della Banca è dedicata al cinema familiare, raccolto dal 2004 attraverso il progetto “Seicento minuti di Novecento”, contenente memorie cinematografiche dagli anni ’20 agli anni ’70 di grande interesse storico ed antropologico. Pellicole recuperate all’oblio, talvolta legate a produzioni artistiche inedite di autori underground, cineamatori e documentaristi sindacali e politici oltre che di cinema familiare.

Le immagini in movimento saranno utilizzate per valorizzare i documenti presenti negli altri archivi.

Venerdì alle 21 la rassegna si sposterà al Centro Culturale di Memorie e Contemporanietà di Pergine Valdarno per scoprire la figura di Robert Katz, scrittore e giornalista americano, e il suo ricco archivio che documenta la storia italiana dalla seconda guerra mondiale al caso Moro, insieme al prof. Massimo Zanoccoli e a Stephen Katz, figlio di Robert.

Il 10 maggio si torna in Casentino con il coinvolgimento dell’istituto comprensivo di Poppi per raccontare ai giovani le storie e la Storia del Casentino e della Toscana.

Il 13 maggio alle 17,30 all’Accademia Valdarnese del Poggio incontro, in collaborazione con la biblioteca di Montevarchi, dedicato ai “valdarnesi e la grande guerra” con la presentazione di un video originale nato dal lavoro di raccolta degli studenti dell’Isis “Benedetto Varchi” e dai documenti presenti nell’achivio comunale e nel “Fondo Vestri”.

Il 14 maggio alle 18,00 “Schegge di Memoria” fa tappa alla Biblioteca Rilli-Vettori di Poppi, per “Alluvione 50: memorie di un fiume in piena”, l’alluvione del 1966 dal Casentino a Firenze, tutta la drammatica forza distruttrice dell’Arno da Ponte a Poppi fino al capoluogo Toscano. Con gli interventi di Sandro Brezzi e Amedeo Bigazzi.

“I figli di Civitella: come nasce la lontananza” è invece il titolo dell’incontro che si terrà all’interno dell’istituto comprensivo di Civitella il 17maggio. “La lontananza” è il titolo del documentario realizzato dalla Mediateca di Poppi sulle storie di coloro che vissero da bambini l’eccidio del 29 giugno 1944 e che dopo il tragico evento si ritrovarono a dover lasciare il paese perchè orfani. All’incontro sarà presente Ida Balò, presidente Ass. “Civitella Ricorda”.

Altra produzione originale per “Le strade fiorite: ricordi di una comunità in festa” per ripercorrere con l’antropologo Paolo De Simonis e l’archivista e storico locale Carlo Fabbri, la tradizione rituale di Terranuova Bracciolini, documentata nell’Archivio 900 della Biblioteca Comunale “Le Fornaci”. Il 21 maggio alle 17,30 all’auditorium “Le Fornaci”.

Conclusione alla Biblioteca Città di Arezzo il 27 maggio alle 17 per andare alla scoperta dell’Archivio Mancini-Griffoli e dela Toscana rurale ed agricola vista attraverso l’obbiettivo di documentaristi amatori dal 1938 ai nostri giorni. Un percorso storico che illustra pratiche agricole, gesti e movimenti, riti e festeggiamenti di un mondo rurale ormai scomparso, passando per l’innovazione e la modernità delle macchine agricole SACFEM.

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