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21 Lug 2016

Io faccio così #129 – Archingreen: paglia e terra cruda per un'architettura sostenibile

Scritto da: Paolo Cignini

Costruire e riqualificare gli edifici esistenti utilizzando materiali naturali come la paglia e la terra cruda. Professionalità ed ecocompatibilità sono due mondi sempre più vicini, come testimonia Archingreen, una realtà che si occupa di architettura e ingegneria con una profonda vocazione al sostenibile.

“Non si può pensare all’architettura senza pensare alla gente” diceva Richard George Rogers,  architetto italiano naturalizzato inglese. Oggi più che mai il mondo della sostenibilità, della costruzione di edifici con materiali naturali, sembra l’aspetto più in grado di guardare agli interessi e al benessere delle persone. E vi parliamo di una realtà che sta provando, con il proprio appassionato lavoro, a far conoscere l’importanza di cambiare (in meglio) il modo di costruire e restaurare le nostre case.

Archingreen  è uno studio tecnico formato nel 2012 da Roberta Tredici e da Emanuela Cacopardo, ha la sua sede operativa ad Arona, in provincia di Novara. Roberta è un ingegnere, Emanuela un architetto, con brillanti esperienze professionali alle spalle.

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Molte volte su Italia che Cambia vi abbiamo parlato delle caratteristiche e dei vantaggi di costruire abitazioni ed edifici con l’ausilio dei “nuovi” materiali come ad esempio la paglia e la terra cruda. La specificità e l’importanza della storia di questa settimana è data anche dal percorso delle fondatrici: come recita il chi siamo del sito “Il nome Archingreen è un gioco di parole che sintetizza la nostra professionalità: architettura, ingegneria e profonda vocazione al sostenibile.” Due mondi, quello della professionalità e della sostenibilità, che si stanno incontrando con profitto sempre più spesso.

“Abbiamo fondato questo studio insieme a Roberta Tredici” ci racconta Emanuela Cacopardo “condividendo questa visione verso il sostenibile. Nel corso degli anni abbiamo incontrato sempre più clienti che ci hanno chiesto di poter utilizzare dei materiali naturali che proprio per le loro proprietà rendono più confortevoli e salubri le casi in cui si va ad abitare. Ed in questi ultimi tre anni, dalla ristrutturazione passando per gli ampliamenti fino alle nuove case, siamo riuscite a realizzare sempre più lavori con questa filosofia volta alla sostenibilità”.

Prima sopraelevazione in paglia (Arona)

Prima sopraelevazione in paglia (Arona)Archingreen per gli ampliamenti e per le nuove costruzioni incentiva l’uso della paglia, appoggiata ad una struttura di legno portante. La paglia è infatti un materiale che si può trovare a km zero, ha una grandissima resa termica, non è costosa ed ha anche un’ottima resa acustica. Alla paglia solitamente vengono abbinati degli intonaci in argilla, che sono traspiranti e che quindi permettono il passaggio continuo dell’umidità e impediscono che la paglia possa deteriorarsi, e soprattutto sono dei regolatori naturali di umidità che permettono di assorbirla se un ambiente è troppo umido e di rilasciarla nel caso l’ambiente sia molto secco.

Invece per quanto riguarda le ristrutturazioni e gli ampliamenti di strutture esistenti Archingreen predilige altri materiali naturali come la canapa e la lana di pecora, materiali che a livello di costi possono rappresentare un costo maggiore (fino a un 15% in più in media rispetto ai tradizionali) ma che hanno sempre il vantaggio della traspirabilità, della densità, apportando un vantaggio reale in termini energetici che vale per tutte le stagioni. Lo studio collabora con team di artigiani che hanno un’esperienza decennale in questo campo, che hanno seguito e seguono progetti di questo tipo in tutta Italia.

ARCHINGREEN1

Roberta Tredici e da Emanuela CacopardoUn altro elemento che contraddistingue l’esperienza di Archingreen è che “se noi incontriamo persone che hanno la possibilità di recuperare paglia, legno, argilla e ha possibilità di poter scavare la terra sul posto” spiega Emanuela  “se invogliata all’idea di poter ristrutturare o lavorare sulla sua casa noi favoriamo il discorso dei Cantieri Scuola proprio per favorire l’autocostruzione e l’avvicinarsi a questi mondi anche a chi non conosce nulla ma ne è fortemente interessato”.

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