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20 Apr 2018

“Puliamo Romentino”: sindaco e cittadini raccolgono i rifiuti dalle strade

Raccolte spontanee di rifiuti per le strade di un piccolo centro in provincia di Novara. In questo consiste “Puliamo Romentino”, un progetto che oltre a contribuire alla pulizia del comune sta rafforzando anche lo spirito comunitario degli abitanti, favorendo la nascita di una rete sociale.

Un giorno di circa un anno e mezzo fa una donna è scesa in strada con un secchiello e ha iniziato a raccogliere i rifiuti. La sorella ed il fratello hanno deciso di seguirla. E poi altri, e altri ancora. Così, anche tramite Facebook, l’iniziativa si è allargata coinvolgendo un numero sempre più alto di persone, tra cui il sindaco, che oggi partecipano alle raccolte e, nel frattempo, socializzano e stringono legami. Ne abbiamo parlato con Chiara Airoldi, tra le promotrici del progetto “Puliamo Romentino”.

Come è nato “Puliamo Romentino”?
Puliamo Romentino è nato in modo spontaneo circa un anno e mezzo fa quando io, mia sorella, mio fratello e altri due nostri amici abbiamo iniziato a raccogliere l’immondizia per strada. Tramite Facebook altre persone sono venute a conoscenza di quello che facevamo e hanno chiesto di unirsi. È così che l’iniziativa si è allargata.

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Quante persone sono coinvolte e in che modo organizzate le raccolte dei rifiuti?
Gli organizzatori sono cinque. Ad ogni raccolta varia il numero di partecipanti, solitamente da venti a trenta persone circa. Di solito si stabilisce un giorno e tramite facebook o contatti personali invitiamo gli altri a partecipare. Tra i partecipanti c’è anche il sindaco e anche lui aiuta a spargere la voce. Non vogliamo però formalizzare questa iniziativa, ci piacerebbe che restasse un’iniziativa dal basso alla quale la gente decide di partecipare in modo spontaneo. L’unico piccolo supporto che riceviamo al momento è quello dell’Avis che ci supporta fornendoci guanti e pettorine.

Ad un anno e mezzo da quando avete iniziato, qual è il tuo bilancio dell’iniziativa? Credi stia funzionando?
È faticoso ma secondo me sta andando bene, soprattutto se si considera la partecipazione volontaria, dal momento che non è previsto per chi partecipa nessun ritorno economico. Le prime volte eravamo in cinque o sei, ora siamo venti o trenta persone ad ogni raccolta. Anche i comuni vicini iniziano a conoscerci e seguirci. Tramite la nostra iniziativa la gente si rende conto che le soluzioni esistono, e spesso vengono dal basso. Inoltre, al di là della raccolta dei rifiuti, tramite questa iniziativa si sta rafforzando la comunità, le persone si conoscono e stringono relazioni che prima non c’erano.

Romentino è un comune di 5000 abitanti. Credi che questa iniziativa possa essere replicata in altri centri, anche più grandi?
Sì, credo sia replicabile. Lo dimostra il fatto che il comune qui vicino ha aderito. Nei centri più grandi è più difficile ma si può fare partendo dal quartiere.

A tuo avviso negli ultimi tempi c’è maggior rispetto nei confronti del territorio?
Sì. Credo che ultimamente ci sia una rinascita di attenzione, anche se c’è ancora molto da fare dal punto di vista dell’educazione ambientale. A volte sembra che le persone diano per scontato che, ad esempio, le strade siano sporche. Poi succede che qualcuno accende la miccia, come abbiamo fatto noi iniziando in prima persona a raccogliere i rifiuti, e allora ci si rende conto che le cose possono cambiare e migliorare.

Quali sono le prossime iniziative in programma?
Vorremmo iniziare ad andare nelle scuole per parlare del progetto e contribuire a sensibilizzare i ragazzi sul tema. Ci piacerebbe anche attivare con gli studenti delle superiori dei programmi di alternanza scuola lavoro.

#IoNonMiRassegno 17/1/2020

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