Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
9 Apr 2019

Ecco un piano per proteggere gli oceani entro il 2030

Scritto da: Greenpeace

Con una rete di aree protette è possibile tutelare oltre un terzo degli oceani del Pianeta entro il 2030 e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. È quanto emerge da uno studio scientifico pubblicato da Greenpeace. "Si tratta di un piano per la protezione degli oceani che salvaguarderebbe l'intero spettro della vita marina".

Mentre i governi di tutto il mondo sono riuniti alle Nazioni Unite per negoziare un accordo storico per la tutela degli oceani, Greenpeace pubblica uno studio scientifico all’avanguardia che mostra come sia possibile tutelare con una rete di aree protette oltre un terzo degli oceani del Pianeta entro il 2030. Un obiettivo che gli scienziati definiscono “cruciale” per proteggere l’ecosistema marino e contribuire a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. I negoziati in corso potrebbero aprire la strada per la protezione di 230 milioni chilometri quadrati di mare, al di fuori della giurisdizione degli Stati costieri.

Foto di Greenpeace

Foto di Greenpeace

Il rapporto “30×30: Un piano per la tutela degli oceani” è il risultato di una collaborazione durata un anno tra i ricercatori dell’Università di York, di Oxford e Greenpeace. In uno dei più grandi studi di questo genere, i ricercatori hanno scomposto gli oceani in 25 mila quadrati di 100 chilometri di lato e poi hanno mappato la distribuzione di 458 diversi indicatori, tra cui fauna selvatica, habitat e principali caratteristiche oceanografiche, generando centinaia di scenari di quella che potrebbe essere una rete di Santuari marini d’Alto mare su scala planetaria, libera da attività umane dannose, con il minimo impatto socio-economico.

Vuoi cambiare la situazione
dell'ambiente in italia?

ATTIVATI

 
“È drammatica la velocità con cui le zone d’Alto mare stanno perdendo le loro specie più iconiche”, dichiara il professor Callum Roberts, biologo marino presso l’Università di York. “Perdite eccezionali di uccelli marini, tartarughe, squali e mammiferi sono la conseguenza di un sistema di governance sbagliato, a cui i governi riuniti alle Nazioni Unite devono porre rimedio subito. Questo rapporto mostra come sia possibile progettare una rete di aree protette distribuite nelle acque internazionali di tutto il mondo”.

 
La dott.ssa Sandra Schoettner della campagna Oceani internazionale di Greenpeace dichiara: “Dai cambiamenti climatici, alla pesca eccessiva e all’inquinamento, i nostri oceani sono in pericolo. Abbiamo urgentemente bisogno di proteggerne almeno un terzo entro il 2030. Non si tratta di linee tracciate su una mappa, ma di una catena di protezione coerente e interconnessa che comprende punti chiave per la fauna selvatica, corridoi migratori ed ecosistemi critici. Si tratta di un piano per la protezione degli oceani che salvaguarderebbe l’intero spettro della vita marina”.

Fish on Purse Seiner in East Pacific Ocean

Foto di Greenpeace

 
“Purtroppo, gli oceani oltre i confini nazionali sono lasciati in balia dell’interesse di pochi Stati ricchi e potenti. Chiediamo ai Governi di tutto il mondo un Accordo Globale per garantire una adeguata protezione delle aree d’alto mare, riformandone le regole di gestione per tutelare un patrimonio comune dell’umanità. Questo rapporto dimostra che abbiamo già tutte le conoscenze scientifiche per farlo”, conclude Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare Greenpeace Italia.

 

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Cina-Usa, è svolta sul clima? – Io Non Mi Rassegno #350

|

“Gli asini ci insegnano la calma e a vivere la vita ai ritmi della natura”

|

VocAMOlario: impariamo a parlare di amore e sessualità – Amore Che Cambia #2

|

Proxima: una sartoria sociale dove ricucire tessuti e vite

|

Tribal Italia: portiamo etica e sostenibilità nel mondo degli integratori

|

Curare di più l’ambiente e lo stile di vita per aumentare la longevità sana

|

Dall’ufficio di una multinazionale al frutteto: la storia di Elisabetta e Corrado

|

Mentorship, il progetto che aiuta gli studenti che stanno ai margini