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13 Giu 2019

Ammappa l’Italia, la mappa collettiva dei cammini a piedi

Ammappalitalia è una mappa condivisa del trekking, un progetto di riscrittura collaborativa del territorio italiano nel quale i viaggiatori e tutti gli appassionati possono contribuire alla mappatura dei sentieri, delle strade bianche e dei percorsi naturalistici. E’ un'”enciclopedia” libera e gratuita attraverso la quale ognuno può mettere a disposizione la propria conoscenza dei percorsi, tutelando il paesaggio e promuovendone la valorizzazione.

“Camminare, nel contesto della realtà contemporanea,
parrebbe esprimere una forma di nostalgia,
oppure di resistenza”
D. Le Breton

“Come riappropriarsi del Paese camminando”. Proprio questo è stato il tema al centro dell’incontro tenutosi il 7 giugno scorso a Cuneo ed organizzato da Ammappalitalia i cui referenti, Marco Saverio Loperfido e Marina Vincenti, hanno parlato di territorio, sviluppo sostenibile, condivisione delle conoscenze e… cammino.

Tutta l’Italia è percorribile a piedi, senza macchina, senza nemmeno prendere un treno o un bus. È da questa scommessa che ha preso vita, ormai sei anni fa, Ammappalitalia: progetto collettivo di mappatura dei percorsi a piedi realizzato dal basso e a costo zero.

Si legge sul sito: “Così come Wikipedia è un’enciclopedia del sapere costruita da utenti di ogni parte del mondo, così Ammappalitalia è un’enciclopedia libera e gratuita dei sentieri, delle strade bianche, delle mulattiere, che solo le persone del luogo conoscono e che, condivisi, permettono di organizzare anche trekking di più giorni per le campagne italiane e di passare da un paese all’altro senza necessariamente comprare libri di sentieristica”.

Ammappa l’Italia è un “progetto di riscrittura collaborativa del territorio italiano”, il che significa che ognuno di noi può partecipare alla sua lenta costruzione. L’argomento che tratta è la percorribilità a piedi del territorio. In che modo lo fa? Semplicemente mettendo a disposizione di tutti la descrizione dei percorsi che ognuno di noi conosce.

In poche parole, si legge sul sito, “è un archivio aperto e in lenta costruzione dei percorsi, una sorta di Cammino di Santiago, ma che si crea dal basso e a costo zero. Noi tutti inoltre siamo gli istitutori di questi cammini e ci diamo suggerimenti su dove dormire e mangiare. Altra differenza con il cammino di Santiago è che Ammappare un territorio significa creare una rete di percorsi, componibili a piacimento, e non soltanto un tracciato”.

Per gli ideatori di Ammappalitalia, creare o riscoprire la rete di percorsi a piedi nei territori è il modo ideale per tutelare il paesaggio italiano e per promuoverne la conoscenza, da paese a paese, andando in controtendenza alla moda di cementificare, di asfaltare e di dimenticare gli antichi tracciati.

“I percorsi che si snodano da paese a paese non sono caratterizzati solamente dall’ottica turistica, ma creano le basi conoscitive e strutturali per un radicale cambiamento della maniera di esperire il territorio e il mondo. Camminare infatti, nell’epoca della fretta e della superproduzione, è ormai diventato un atto rivoluzionario”.

“Ammappare” un territorio significa dunque salvaguardarlo, tenerlo sotto controllo e monitorarlo. Significa inoltre ridare ai borghi italiani il ruolo storico e sociale che da sempre hanno, “ovvero di essere isole di civiltà tra la selvatichezza e l’ostilità della natura”. Inoltre “significa utilizzare i paesi come luoghi di ospitalità vera e propria, luoghi di posta, dove riposarsi, rifocillarsi, trovare tranquillità dal viaggio. Significa incentivarne il ripopolamento e l’economia locale”.

L’invito dei promotori di questo progetto è quindi quello di contribuire alla mappatura del nostro territorio condividendo i percorsi a piedi che conosce. L’obiettivo: “Una mappatura tale da farci esclamare: Ammappa l’Italia!”.

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