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10 Lug 2019

Italia che Cambia aderisce al Terzo Paradiso

Scritto da: Daniel Tarozzi

Italia che Cambia è la prima organizzazione ad aver aderito ufficialmente alla visione del Terzo Paradiso, lo straordinario segno/simbolo ideato da Michelangelo Pistoletto, uno dei maggiori artisti italiani fortemente impegnato nel promuovere il cambiamento.

Ho incontrato Michelangelo Pistoletto per la prima volta nel mio viaggio in camper del 2012. Ero partito da pochi giorni quando mi trovai – novello Forrest Gump – a partecipare all’inaugurazione del SUSA, un percorso che intendeva unire Torino con la città valsusina, in occasione del 21-12-2012, data che avrebbe inaugurato i Rebirth Day. In quel momento non sapevo cosa fosse il Terzo Paradiso e non immaginavo che pochi anni dopo mi sarei trovato a collaborare in molteplici forme con l’organizzazione che sta alla base dello straordinario segno/simbolo: Cittadellarte.

Senza poter entrare in merito delle attività portate avanti dalla fondazione biellese, sono felice di poter annunciare che Italia che Cambia è la prima organizzazione ad aver aderito ufficialmente alla visione del Terzo Paradiso.

Che cos’è il Terzo Paradiso?
Come si può leggere sul sito ufficiale “il Terzo Paradiso è la fusione fra il primo e il secondo. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di prodotti artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altro genere di artificio. […] Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.

Terzo Paradiso significa il passaggio a uno stadio inedito della civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. A tale fine occorre innanzi tutto ri-formare i principi e i comportamenti etici che guidano la vita comune.

Il Terzo Paradiso è il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale. Il termine paradiso deriva dall’antica lingua persiana e significa ‘giardino protetto’. Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita.

Il simbolo del Terzo Paradiso, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie, tra cui natura e artificio. Quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità”.

terzo-paradiso

Perché Italia che Cambia ha deciso di aderire?
In questi 7 anni in giro per l’Italia abbiamo incontrato centinaia, forse migliaia, di persone attive nel cambiare concretamente le cose. Imprenditori, attivisti, volontari, contadini, informatici, scollocati o scollocandi, manager e facilitatori, artisti e scrittori, e molto altro ancora. Mi sono presto reso conto che la maggior parte di queste persone – spesso inconsapevolmente – stavano portando avanti la proposta e la vision rappresentata dal segno/simbolo di Michelangelo Pistoletto. L’adesione formale al Terzo Paradiso, quindi, rappresenta per noi il riconoscimento di uno stato di fatto. L’incontro con Cittadellarte ha rappresentato la manifestazione concreta della cornice teorica in cui già ci muovevamo pur senza rendercene conto.

Con queste parole Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte, commenta l’adesione di Italia che Cambia al Terzo Paradiso: “Qualcosa di profondo e immediato unisce gli artisti che studiano e insegnano alla nostra scuola di arte e cambiamento (UNIDEE-Accademia del Terzo Paradiso) con gli attori del cambiamento le cui storie Italia che Cambia raccoglie e racconta da anni: la prova è che entrambi agiscono in base a una forza interiore, a una motivazione, a una ispirazione, spontanea, autonoma. Nessuno può costringere un artivatore (come chiamiamo i nostri allievi e maestri) a creare uno spazio di coliving a Nablus o Matera, come hanno fatto Beatrice Catanzaro o Andrea Paoletti; allo stesso modo, nessuno può costringere nessuno dei protagonisti delle storie di Itaia che Cambia a fare quello che hanno fatto. Ma per entrambi, attivatori e attori del cambiamento, vale anche il contrario: nessuno ha potuto impedirglielo. Questa libertà che diventa responsabilità è il dono più prezioso che fanno a se stessi e a tutti noi”.

Cosa succede ora?
In parte niente, nel senso che continueremo a raccontare le realtà che cambiano il paese e queste continueranno ad essere inconsciamente o consciamente mosse o ricomprese nell’alveo di questo nuovo paradigma. In parte tutto, nel senso che inviteremo le nostre realtà mappate ad esplorare questi concetti e contestualmente Cittadellarte promuoverà i protagonisti delle nostre storie come rappresentanti e attori di quei cambiamenti da loro incentivati e auspicati.

Questo è solo l’inizio. Molte altre collaborazioni sono in cantiere, ma di queste parleremo prossimamente. Restate sintonizzati.

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