4 Apr 2022

Enrica Borghi, l’artista che trasforma la plastica in luci per la città

Scritto da: Lorena Di Maria

Trasformare i rifiuti in oggetti nuovamente seducenti è la missione di Enrica Borghi, artista che, a partire dalla dicotomia scarto/valore, ridà bellezza a tutti quegli oggetti ormai destinati alla discarica. Il 4 e l’11 aprile a Torino, nell’ambito del progetto Lunadora, organizzerà dei laboratori per trasformare materiali di plastica in installazioni luminose attraverso un progetto partecipato.

Torino - “Sui marciapiedi, infilati in scintillanti buste di plastica, i resti della Leonia di ieri aspettano il camion della raccolta dei rifiuti. Più che da ciò che si produce, si vende e si acquista giorno dopo giorno, l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che si buttano addosso ogni giorno per fare spazio a quelli nuovi”.

Sono queste le parole tratte dal celebre romanzo di Italo Calvino, Le città invisibili. Parole che sembravano preannunciare, già mezzo secolo fa, il mondo che viviamo oggi. Leonia è infatti una città che sembra perfetta ma che in realtà produce un’infinità di scarti.

Proprio del mondo degli scarti parla nelle sue opere Enrica Borghi, un’artista che vive e lavora sulle colline del Lago d’Orta, in provincia di Novara. Dai più è considerata un personaggio caleidoscopico che sa creare un universo che si anima e prende vita da tutti quei materiali che la nostra società rifiuta e getta via.

Enrica Borghi

La sua ricerca artistica è infatti incentrata da sempre sulla dicotomia scarto/valore. Ad esempio, le sue opere sono frutto di processi capaci di trasformare i rifiuti in manufatti nuovamente seducenti: sa ridare vita e bellezza a oggetti ormai destinati alla discarica e le sue realizzazioni sanno trasformare poeticamente materiali d’uso comune o destinati al macero creando nuovi e fantastici mondi.

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La sua esperienza in campo artistico è lunga, variegata e fa il giro del mondo: le sue opere sono state esposte al Castello di Rivoli, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, al MAMAC di Nizza, al Musée des Beaux-Arts di Bordeaux, fino all’Estorick Collection di Londra.

IL PROBLEMA DELLA PLASTICA

Secondo lo storico dell’ambiente Marco Armiero, viviamo nel “Wasteocene”, ovvero l’era degli scarti. Oggi la crisi dei rifiuti è globale e una recente ricerca pubblicata su “Nature” mostra come il peso di ciò che l’essere umano ha prodotto abbia superato quello della materia vivente.

Un esempio? La nostra plastica pesa 8 gigatonnellate, il doppio di tutti gli animali messi insieme. A partire da questa consapevolezza l’artista Enrica Borghi, attraverso l’arte contemporanea, intende cristallizzare l’anima del nostro vivere quotidiano, facendola diventare un’opera d’arte.

Enrica Borghi3
LA COLLABORAZIONE CON IL PROGETTO LUNADORA

Come vi abbiamo già raccontato in questo articolo, Lunadora è uno dei progetti vincitori del Bando ToNite della Città di Torino e nasce dalla collaborazione di diverse realtà piemontesi per migliorare la vivibilità, soprattutto nelle ore serali, del Lungo Dora torinese.

Le attività promosse con e per il quartiere sono state inaugurate a fine novembre e continueranno a svolgersi gratuitamente fino all’autunno. Vuole essere una nuova avventura che crea partecipazione, grazie alla sinergia di associazioni e realtà che operano nella promozione della fotografia, dell’arte, della cultura e della cittadinanza attiva. Proprio in questo modo cittadine e cittadini diventano i primi fruitori delle attività e protagonisti di un maggior dialogo e di una migliore connessione tra il quartiere e il resto della città.

SCARTO/VALORE: UN LABORATORIO PER TRASFORMARE LA PLASTICA IN INSTALLAZIONI LUMINOSE

Lunedì 4 e lunedì 11 aprile, presso lo spazio HUB della Creatività al Cortile del Maglio di Torino, è in programma il laboratorio “Scarto/Valore”, condotto da Enrica Borghi insieme all’associazione Asilo Bianco. L’obiettivo? Costruire un’opera d’arte partendo da materiali di scarto. Durante i due workshop si partirà dalla trasformazione della bottiglia di plastica e, attraverso semplici gesti come il taglio di una forbice, la foratura e la combinazione delle parti ottenute, i partecipanti costruiranno piccole opere d’arte, nonché mosaici colorati fatti di geometrie, trame e disegni.

La nostra plastica pesa 8 gigatonnellate, il doppio di tutti gli animali messi insieme.

Le opere realizzate sono pensate per creare un’installazione luminosa che ci ricorda lontanamente le famose “Palle di Neve”, luci realizzate con bottiglie di plastica riciclata da Enrica Borghi durante l’evento “Luci d’Artista”: l’iniziativa del Comune di Torino che ogni anno, dal 1995, coinvolge decine di artisti e durante la quale le vie del centro vengono illuminate durante i mesi invernali, a cavallo del Natale, da artisti di fama internazionale.

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