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30 Ago 2019

All’università di Torino un nuovo corso di laurea per la tutela dell’ambiente

Verrà inaugurato a Torino un corso di laurea magistrale in Monitoraggio ambientale, tutela e ripristino. È uno dei tanti nuovi percorsi dell’anno accademico 2019/2010 dedicati alla sostenibilità in partenza in tutta Italia.

Dal Sud al Nord del Paese, con l’avvio dell’anno accademico 2019/2020 partiranno diversi nuovi corsi universitari riguardanti l’alimentazione, l’ambiente, l’agricoltura e l’allevamento.

A Torino, nell’ambito del Dipartimento di Scienze della Terra verrà inaugurato il Corso di Laurea Magistrale in Monitoraggio ambientale, tutela e ripristino (LM-75)

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Nel corso saranno trattati temi come analisi e gestione delle risorse ambientali e del territorio, monitoraggio della qualità dell’ambiente, conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale, recupero e ripristino delle funzionalità sistemiche dell’ambiente, ottimizzazione della gestione dei processi e dell’uso delle risorse.

Il corso si propone di formare una figura in grado di fare un’analisi sistemica dell’ambiente naturale, con particolare attenzione alle complesse interazioni tra le componenti abiotiche, biotiche ed antropiche.

“La figura di un Esperto in Monitoraggio, Tutela, Gestione e Ripristino Ambientale – si legge nel testo di presentazione del corso – si rende necessaria nel quadro geografico italiano, caratterizzato da svariati contesti naturali (marino, costiero, pianeggiante, collinare, montuoso) cui si accompagna un’intensa attività di carattere rurale, urbanistica ed industriale”.

Il Laureato Magistrale in ‘MATeR’ potrà occuparsi, ad esempio, di censimento del patrimonio naturalistico e progettazione di piani di monitoraggio; di gestione delle acque e prevenzione del loro degrado; di analisi, valutazione e monitoraggio ambientale di opere, progetti, processi produttivi, materie prime e prodotti (rinnovabili e non).

Il suo contributo verrà inoltre richiesto nella gestione faunistica/floristica e di conservazione della biodiversità, per l’applicazione degli aspetti della legislazione; nella redazione di carte tematiche nell’organizzazione e direzione di musei scientifici, giardini botanici e parchi naturalistici; per la realizzazione di materiali didattici o ancora per la progettazione e gestione di itinerari naturalistici, solo per citarne alcuni ambiti.

“L’elevato impatto che le attività antropiche esercitano sui sistemi naturali determina, nel tempo, profonde alterazioni, con conseguenze sulla gestione e produzione di beni/servizi e sui processi che ne controllano il funzionamento e l’efficienza – si legge ancora nel testo – La ‘sostenibilità ambientale’ diventa quindi obiettivo fondamentale, derivante dall’adozione di un attento modello di gestione dell’ambiente e delle risorse, in una prospettiva di conservazione degli equilibri del sistema naturale”.

Come accennato all’inizio, quello di Torino non è l’unico nuovo corso in Italia pensato in un’ottica di maggiore sostenibilità.

A Brescia, ad esempio, è in procinto di partire la laurea triennale in Sistemi Agricoli Sostenibili con lo scopo di formare figure professionali che siano in grado di realizzare nel campo della produzione vegetale e animale soluzioni produttive sostenibili ed efficienti, che puntino anche al miglioramento delle pratiche di gestione delle risorse (suolo, acqua, aria, energia).

Spostandoci verso il Sud, a Salerno verrà avviato il corso di laurea magistrale in Innovazioni per le Produzioni Agrarie Mediterranee pensato per far acquisire agli studenti conoscenze, abilità e competenze specifiche sulle colture tipiche dell’agricoltura mediterranea.

Altri corsi a sfondo ambientale partiranno a Milano, Catania, Palermo, Padova, Udine, Firenze, Napoli, Parma e Teramo. Segno che una maggiore consapevolezza ambientale sta investendo anche il mondo accademico.

#IoNonMiRassegno 17/1/2020

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