20 Feb 2020

Paulo Lima, “diventare azione” partendo dai giovani – Io faccio così #280

Scritto da: Daniel Tarozzi
Intervista di: Daniel Tarozzi e Paolo Cignini
Video realizzato da: Paolo Cignini

Continuano i nostri racconti dei fellow Ashoka. Questa settimana vi proponiamo la storia di Paulo Lima e della sua Viração (in portoghese “diventare azione”). Paulo ha creato un'agenzia stampa internazionale che dà voce ai giovani e permette loro di raccontare la propria realtà diventando attori della propria vita e del proprio cambiamento.

Paulo Lima è dal 2006 tra i Fellow di Ashoka: imprenditori sociali che offrono soluzioni innovative per affrontare i problemi più urgenti della società. Ha ricevuto questo riconoscimento per gli importanti risultati ottenuti da Viração e Agenzia di Stampa Giovanile nella creazione di nuove opportunità per i giovani per diventare più attivi all’interno delle loro comunità.

Incontriamo Paulo a Lecce in occasione del raduno dei fellow Ashoka dello scorso autunno. Paulo è brasiliano, ma vive in Italia da diversi anni. Sedici anni fa fonda in Brasile Viração Educomunicação che lui definisce “un progetto sociale stampato” che si traduce in un mensile realizzato da adolescenti in 24 stati del Brasile. L’obiettivo, fin dall’inizio, è stato coniugare partecipazione, educazione, comunicazione, in modo da promuovere un cambiamento concreto nella vita dei ragazzi.

I protagonisti sono quindi i giovani, quelli veri, chiamati a partecipare raccontandosi, raccontando il proprio territorio, le proprie paure, i propri sogni. Già, perché a quell’età sognare non è solo un diritto, è un dovere! Se si prosciugano i sogni si estirpa ogni possibile futuro.

Viração è nata da un’idea personale diventata poi collettiva: oggi conta su un’equipe di dodici persone che affiancano alla rivista una vera e propria agenzia stampa internazionale in quattro lingue: portoghese, italiano, spagnolo e inglese.

Dal Brasile all’Italia
Nel 2009 Paulo Lima sbarca in Italia e con lui i progetti fino a quel momento generati. Nel giro di pochi mesi, quindi, nascono gruppi di giovani che producono informazioni sul territori da Trento a Bologna, da Lecce a Catania, sempre con l’obiettivo di raccontare se stessi e il proprio territorio.

In Italia sono in corso diverse attività. Tra queste, una “scuola di cittadinanza attiva” per adolescenti – dove vengono offerti percorsi, mediati dagli insegnanti, tesi a riconoscere le potenzialità del proprio territorio, le sue criticità e le sue possibilità di trasformazione -; un progetto di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici e le sue conseguenze; un percorso di formazione che trasmette le competenze necessarie alla creazione di una cooperativa scolastica e così via.

Le soddisfazioni non mancano, come ci confida lo stesso Paulo: «Quando i ragazzi partecipano alle nostre iniziative si sentono valorizzati, si rendono conto che la loro opinione vale qualcosa e permette loro di esercitare il diritto ad esprimersi, ad essere considerati. Producendo ed elaborando testi, foto o video sono attori, protagonisti di qualche cosa. Ma soprattutto sentono, vedono e sperimentano che non sono da soli. Ecco perché non stimoliamo un “protagonismo giovanile”, non vogliamo che facciano da soli. Stiamo tutti insieme: gli educatori, gli adulti, i bambini e gli adolescenti. In questo modo loro percepiscono che riescono a fare qualcosa che viene valorizzato, visto e apprezzato e si sentono potenti».

«La mia più grande soddisfazione – continua Paulo – consiste nel vedere le vite di questi ragazzi trasformarsi, attraverso percorsi che generano fiducia in se stessi e consapevolezza delle proprie possibilità di cambiare il mondo»

VIRACAO

Racconto dunque sono
La tecnologia ha un ruolo fondamentale in questo processo. Che ci piaccia o meno, viviamo nel mondo del digitale, degli smartphone e i giovani più che mai ci sono immersi. Eppure le informazioni, quelle vere, fanno spesso fatica a circolare. Non è tutto. Come ribadiamo spesso su Italia che Cambia, il tema dell’immaginario è quanto mai attuale. Muoviamo i nostri passi e compiamo le nostre scelte partendo dall’immagine che abbiamo costruito della realtà che ci circonda. Va quindi da sé che ci confrontiamo con ciò che i media trasmettono e ignoriamo ciò che per ignoranza o per scelta occultano.

«Insegniamo ai ragazzi l’uso del telefonino come strumento di produzione multimediale che permette loro di raccontarsi. In questo modo abbiamo creato un mezzo di comunicazione che generi veramente un cambiamento personale ma soprattutto racconti alle altre persone cosa sta accadendo nelle loro realtà, nel loro mondo reale. Spesso la realtà ci viene raccontata attraverso un occhio “estraneo”, distante. Prendiamo l’esempio delle favelas brasiliane: normalmente queste vengono narrate da adulti e attraverso mezzi di comunicazione che mediano e distorcono la realtà “veramente vissuta”. Quando i ragazzi raccontano le loro favelas, assistiamo ad un racconto completamente diverso da quello dei mass media, un racconto reale. E questo, per noi, è fondamentale perché – come diceva Tiziano Terzani – ciò che non è raccontato è come se non fosse mai esistito».

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Vuoi cambiare la situazione
dell'imprenditoria in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
GEN-C: il cambiamento è nella mani delle giovani generazioni
GEN-C: il cambiamento è nella mani delle giovani generazioni

Palestra dei Fighters: le persone con disabilità da paralisi cerebrale infantile non sono più sole
Palestra dei Fighters: le persone con disabilità da paralisi cerebrale infantile non sono più sole

Innovatori sociali che cambiano il mondo: Italia che Cambia premiata da Ashoka!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Parte la raccolta di firme per una legge contro il greenwashing delle lobbies del petrolio

|

I Medici per l’Ambiente: “Basta allevamenti intensivi, senza biologico non c’è futuro”

|

E se il Covid ci avesse indicato la via per risolvere la crisi della scuola italiana?

|

In Piemonte c’è una “foresta condivisa” di cui tutti possono prendersi cura

|

IT.A.CÀ: in viaggio per il levante ligure per riconquistare il diritto a respirare

|

Pitaya: «Realizzo assorbenti lavabili per diffondere consapevolezza e sostenibilità»

|

Te Araroa: un viaggio per sé stessi e gli altri oltre i propri limiti