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7 Feb 2020

Terra Viva: la comunità riparte dal recupero dei terrazzamenti

Scritto da: Paolo Cignini

Il progetto Terra Viva, nato nel 2015 per recuperare i terrazzamenti abbandonati di Viganella nel Verbano Cusio Ossola, è un esempio di costruzione di comunità resiliente, dove le tematiche della biodiversità, del dissesto idrogeologico e della sua prevenzione, del ripopolamento dei borghi e della cura del territorio coltivato si uniscono e creano rete tra le persone. Vi raccontiamo questa bellissima esperienza.

Recuperare il sistema dei terrazzamenti, vittime di un processo di abbandono che è partito dal primo dopoguerra e che arriva ai giorni nostri. Scongiurare così l’erosione del suolo e il dissesto idrogeologico (reso ancora più problematico dagli effetti dei cambiamenti climatici). Recuperare gli appezzamenti coltivabili in parti di terreno altrimenti non utilizzabili e accrescere così la biodiversità faunistica e floristica del territorio. Infine, soprattutto, partire dai terrazzamenti per ricreare una comunità resiliente, che contrasti il fenomeno dell’abbandono del suolo creando opportunità lavorative e di inserimento sociale.


Sono questi, in estrema sintesi, gli obiettivi che si pone Terra Viva, un progetto nato nel 2015 e che prevede il recupero ambientale e produttivo di un cono terrazzato di circa seimila metri quadrati, posto sopra al territorio di Viganella nel comune di Borgomezzavalle, nella nuova provincia a nord del Piemonte del Verbano Cusio Ossola, specificatamente nella Valle Antrona.

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Il progetto, oltre ad aver centrato i suoi obiettivi, si è poi trasformato nell’Associazione Fondiaria Terra Viva, che grazie alla legge regionale piemontese che regola la costituzione dell’Associazione Fondiaria è riuscita a dare una prima risposta al problema della frammentazione delle proprietà dei terrazzamenti. Ma facciamo un passo indietro…

Un pò di storia

Il progetto Terra Viva nasce nel 2015 per volontà dell’Associazione chiamata “Società di Scienze Naturali del Verbanio Cusio Ossola”, che insieme al Parco Naturale della Valle Antrona, all’allora Comune di Viganella (oggi comune di Borgomezzavalle) e alla Cooperativa “Il Sogno”  richiesero un finanziamento alla Fondazione Cariplo, all’interno dell’asse di finanziamento per le Comunità Resilienti, per recuperare appunto i circa sei ettari di terrazzamenti posti sopra a Viganella.

Ottenuti i primi finanziamenti, «essendo noi un’associazione composta soprattutto da naturalisti» ci racconta Lucia Pompilio Società di Scienze Naturali del Verbanio Cusio Ossola, «abbiamo iniziato una prima mappatura con un censimento degli uccelli, delle farfalle e dei rettili presenti nel terrazzamento abbandonato». Una parte del progetto prevedeva anche fin da subito il recupero di una parte delle mura dei terrazzamenti, e a tale scopo è stato indetto un appalto e assegnato il lavoro, di progettazione e di realizzazione dei muretti a secco, sotto la direzione di un architetto.

Foto di Marco Tessaro

Contestualmente è stata effettuata la pulizia delle superfici, che essendo state abbandonate da decenni erano in via di colonizzazione da parte del bosco. Dopo tutta questa operazione di pulizia, durata per tutto il 2017, «nel 2018 come associazione ci siamo occupati di ripetere le indagini naturalistiche e abbiamo visto che, ad esempio, da un punto di vista di comunità di farfalle e di rettili la situazione stava già migliorando, essendo arrivate specie più caratteristiche di ambienti assolati».

I risultati e il progetto pilota

Alla fine del 2017 è stato poi indetto un bando, dove si è passati alla ricerca di tre agricoltori che potessero coltivare i campi recuperati sui terrazzamenti: «Il risultato è stato che abbiamo trovato un giovane agricoltore che sta coltivando lo zafferano, mentre altri due continuano a coltivare e a curarsi delle viti, coltivazione storica del territorio insieme alla segale. Abbiamo stabilito dei requisiti specifici per questo tipo di agricoltura, stabilendo che l’età degli agricoltori fosse sotto una certa soglia di età e che si utilizzasse dei metodi di coltivazioni non invadenti e rispettosi del terreno».

Il progetto Terra Viva è stato un successo. Non è calato dall’alto, ma la comunità ha partecipato attivamente alla sua realizzazione. Dopo una fase iniziale nella quale è stato necessario diffondere cosa si sarebbe andato a realizzare, le persone del luogo hanno poi cominciato a vedere gli inizi dei lavori con la realizzazione dei muretti.

Con l’arrivo dell’interesse dei comuni limitrofi per questo tipo di operazione, si è potuto passare alla seconda fase del progetto, partita nella zona di Varchignoli nel comune di Villadossola.
Trattandosi di un altro sito con terrazzamenti, al suo interno si sta cercando, insieme alla Cooperativa Il Sogno, di utilizzarli per inserire persone svantaggiate dal punto di vista sociale nell’ambito lavorativo. 

«Una delle forme di inclusione sociale per questi neo-lavoratori si sta sviluppando anche a Viganella, dove c’è un edificio storico bellissimo che si chiama Casa Vanni, di proprietà del Comune» aggiunge inoltre Lucia. «Fino a poco tempo fa era stato dato in gestione a dei privati per un Bed and Breakfast; ora il Comune ha scelto questa struttura per metterla a disposizione di questo progetto, continuare l’accoglienza e realizzare un punto vendita di prodotti agricoli che si coltivano nei terrazzi recuperati di Viganella». Fondamentale, per la buona riuscita di queste iniziative, è stata la fondazione dell’Associazione Fondiaria Terra Viva.

Foto di Marco Tessaro

L’Associazione Fondiaria e il suo ruolo fondamentale

Uno dei problemi enormi di questo tipo di progetti infatti è la frammentazione della proprietà fondiaria: «Spesso un singolo terrazzino di mille metri quadrati contiene diverse proprietà divise tra loro», ci spiega sempre Lucia Pompilio.

La causa è che i terreni, in passato coltivati, sono passati di proprietà agli eredi, che in molti casi vivono lontani da queste zone. Il risultato? Oltre all’abbandono delle terre, è l’impossibilità di poter realizzare qualsiasi cosa al loro interno. Nel novembre del 2016 è stata approvata una legge della regione Piemonte che ha regolamentato l’istituzione delle Associazioni Fondiarie. 

Ci spiega in sintesi Lucia che grazie a questo provvedimento «si crea un gruppo di persone interessate che, in assenza del proprietario e secondo i criteri stabili, può operare all’interno di questi lembi di terra abbandonati. La proprietà nuda non viene toccata, rimane al legittimo possessore, ma l’Associazione Fondiaria può operare all’interno del terreno, trovare uno o più contadini disposta a prendersi cura di questi terreni e coltivarli». 

Questo passaggio è stato essenziale sia per assegnare i campi agli agricoltori nella prima parte del progetto sia per la seconda parte del progetto: nella neonata Associazione Fondiaria Terra Viva sono entrati infatti più di cento proprietari terrieri, che hanno conferito le proprie terre all’Associazione. 

Oltre ai seimila metri quadrati di Viganella, ora nella valle ci sono due ettari di terreni appartenenti a privati che fanno parte dell’Associazione Fondiaria Terra Viva e altri proprietari, per un totale di un altro ettaro di terreni, che si vogliono associare. Un bell’esempio di attuazione pratica di una vera e propria comunità resiliente.

Per saperne di più sull’utilità dei terrazzamenti e sul progetto puoi vedere il video che segue

Per maggiori informazioni sulla Società di Scienze Naturali del Verbanio Cusio Ossola clicca qui.

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