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17 Feb 2020

Da Torino una proposta per rendere la Food Bag obbligatoria nei ristoranti

Scritto da: Lorena Di Maria

Il Festival del Giornalismo Alimentare, che ogni anno si svolge nella città di Torino, ha avviato una raccolta firme, in concomitanza con la giornata nazionale contro gli sprechi, finalizzata a rendere obbligatoria negli esercizi di ristorazione di tutt’Italia la food bag per portare a casa il cibo avanzato e far sì che la lotta agli sprechi alimentari diventi una pratica concreta e sempre più diffusa.

Si chiama “Food bag obbligatoria al ristorante” la petizione per combattere gli sprechi alimentari e far sì che una nuova sensibilità diventi un’abitudine consolidata, come proposta che punti a fare leva sul valore del cibo e sul costo ambientale, sociale ed economico degli sprechi.

Lanciata in occasione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino, la petizione si pone l’obietto di stimolare una proposta di legge del Parlamento per introdurre in tutta la ristorazione l’obbligo di consegnare ai clienti una “food bag” fatta con materiali sostenibili, adeguati al contatto con gli alimenti e al trasporto e che mostri, stampato, un decalogo per la corretta conservazione del cibo.

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«Come Festival del Giornalismo Alimentare pensiamo che dovremmo tutti convincerci di quanto sia utile la doggy bag, il sacchetto con il quale il ristorante consente al cliente di portare a caso il cibo avanzato a tavola. Lo spreco di cibo nei ristoranti è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati».

Nel 2014 una sentenza della Corte di Cassazione aveva sancito il diritto dei clienti dei ristoranti, delle pizzerie e delle tavole calde, di fornire il cibo avanzato a casa. Da allora, però, questa abitudine non ha fatto molti passi avanti, considerato che circa il 70 per cento dei ristoratori confessa che i loro clienti non sembrano interessati alla cosiddetta doggy bag.

«C’è ancora troppa timidezza, pudore, e talvolta perfino vergogna, nell’uso della doggy bag. Pensate il 25 per cento degli italiani la considera “volgare, da maleducati e da poveracci». Proprio per questo la proposta mira all’obbligo per gli esercenti di adottare questa buona pratica, per superare il tradizionale imbarazzo del cliente (soprattutto del frequentatore dei ristoranti stellati).

Come affermato sul sito del Festival, «il nostro compito non è quello di stilare il progetto di legge, compito dei ministeri competenti e degli enti sanitari. Quello che dobbiamo fare è lanciare una proposta che la politica dovrà prendere in carico per legiferare in modo accurato». La petizione è infatti rivolta al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, al Ministro della Salute e al Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati affinchè i decisori politici si facciano promotori di un’esperienza virtuosa che in altri stati, come nel caso della Francia, è diventata legge.

La petizione vuole infatti sostenere una vera e propria proposta di legge, sotto forma di emendamento alla “Legge Gadda” del 2016 contro gli sprechi e mira a rendere obbligatoria la consegna della Food bag in ogni esercizio e in ogni manifestazione dove vengano somministrati cibi e bevande (consegnando anche un contenitore per vino e bevande non gasate).

«Un progetto di sensibilizzazione con relative bag era già stato lanciato in occasione di Terra Madre 2016. Un altro progetto è stato lanciato nel 2019 da Fipe (Federazione pubblici esercizi) e Comieco (Consorzio per il riciclo carta e cartone) che hanno stretto un accordo in base al quale, dopo una prima fase sperimentale su 1.000 esercizi pubblici, saranno 30mila i ristoranti che avranno la doggy bag. Altre iniziative si sono svolte in favore della food bag in diversi Comuni, a partire comprese città come Milano e Modena».

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