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17 Feb 2020

Un tour musicale in bicicletta dall’Inghilterra alle Marche

Un tour musicale in bicicletta lungo1500 km e durato 19 giorni. È l'avventura del giovane musicista di origini marchigiane Andrea Gobbi che da Manchester, dove vive e lavora, è partito la scorsa estate per un tour su due ruote con destinazione Castelfidardo. Il suo messaggio? La musica è una passione, come i viaggi, da compiere in modo sostenibile.

Un tour in bicicletta da Manchester a Castelfidardo in 19 tappe all’insegna della musica. Cycling Soundtrack è l’avventura della scorsa estate del giovane bassista e compositore Andrea Gobbi.

Andrea, originario di Castelfidardo, si è affacciato al mondo della musica fin da giovanissimo suonando prima la chitarra nella sua parrocchia e poi il clarinetto nella banda del paese. A 14 anni arriva la scoperta di gruppi come Nirvana, Rage Against the Machine, Led Zeppelin e della scena punk americana. La passione per questi generi esplode sia per Andrea che per i suoi amici, e nasce l’idea di dare vita ad una band.

Andrea Gobbi durante il suo Cycling Soundtrack

«Tutti volevano suonare la chitarra, compreso me, e nessuno suonava il basso. Così mi sono deciso a comprare un basso – ci ha raccontato. Ma a meno che tu non sia un genio, per entrare nel panorama musicale devi andare in città e, come dicono tutti, farti i contatti – che per me è sempre stato più un suonare con quante più persone possibili».

Raggiunta la maggior età, dunque, Andrea si trasferisce a Milano e poi a Manchester per inseguire la sua passione, oggi diventata anche il suo lavoro. L’idea di tornare a casa in bicicletta nasce durante la primavera del 2019, un po’ per unire la voglia di avventura, l’attenzione all’ambiente e la passione per la musica. «Mi sono chiesto come fare spazio alla musica in questo viaggio, perché non mi sento a mio agio a suonare sulle strade. Ho pensato così di registrare le persone e i suoni che incrociavo lungo il mio percorso».

Buttate giù le tappe fra Gran Bretagna, Francia e Italia, e trovata ospitalità di amici, conoscenti, o attraverso comunità online come Couchsurfing e Warm-shower che sono solite ospitare viaggiatori provenienti da tutto il mondo, il 29 luglio Andrea parte. Armato di una tastiera MIDI, microfoni, un pc e recorder, Andrea pedala di tappa in tappa, a volte ritardando l’arrivo perché assorto a cogliere la bellezza di uno squarcio, il suono di una cascata o il verso di una mucca.

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Le sere sono tutte diverse. A Londra, per esempio, incontra l’amico fonico Milo Benericetti che lo aveva accompagnato in un tour con i Soliti Idioti. Questa volta sta lavorando per Ludovico Einaudi, e fa conoscere ad Andrea due musicisti, violino e cello, che accompagnano il noto pianista. Federico Mecozzi e Radi Hasa si prestano così a suonare e a farsi registrare da Andrea. Altre sere, ad aprire la porta di casa e a suonare insieme ad Andrea sono stati musicisti amatoriali e perfino persone a digiuno di musica, che non mancavano tuttavia di inventiva e di entusiasmo. «La maggior parte degli ospitanti erano stati avvertiti in anticipo del progetto ed erano curiosi all’idea di ospitare questo personaggio che arrivava in bicicletta e ti voleva registrare».

Vivere ogni giorno in una casa diversa è stato bello ed elettrizzante, e l’entusiasmo per l’avventura spazzava regolarmente via la stanchezza del viaggio, che sta per diventare un film. Con l’uscita del documentario, prevista a marzo, oltre a raccontare la propria avventura, Andrea spera di veicolare due messaggi. Da una parte, che è possibile organizzare le proprie vacanze in modo diverso, e forse più semplice, girando in bicicletta e chiedendo ospitalità alle persone. Dall’altra che per fare musica non serve essere per forza musicisti virtuosi. «La musica non è solo scuola, è anche passione».

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