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12 Mar 2020

Commissioni a domicilio: la catena di solidarietà che unisce contro il coronavirus

Scritto da: Lorena Di Maria

Nel pieno dell’emergenza da coronavirus, nelle nostre città ormai deserte, stanno nascendo piccoli gesti di solidarietà per aiutare le persone più fragili. E sono proprio i giovani i protagonisti di queste iniziative che si offrono di portare la spesa agli anziani del proprio condominio, facendo risvegliare quello spirito di vicinato ormai dimenticato.

«Cari condòmini, la situazione che ci troviamo ad affrontare a Torino e in tutto il Paese è certamente complessa e la solidarietà in momenti come questo gioca un ruolo fondamentale. Se qualcuno di voi dovesse aver bisogno di aiuto nel fare la spesa, comprare farmaci o altre commissioni, non esiti a chiedere. Nel caso, lasciate qui il vostro contatto e mi metto a disposizione per esservi di aiuto, per quello che posso».

Queste sono le parole di Valeria, affisse all’ingresso del condominio in cui vive a Torino. Parole scritte nere su bianco su un foglio di carta che, dietro l’inchiostro, racchiudono con semplicità un gesto che parla di solidarietà. Quello di Valeria è uno dei bellissimi gesti che sempre più persone, e specialmente giovani, stanno donando in questi giorni a chi vive accanto a loro, proprio quando il contenimento da coronavirus ci impone di rimanere isolati nelle nostre case. Nella maggior parte dei casi, come ben sappiamo, sono proprio le persone anziane i soggetti più fragili che, per scopo precauzionale, sono obbligate a rimanere più tempo possibile nelle proprie abitazioni per evitare il rischio di contagio.

Ma in questi giorni di paura e incertezza c’è chi, con un semplice gesto, sta facendo la differenza. C’è chi ha affisso un avviso nell’androne del proprio palazzo per rendersi utile, indicando il proprio numero di telefono per evitare il contatto ravvicinato, c’è chi ha lasciato volantini accanto alle porte delle abitazioni e chi ha fatto uso del social per dare la propria disponibilità. Ed è proprio in queste occasioni che emerge, più vivo che mai, lo spirito di vicinato, quel senso civico e di mutuo aiuto che ci fa sentire più uniti, diffondendosi tra i quartieri delle nostre città ormai deserte.

E così, se gli anziani non possono uscire di casa per via del rischio di contagio, ci pensano i giovani a svolgere le più semplici ma necessarie mansioni che diventano veri e propri atti d’amore e di cura. Sono azioni che dimostrano che per far fronte a questa emergenza, incerta e inaspettata, non possiamo che unire le forze, perché nessuno va lasciato indietro.

I gesti di solidarietà che stanno nascendo nelle nostre città sono i più svariati e diversificati. In Piemonte, ad esempio, sono nati i “Green Angels”, gli “angeli delle consegne” che hanno tra i 16 e 20 anni. All’interno del gruppo giovani della Croce Verde del Comune di None forniscono un supporto alle persone che si trovano in situazioni delicate e obbligate a rimanere a casa, attivando un servizio per ricevere a domicilio spesa e farmaci.

Un’altra iniziativa di solidarietà è partita in due comuni, quello di Cuorgnè e di Rivarolo, dalla collaborazione tra Coldiretti – Campagna Amica e la Banca del Tempo del Canavese che, dando assistenza agli anziani, hanno deciso di fornire un supporto tramite l’approvvigionamento di beni di prima necessità.

Da tutte queste iniziative virtuose emergono piccoli ma grandi messaggi di speranza caratterizzati da un elemento forte e chiaro: ciò che è davvero importante, in questo momento di emergenza sanitaria, è una presa di coscienza collettiva che ci impegna a limitare la nostra esposizione al contagio attenendoci ai decreti emanati in questi giorni, senza dimenticare però che possiamo dare il nostro contributo limitandoci alle azioni più indispensabili e aiutando coloro che, se no, sarebbero dimenticati.

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