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9 Mar 2020

Il libraio a domicilio, atti di resistenza nei giorni del coronavirus

“Tutti a casa per il coronavirus? Porto i libri a domicilio!”. Questa l'iniziativa di Mattia Garavaglia, giovane proprietario di una libreria indipendente di Torino, che ha deciso di reagire alla paralisi cittadina facendo consegne in bicicletta. Un modo per sostenere anche in questo momento le attività culturali, tra le prime vittime di questa emergenza.

Colpita dall’effetto coronavirus l’economia mondiale cola a picco mostrando senza veli la sua scarsa resilienza. Intanto a livello locale e dal basso si diffondono piccoli grandi atti di resistenza alla paura e alla paralisi generata dal SARS-CoV-2.

In questa direzione e in soccorso alla cultura va l’iniziativa del “libraio a domicilio” lanciata da Mattia Garavaglia, giovane proprietario di una libreria indipendente di Torino che ha deciso di consegnare personalmente e in bici i libri a casa delle persone che per via dell’emergenza hanno notevolmente ridotto le uscite.

Mattia Garavaglia

«Io utilizzo quotidianamente la bici per i miei spostamenti e a volte mi è capitato di recapitare a domicilio i libri ai clienti che me ne hanno fatto richiesta. In questa circostanza, con la libreria vuota e le persone che non si muovono da casa, mi sono detto: “Se nessuno viene da me a comprare i libri vado io a portarli a domicilio!”. Ho quindi invitato le persone a continuare a fare i loro ordini tramite i soliti canali rassicurandoli sul fatto che mi sarei occupato io della consegna, a bordo della mia bici gialla!», ci spiega Mattia, che con passione e intraprendenza porta avanti La libreria del Golem.

La risposta dei clienti alla sua proposta è stata molto positiva. «Anche grazie alla mia iniziativa le persone hanno compreso le difficoltà che i piccoli commercianti stanno vivendo in queste settimane e nei giorni scorsi hanno ripreso a frequentare la libreria».

La libreria del Golem è frequentata prevalentemente da una clientela giovanile, così come giovani sono molti degli editori indipendenti che propone, con cui Mattia ha spesso un rapporto diretto e che invita agli incontri che organizza nel negozio. «Adesso però hanno vietato le riunioni in libreria, gli spettacoli a teatro o al cinema… praticamente tutto ciò che riguarda la cultura è stato sospeso. Eppure la grande distribuzione non è stata toccata: i centri commerciali restano aperti mentre vengono impediti gli incontri nelle librerie, dove si ritrovano al massimo una ventina di persone», riflette Mattia.

«La mia compagna ha un locale dietro l’università e sta subendo profondamente la sospensione delle attività didattiche. Torino è una città abitata e frequentata da molti universitari e per questo ora si trova in profonda difficoltà. In generale la situazione ora è ferma, l’emergenza ha paralizzato un po’ tutti, ma bisogna cercare di reagire e trovare delle soluzioni nuove a questo momento, per non farci travolgere. La mia iniziativa va proprio in questa direzione».

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