20 Mag 2020

Un bando per il rilancio delle comunità rurali e montane nelle aree interne

Scadrà il 30 giugno il bando per la valorizzazione delle aree interne rurali e montane del biellese, del cuneese e torinese, volto a supportare l’imprenditoria sociale offrendo un percorso di accompagnamento all’impresa a dieci soggetti portatori di idee innovative ad impatto sociale.

Cuneo, Torino - Le diverse regioni rurali europee si trovano ad affrontare sfide sociali comuni, quali l’invecchiamento della popolazione, la disoccupazione e lo spopolamento. L’innovazione sociale può offrire soluzioni sostenibili e diventa quindi necessario sostenere le imprese sociali anche attraverso strumenti mirati, resi disponibili dalle autorità regionali o locali.

Finpiemonte e Fondazione Giacomo Brodolini, nell’ambito del progetto Delfin (INTERREG Central Europe 2014-2020), hanno lanciato un bando che intende sostenere, attraverso percorsi di accompagnamento alle imprese mirati, la creazione, il potenziamento o la scalabilità di iniziative volte a dare risposta alle sfide sociali di alcuni territori montani e/o rurali del Piemonte. 

Il bando

L’obiettivo del bando “Sfide sociali nelle comunità rurali e montane” è proporre un’idea o un progetto che risponda in modo esplicito alle sfide sociali di una comunità locale in area rurale/montana. La proposta deve intervenire su un territorio compreso nelle aree interne del cuneese, del biellese o del torinese (intese come Intermedie, Periferiche, Ultraperiferiche).

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Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

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La proposta deve avere un carattere innovativo rispetto al contesto locale in cui interviene (servizi/attività non ancora presenti, nuove modalità di erogazione, inclusione soggetti locali e destinatari, riorganizzazione di servizi/attività già presenti verso maggiore sostenibilità/impatto) e deve essere capace di generare impatto sociale sulla vita delle comunità di riferimento, a prescindere dal tema affrontato, ed un ritorno economico per i soggetti attuatori, garantendo la sostenibilità̀ economica.

Aree interne2

Il percorso di accompagnamento

Il progetto offre un percorso di accompagnamento e incubazione della durata di 9 mesi circa (da luglio 2020 a marzo 2021), prevedendo un impegno di 3 incontri al mese. L’accompagnamento sarà organizzato in modo diffuso sui territori e, a seconda delle circostanze, si potranno prevedere incontri di persona o online.

Perché le aree interne?

La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI1) rappresenta una azione diretta al sostegno della competitività territoriale sostenibile, al fine di contrastare, nel medio periodo, il declino demografico che caratterizza le aree interne del Paese. Le aree interne sono i territori del Paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di oltre 4.000 comuni in Italia, soggetti a forte rischio spopolamento. Questi territori coprono il 60% della superficie nazionale e, nel caso del Piemonte, circa la metà del territorio e il 15% della popolazione ricade in tali aree. La classificazione per aree interne è stata introdotta a partire dal 2012, con l’obiettivo di centrare le politiche pubbliche sul tema dei territori marginalizzati, in cui la popolazione residente è diminuita, così come il livello di occupazione e l’offerta di servizi.

Aree interne

Chi può partecipare:

Possono partecipare soggetti che non hanno sede nei territori citati, purché il progetto intervenga sui territori target e sia volto a dare risposta ai bisogni sociali locali. Ne sono esempio le organizzazioni già attive e formalmente costituite che vogliano ampliare o innovare il loro ambito d’azione attraverso interventi nuovi e volte a rispondere ai bisogni sociali dei territori rurali e montani. Sono ammesse anche associazioni, cooperative, cooperative di comunità e in generale organizzazioni anche non iscritte al registro imprese, purché propongano azioni e progetti esplicitamente volte a generare ricadute sociali. Sono inclusi anche potenziali futuri imprenditori (soggetti singoli o di gruppo) che, anche se non costituti giuridicamente, abbiano un’idea progettuale finalizzata a rispondere ai bisogni sociali dei territori rurali e montani.    

Scadenze:

Il bando per la raccolta di candidature chiuderà il 30 giugno e contiene informazioni specifiche sul progetto e sulle caratteristiche dei potenziali beneficiari.

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