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23 Lug 2020

Quando l’agricoltura fa bene alla comunità: la fattoria sociale Mamma Chica

Scritto da: Valentina D'Amora

Recuperare la funzione sociale che l’agricoltura aveva nella società rurale, includendo solidarietà, integrazione e valorizzazione del territorio. La storia di Francesco e del suo agriturismo sulle alture di La Spezia parla di un’agricoltura sociale che offre a persone in situazioni di criticità concrete opportunità di reinserimento lavorativo.

La natura non conosce sprechi, per questo, da sempre, la cultura della terra ottimizza le proprie risorse. Assicurarsi linfa vitale da pratiche di coesione sociale e di dialogo intergenerazionale, a partire dal trasferimento di antichi saperi, è uno dei privilegi del mondo rurale. Il futuro dell’agricoltura, però, è sociale, perché incentiva una politica agricola innovativa, che ha ricadute positive sul territorio e sulla comunità. 

Un momento di pausa durante la costruzione di un muretto a secco

Francesco Moscatelli è un architetto che nel 2008 ha deciso di tornare alla terra, dando nuova veste all’azienda agricola di famiglia, pur senza abbandonare la sua professione. Così nasce l’agriturismo Mamma Chica, a Cozzano, in provincia di La Spezia. L’azienda, a indirizzo olivicolo, orticolo e frutticolo, è multifunzionale, perché oltre a essere una fattoria didattica, ha una vocazione sociale: «In collaborazione con Caritas e Croce Rossa –racconta Francesco – partecipiamo al progetto di inserimento di individui fragili nel mondo del lavoro, reintegrando in società queste persone che riacquisiscono, così, una propria dimensione».

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Il settore agricolo permette di coniugare felicemente lo sviluppo dell’economia con i progetti di solidarietà, riproducendo un modello di economia sociale in cui il profitto dell’azienda si sposa con il bene della collettività. «Lavorare la terra aiuta a scoprire nuovi interessi, a sviluppare abilità manuali e a recuperare gli equilibri perduti. E poi è un’ottima occasione per confrontarsi e socializzare, immersi nella placida tranquillità dell’ambiente rurale».

La realizzazione della spirale degli odori con i ragazzi del progetto sociale

Mamma Chica ha un modello di business sostenibile, grazie alle diverse attività su cui si snoda: produzione agricola, fattoria sociale, didattica e agriturismo. Così, Francesco riesce a portare avanti l’azienda, dandole una progettualità per il futuro. «In questo momento – racconta – il ragazzo che adesso collabora con noi, sta raccogliendo le mele, ma ci aiuta tanto anche in cucina». Ogni persona che arriva in azienda è diversa: porta con sé le proprie attitudini e inclinazioni, oltre al proprio vissuto.

L’obiettivo del progetto però è lo stesso per tutti: permettere a questi ragazzi di intraprendere una vita normale. E grazie a Mamma Chica ci stanno riuscendo.

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