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7 Lug 2020

Con Junker app i rifiuti si riconoscono (anche) grazie all’intelligenza artificiale

Scritto da: Redazione

È l’app per la raccolta differenziata più scaricata in Italia. E adesso Junker lancia una nuova funzione sperimentale destinata a rivoluzionare il nostro rapporto coi rifiuti: per riconoscere i materiali e azzeccare sempre il bidone giusto basta scattare una foto. Al resto pensa un “cervellone” che ci fa da guida verso una maggiore sostenibilità.

C’era una volta Matrix. Oggi l’intelligenza artificiale è una realtà applicata in numerosi settori, eppure siamo ancora poco abituati a toccarla con mano nelle nostra quotidianità. Adesso Junker, un’app lanciata cinque anni fa da una start up innovativa, si appresta ad abbattere quest’ultima frontiera, portando le più innovative tecnologie di riconoscimento immagine sui nostri smartphone. Obiettivo? Aiutarci a svolgere con la massima efficienza uno dei compiti più assidui e allo stesso tempo più impattanti per l’ambiente: differenziare i rifiuti.

Niente più dubbi di fronte a una confezione in tetrapak o un vaso rotto: per sapere come smaltirli basterà inquadrare l’oggetto e inviare l’immagine al “cervellone” dell’app. Grazie a una complessa combinazione di algoritmi, il sistema lo riconoscerà e risponderà inviando, in tempo reale, tutte le informazioni sulla composizione del prodotto e le corrette modalità di conferimento in base al Comune in cui ci troviamo. Facile come scattare una foto!

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UN SISTEMA INNOVATIVO CHE SI EVOLVE GRAZIE AGLI UTENTI

“Abbiamo lavorato molti mesi per arrivare a questo risultato – sottolinea Giacomo Farneti, ideatore dell’app – Si tratta infatti di una tecnologia sperimentale, mai applicata prima d’ora in questo campo, basata su un sistema di apprendimento automatico che si evolve grazie alla collaborazione degli utenti”. Giorno dopo giorno, dunque, le fotografie e i feedback degli utilizzatori andranno ad accrescere il patrimonio di conoscenza dell’app, che già oggi riconosce oltre 1,6 milioni di prodotti, di cui ben 220mila segnalati per l’appunto dai cittadini.

Non è la prima sfida per Junker. Cinque anni fa era stata la prima applicazione in Europa a mettere a punto un sistema di ricerca dei prodotti basato sui codice a barre. Oggi, grazie alla nuova funzione di riconoscimento immagini, sarà ancora più facile differenziare anche gli oggetti sfusi o privi di etichetta. “Il nostro motto – rivela la CEO Benedetta De Santis – è non lasciare indietro nessuno. Nello sviluppare la nostra app ci poniamo sempre dal punto di vista degli utenti, cercando di trovare le soluzioni più semplici e veloci per aiutarli a compiere le scelte giuste”.

ASSISTENTE DI SOSTENIBILITÀ PER TUTTI

Sarà per questo che la community di Junker è così ampia e diversificata: i nativi digitali così come gli anziani la usano quotidianamente senza difficoltà, gli stranieri come gli italiani. Junker è infatti tradotta in 10 lingue e totalmente accessibile anche ai non vedenti. Oltre 1,3 milioni di italiani l’hanno scaricata (gratuitamente) sul proprio smartphone. E ben 800 Comuni, da Bolzano a Caltanissetta, da Torino a Cagliari, hanno aderito al network di Junker, per migliorare la qualità della propria raccolta differenziata, ma anche aiutare i propri cittadini a produrre meno rifiuti, promuovendo le buone pratiche di economia circolare mappate sui territori e incentivando il riuso.

Proprio per moltiplicare le occasioni di sharing, Junker ha recentemente lanciato un nuovo servizio: una “Bacheca del riuso” pensata come una vetrina virtuale dove chiunque abbia un oggetto di cui intende disfarsi, invece di buttarlo, può fotografarlo e metterlo a disposizione (a titolo rigorosamente gratuito) di altri.

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