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27 Lug 2020

Il Sentiero delle Favole: un percorso nella natura dedicato al lupo e alla fiaba

Scritto da: Valentina D'Amora

“Il Sentiero delle Favole” a Loco, vicino Rovegno, in alta Val Trebbia, è il primo itinerario naturalistico tematico della Liguria. Il fil rouge è la narrazione delle favole lungo un itinerario nel verde, il cui protagonista è il lupo.

“Un vecchio lupo cerca ospitalità nel villaggio degli animali per cucinare una zuppa di sasso…”. Recita così la bellissima fiaba sul lupo alla quale è dedicato il primo percorso naturalistico a tema della Liguria: “Il Sentiero delle Favole” a Loco, vicino Rovegno, in alta Val Trebbia.

Il percorso, della lunghezza di circa un chilometro, percorre la storia scritta da Anais Vaugelade, “Una zuppa di sasso” (Babalibri), lungo dieci installazioni, scritte in tre lingue: italiano, inglese e genovese. Oltre a essere una nota fiaba della tradizione popolare, il racconto affronta temi importanti come la condivisione, la collaborazione e l’accoglienza su cui i bambini possono confrontarsi, immersi in un contesto naturale.

Uno dei pannelli de “La zuppa di sasso”

«Abbiamo scelto questa favola per far conoscere il lupo, animale storicamente presente in Val Trebbia, in particolare nel Parco dell’Antola, ma anche perché a questo libro – spiega Alessio Bianchi, presidente di Expo Alta Val Trebbia e ideatore del percorso – sono legato personalmente: fu il primo regalo di mio papà a mio figlio, quando stava per nascere».

Il sentiero delle favole allestito durante Euroflora, nel 2018

«Il progetto è stato presentato nel 2018 a Euroflora ed è stato un successo: a Nervi siamo riusciti a riprodurre tutto il percorso… incluso il lupo e la sua tana! Forti di tutto questo interesse siamo andati avanti e abbiamo inaugurato il sentiero a Loco, nell’aprile 2019».
La fiaba, che vede nella preparazione della zuppa di sasso, che nessuno ha mai assaggiato, il fulcro della storia, in realtà non è altro che un pretesto per far riunire gli animali e riscoprire il piacere della compagnia. Ed è esattamente il motivo per cui è stata realizzata questa esposizione permanente. Il porcello prima, poi il cavallo e l’oca, la capra, la pecora e il cane si ritrovano così a condividere la zuppa a casa della gallina, portando al piatto qualcosa in “più”, come carote, porri, zucchine. E la propria compagnia. Si scopre, pannello dopo pannello, che grazie alla diversità nasce l’arricchimento: ogni persona che entra nella nostra vita e ogni situazione che affrontiamo porta con sé un profondo significato.

Uno dei pannelli del sentiero

«Sono orgoglioso perché, ormai, gli abitanti del luogo hanno proprio adottato il sentiero – continua Bianchi – e questo significa che l’obiettivo è stato raggiunto». Responsabilizzare la comunità era lo scopo principe del progetto di Bianchi che, dal nulla, ha creato un’azione territoriale che ha coinvolto non solo gli abitanti della Val Trebbia, ma anche le aziende locali e le istituzioni che hanno, da subito, accolto con entusiasmo l’idea. Il prossimo passo è quello di creare un piccolo circuito di sentieri tematici con altre favole, tutte con finalità educative, facendo rete con i paesi vicini, come Fontanigorda, Rovegno e Montebruno. In questo modo sarà possibile recuperare i sentieri, altrimenti in stato d’abbandono, e valorizzare il territorio.

«Le azioni dal basso, come questa, sono un modo per far capire alla gente che se si vuole, le cose si possono fare: basta essere uniti».

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