16 Lug 2020

Tosi, la scuola di comunità che prepara ad un mondo senza confini – Scuola che Cambia #8

Scritto da: Daniel Tarozzi
Riprese di: DANIEL TAROZZI,PAOLO CIGNINI,DANILO CASERTANO
Montaggio di: PAOLO CIGNINI
Regia di: DANIEL TAROZZI

Un'innovativa scuola “villaggio” dentro la città in cui gli studenti sono veramente protagonisti e che educa ad un mondo senza confini e in continua evoluzione. L'ultima tappa del nostro primo viaggio nella Scuola che Cambia ci porta a Busto Arsizio per conoscere una delle Scuole Changemaker selezionate da Ashoka: l'Istituto Tecnico-Economico Enrico Tosi, una nuova eccezionale testimonianza che un'altra scuola esiste già e non aspetta altro che essere diffusa e replicata.

Lombardia - Ed eccoci giunti all’ultima tappa di questo primo Viaggio nella Scuola che Cambia. Siamo ancora in Lombardia. Da Treviglio ci siamo spostati a Busto Arsizio, tecnicamente provincia di Varese, ma in realtà periferia di Milano. Qui, io, Paolo e Danilo raggiungiamo l’I.T.E. TOSI, ovvero l’Istituto Tecnico-Economico Enrico Tosi.

Sul sito del Tosi si legge: “Sorto nel 1951, è cresciuto sviluppando, in più di cinquant’anni, la capacità sia di dare risposte al territorio sia di leggerne i segnali e di anticipare le richieste formative e professionali locali e internazionali. Oggi il Tosi è un polo multifunzionale di formazione continua e si distingue per il suo stile: l’innovazione didattica e organizzativa, l’internazionalizzazione dei percorsi, la trasparenza dei processi finalizzati alla promozione del successo individuale.
Lo spirito collaborativo, integrato dalla ricerca attenta delle risorse, permette la realizzazione di una pluralità di progetti volti alla formazione autonoma e responsabile”.

In effetti, la nostra esperienza conferma quanto qui riassunto. Passeggiando per i corridoi e le aule, si respira un’atmosfera di modernità, cura, bellezza. Decine di giovani ragazze e ragazzi percorrono i corridoi, consultano tablet, conversano, giocano a pallavolo e pallacanestro, aprono e chiudono i loro armadietti all’americana, si spostano da un’aula all’altra, indossano “occhiali 3D”, studiano, dibattono.

I numeri sono impressionanti. 2000 alunni nel percorso diurno, a cui vanno aggiunti quelli che frequentano i corsi serali e l’I.T.S. Istruzione Tecnica Superiore. La preside, Amanda Ferrario, è davvero un fiume in piena. So che è quest’ultima è un’espressione spesso abusata, ma in questo caso è davvero calzante. Alterna dati, numeri, concetti, battute, sogni, visioni, determinazione, senza pausa e senza mai stancare. Di sicuro ama la sua scuola e il suo lavoro.

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«Ci troviamo nella scuola più bella d’Italia! – esordisce quando la intervistiamo – siamo radicati nel nostro territorio, nel mondo delle imprese, del lavoro, delle università. Tutti i giorni ci attrezziamo per le competenze oltre che per le conoscenze e mettiamo al centro una leadership condivisa. Non chiudiamo mai! Siamo aperti dalle 7 di mattina alle 11 di sera, sette giorni su sette. Studenti e insegnanti spesso rimangono oltre il loro orario, perché siamo riusciti a creare una forte attrattività».

Accanto all’I.T.E. Tosi sono nate un’associazione – con oltre 9000 soci tra ex-studenti e simpatizzanti – e una fondazione, intitolata a Merlini, un’ economista ultra-ottantenne che finanzia una serie di progetti legati alla cultura. Non a caso, Amanda definisce la sua scuola un villaggio all’interno di una città.

Come ho già raccontato nelle scorse puntate del resoconto di questo viaggio, mi colpisce come il nostro immaginario sulla scuola non comprenda e non immagini che già oggi esistono scuole di eccellenza come queste, in cui tantissimi dei luoghi comuni vengono stravolti. Non a caso, quando vedo gli armadietti per gli studenti, i tablet, le toghe per la cerimonia di diploma, la mia mente corre ai film americani. E invece è tutto vero, è tutto italiano, o almeno anche italiano.

istituto tosi
Danilo Casertano e Daniel Tarozzi con Amanda Ferrario, dirigente scolastica del Tosi

«Sin dalla prima superiore – mi racconta una studentessa – veniamo introdotti al debate: si formano due squadre e gli studenti sono chiamati a dibattere su un argomento, pro e contro. Alla fine c’è un vincitore. I ragazzi, inoltre, sono spesso in giro per scambi internazionali! È una parte integrante del percorso formativo. Vengono coinvolti in progetti di studio attivati in diverse parti del mondo». Non a caso, la Preside ci ricorda che qui l’alternanza scuola-lavoro – oggi obbligatoria per legge – si fa fin dagli anni ’80. Le lingue straniere obbligatorie sono tre. Oltre all’inglese, si può scegliere un po’ qualunque lingua, compresi il cinese e il russo.

I voti esistono, ma la modalità è diversa. Qui si lavora sulle competenze. I ragazzi devono raggiungere determinati livelli in ciascuna competenza. Se non ci riescono vengono “accompagnati” nel raggiungimento dell’obiettivo. Viene offerta loro la possibilità di fare esperienze in aziende o percorsi di impresa formativa simulata. «Gli facciamo vedere che quello che si fa qui serve in altri contesti – ci spiega ancora Amanda – e non è tutto. Per noi è fondamentale il lavoro di gruppo. Non solo tra gli studenti ma anche tra gli insegnanti. Non sono singole isole, ma un arcipelago!». In effetti, come mi confida un professore, sono ben consci che chi si forma in questa come in qualunque altra scuola, probabilmente tra pochi anni sarà chiamato a svolgere mestieri che ancora non esistono. Ecco perché occorre predisporre gli alunni verso il cambiamento nei ragazzi, in modo che possano essere pronti a qualunque situazione.

Questo approccio, insieme alla leadership diffusa e all’entusiasmo degli ex-studenti, è stato tra i motivi che ha spinto Ashoka a scegliere il Tosi tra le sue scuole changemaker. «Qui non si fa un semplice lavoro – conclude Amanda – si partecipa ad un progetto di vita, sposando la filosofia del Tosi, che è molto più di una scuola, è un’occasione per tutti».

Già, questa come le altre scuole che vi abbiamo raccontato in questi mesi, sono una straordinaria occasione per renderci conto che esistono già buone scuole, buone veramente. Dobbiamo farle emergere in modo che vengano conosciute, studiate, replicate. Il nostro viaggio – per ora – si ferma qui, ma speriamo di ripartire presto. Intanto vi invito a guardare – vivere! – il mini-documentario racchiuso in questo articolo che mostra molto meglio delle mie parole l’esperienza del Tosi. Nel lasciarvi alla visione del video, non posso non ringraziare Paolo Cignini – che ha girato e montato tutti i video che vi abbiamo proposto – Danilo Casertano – che ci ha guidato alla scoperta dei meandri nascosti della scuola – e Luca Solesin che – seppur da lontano – ci ha permesso grazie al lavoro di Ashoka di scoprire alcune tra le più incredibili perle che il nostro Paese ospita e spesso nasconde.
Buona visione e buon Cambiamento.

I.T.E. TOSI
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