25 Nov 2020

I volontari combattono il virus portando divertimento ai giovani con disabilità

Scritto da: Lorena Di Maria

NormalMENTE è un progetto nato durante i mesi del lockdown della scorsa primavera, grazie all’impegno di un gruppo di giovani volontari di Carmagnola che, nella provincia di Torino, stanno organizzando attività per ragazzi con disabilità contribuendo a ridurre il senso di isolamento e dando una mano alle famiglie. Lezioni di cucina, corsi di ginnastica, scuola di musica e tanto altro. Perché nonostante la pandemia le soluzioni si possono trovare e, quando vengono messe in atto, sono capaci anche di ricucire il tessuto sociale.

Torino - La pandemia, lo sappiamo, ci sta mettendo di fronte a problemi complessi e situazioni difficili da gestire. Ma sta anche facendo emergere le storie di chi non si abbatte e decide di reagire, proponendo soluzioni capaci di aiutare l’intera comunità. Oggi vi raccontiamo una di queste storie, che nasce per rispondere ad un’esigenza reale, ovvero quella di Giulia, ragazza di Carmagnola che, in questo momento di pandemia, ha una persona cara disabile ospitata in una struttura. Essendo molte di queste persone ad alto rischio, dall’inizio del lockdown di questa primavera, non hanno più potuto lasciare la comunità in cui vivono, perdendo i contatti con la famiglia e il mondo esterno.

Per queste persone vivere una situazione di isolamento lontano dalla famiglia comporta vivere tutte le emozioni, e anche le privazioni, in maniera più amplificata, causando stati di tristezza, ansia e paura. D’altra parte, questa situazione di difficoltà non ha influito esclusivamente sulle loro abitudini ma ha profondamente segnato anche le loro famiglie.

Di fronte a tutto questo non si poteva restare a guardare, e così Giulia, con la Consulta Giovanile e la Fondazione di Comunità di Carmagnola, in collaborazione con la Cooperativa Solidarietà Sei e Casa Roberta, hanno dato vita a NormalMENTE.

NormalMENTE è un progetto di volontariato ideato per offrire attività ludico-ricreative ai soggetti più fragili della comunità. «Ogni settimana, dall’inizio della pandemia, proponiamo attività creative e formative per dare ai ragazzi con disabilità un contatto con il mondo esterno». Dal TG facile agli incontri di condivisione, dalle lezioni di cucina ai corsi di ginnastica, dalla scuola di musica ai massaggi fai da te: attraverso una piattaforma streaming il progetto è pensato per stimolare una partecipazione da ogni parte d’Italia, anche e soprattutto in quei luoghi dove i servizi per il sostegno alla disabilità sono scarsi o addirittura inesistenti.

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
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Il progetto, promosso dalla Fondazione di Comunità di Carmagnola insieme a Fondazione Compagnia di San Paolo, ha visto come primi soggetti coinvolti il Gruppo Appartamento e Casa Roberta, due strutture carmagnolesi che ospitano ragazzi con diversi gradi di disabilità. In poche settimane, grazie all’impegno dei ragazzi della Consulta Giovanile e dal sostegno del Comune di Carmagnola, il bacino dei beneficiari è stato esteso a quasi tutte le famiglie del comune che vivono situazioni di fragilità.

In questi sei mesi le iniziative hanno coinvolto 18 volontari, proprio come Fabrizio che insieme a Giulia collabora in modo stabile al progetto, o come Alessia, Piera, Lorenzo e Martina, che si sono uniti successivamente. Volontari, giovani e pieni di idee che tutti i giorni si impegnano per dare un contributo alla comunità e per ricordare che in questa situazione difficile nessuno deve rimanere solo.

Così stanno offrendo attività gratuite e su misura, fornendo un aiuto alle strutture di accoglienza e alle famiglie che da sole non riuscirebbero a garantire questo tipo di vicinanza. Al momento sono circa 50 i ragazzi e ragazze con disabilità che hanno ritrovato, nelle loro giornate, dei nuovi amici con i quali passare il tempo e sentirsi più vicini. Insieme hanno svolto più di 80 ore di attività ma le idee e i progetti da realizzare sono ancora tanti.

Certo, l’impegno e la forza dei volontari sono stati fondamentali per l’avvio del progetto, ma ora che molti di loro devono ritornare ai propri impieghi quotidiani, diventa fondamentale coinvolgere nuovi professionisti e operatori che si prendano cura dei ragazzi e delle ragazze nelle strutture. «Il nostro sogno è fare in modo che il progetto cresca, coinvolgendo centinaia di giovani e creando una rete di solidarietà che superi i limiti territoriali dell’area carmagnolese».

NormalMente in questi mesi ha dato un grande contributo ai servizi sociali del territorio, dimostrando che insieme si può fare la differenza. Da un lato sta offrendo un supporto ai molti soggetti fragili con genitori di età avanzata che non sempre hanno energie e mezzi a disposizione. Dall’altro ha dato la possibilità a professionisti fermi a causa del lockdown di mettersi al servizio del prossimo, limitando quella sensazione di impotenza e immobilità che la pandemia sta diffondendo.

Senza contare il più ampio impatto che ha avuto sulla comunità che, stringendosi intorno ai ragazzi e alle ragazze più bisognose, ha contribuito a innescare un cambiamento positivo che sta ridando a tanti la forza e la motivazione per “rialzarsi”. Insomma, una formula perfetta dove tutti vincono perché, in fondo, è anche in questo modo che si sconfigge il virus.

Se vuoi dare una mano alla realizzazione del progetto puoi partecipare alla campagna di raccolta fondi per sostenere le iniziative di “NormalMente” su Produzioni dal Basso. Coloro che decideranno di contribuire con una donazione potranno ricevere “piccoli ringraziamenti” come biglietti per accedere al cinema e ai musei di Carmagnola, una visita della città o un’esperienza in prima persona insieme ai ragazzi di NormalMente.

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