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17 Dic 2020

Elena Rosso e le sue emozioni trasparenti: l’arte del vetro di Murano in Liguria

Scritto da: Valentina D'Amora

Savonese di nascita, Elena Rosso ha portato a Finalborgo la preziosa arte vetraria di Murano, facendo rivivere una tradizione che affonda le sue radici in epoca romana. Oggi fa parte dell’associazione FattoAmano che valorizza il centro storico e promuove l’artigianato locale e di qualità.

Un’illustrazione “parlante” su un’insegna che fa capolino in uno dei carrugi del borgo medievale: una donna dai capelli rossi soffia, ma pare suonare, in una cannuccia da cui fuoresce una bolla piena di fiori, in tinta con la chioma color fuoco. Così la nota illustratrice Francesca Quatraro ha poeticamente immaginato e rappresentato l’arte vetraria di Elena Rosso. La bottega è un piccolo atelier di bijoux dai colori cristallini ed entrando Elena mi racconta che il suo amore per il vetro è nato grazie a una fatalità.

L’illustrazione di Francesca Quatraro

LA STORIA

Dopo il liceo artistico, nel 92, durante il suo periodo da studentessa universitaria pendolare, sul treno, chiacchierando con un’amica, viene a sapere di un corso annuale di lavorazione artistica del vetro ad Altare, tenuto dal maestro Isidoro Bormioli, e decide di iscriversi, senza pensarci due volte. Lì scocca immediatamente la scintilla. Un anno dopo, si trasferisce a Murano per frequentare uno stage alla vetreria Cenedese e lì resta per vent’anni. In effetti, l’isola è da sempre la patria di quest’arte antica ed il luogo migliore dove apprendere quest’arte: tuttora ci sono diversi laboratori artigiani dove i maestri tramandano ai giovani questa tradizione secolare. Durante gli anni di Murano, Elena svolge diverse attività come insegnante e dà vita al laboratorio, che oggi ha trasferito a Finalborgo.

LE TECNICHE

Vetrofusione, soffiato in fornace e perle a lume sono le tecniche che oggi Elena ha fatto sue e con cui crea innumerevoli oggetti d’arredo e gioielli, tutti pezzi unici e originali, realizzati con cura e amore. E mentre mi mostra le sue creazioni, mi racconta cosa si prova a soffiare un vaso davanti a un forno a 1000 gradi: un’emozione “quasi magica” e un gran caldo. «Sì, perché qualsiasi protezione su mani e braccia intralcia la precisione dei movimenti, che devono essere chirurgici, quindi la pelle, dopo le primissime esposizioni alle alte temperature, con relative arsure, via via si adatta, creando un nuovo strato protettivo». Capacità straordinarie del corpo umano.

I CORSI

Nel suo laboratorio, Elena organizza anche corsi per la lavorazione delle perle a lume e perle soffiate, ora naturalmente tutti sospesi, pensati per allievi di tutti i livelli, dal principiante all’avanzato, e anche per i mini-allievi: «Osservare gli occhi attentissimi dei bambini mentre lavoro il vetro mi dà la conferma che la materia che sto plasmando è magica. Loro mi vedono come una maga che riesce a dare forma a qualcosa che assomiglia molto alla lava del vulcano». E in effetti, con gli “occhiali magici” che fornisce a chiunque le chieda una dimostrazione, si mette meglio a fuoco quella morbida “sfera arancione” che cambia lentamente forma e colore e non si può che restare stregati da quest’arte intrisa di fascino.

L’ASSOCIAZIONE

Siccome l’artigianalità è un tratto distintivo di Finalborgo, anche Elena con la sua bottega fa parte di FattoAmano, una vivace associazione, unica in Liguria, di cui fanno parte gli artigiani del borgo ed è una rete caratterizzata dalla cooperazione, per il bene del borgo ligure e dell’arte. L’obiettivo dell’associazione è mantenere in vita questo meraviglioso borgo medievale e renderlo un luogo di espressione culturale, riconosciuto e riconoscibile per la sua unicità.

E, mentre ci salutiamo, rivedo le mani arse di Elena mentre studiava quest’arte: me le immagino doloranti e rosse, come i suoi capelli. E ora così perfette e sapienti, in grado di resistere all’esposizione ad altissime temperature. Questo è un aspetto del corpo umano che mi colpisce molto, soprattutto in questo momento storico, e che mi fa pensare all’innata capacità di trovare soluzioni e strumenti di adattamento. E un piccolo barlume di speranza mi conforta.

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