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18 Dic 2020

Moda sostenibile tra arte e cambiamento: parte la call to action “artivism”!

L'iniziativa si rivolge a tutte le persone che desiderano dar modo alla loro arte di manifestare la connessione profonda tra sostenibilità ambientale e sociale nella moda. Tutte le opere opzionate saranno presentate in una mostra virtuale e gli autori delle 10 selezionate prenderanno parte a una residenza Unidee.

Ridefinire la narrativa e i paradigmi della moda sostenibile: è questo uno degli obiettivi cardine di Artivism, una call to action rivolta a coloro che, con il proprio linguaggio artistico, vogliono mettere in luce la sostenibilità sociale e ambientale della moda. Nel dietro le quinte del progetto figurano Fashion Revolution Italia e Cittadellarte, un incontro tra chi pratica l’arte come unione di libertà e responsabilità e chi si batte per la giustizia sociale e ambientale.

Un binomio che, attraverso Artivism, è teso a far emergere una creatività visionaria e ispirazionale, capace di innescare un contagioso desiderio di attivarsi per il cambiamento. «Vogliamo dar modo alla creatività – ha affermato Marina Spadafora, country coordinator di Fashion Revolution Italia – di tutti di mettersi al servizio dello sviluppo sostenibile, amplificandone l’urgenza, mettendone in luce le interconnesse dimensioni sociali e ambientali. È un modo originale ed inclusivo di fare comunicazione attorno al tema».

La moda sostenibile, infatti, è al centro del lavoro e della ricerca degli artisti che gravitano attorno al mondo di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dei fashion designer di B.E.S.T. (Better Ethical Sustainable Think-Tank), tutti guidati dalla filosofia risolutoria del Terzo Paradiso, «ecosistema creativo – si legge nella nota stampa della call to action – in cui il profilo dell’artista-attivista-attivatore emerge, oggi più che mai, come un atto di responsabilità necessario per il futuro. Viviamo infatti in un momento storico in cui la disconnessione tra sistemi naturali, sociali e sistema economico ha tolto al designer contemporaneo la sua funzione primaria: rispondere alle reali esigenze dell’umanità. E colmare questa disconnessione è imperativo».

C’è tempo fino al 10 febbraio 2021 per prendere parte all’iniziativa, inviando le proprie opere all’indirizzo mail italy@fashionrevolution.org. I lavori possono essere realizzati con qualsiasi linguaggio espressivo, ma la loro fruizione deve essere pensata per il mondo online e digitale; i contenuti dovranno essere quindi video, immagini, opere sonore, ma anche documentazione di performance ed eventi, processi partecipativi, interventi di comunità e relazionali.

Le opere verranno selezionate da un comitato composto da Michelangelo Pistoletto, Paolo Naldini (direttore di Cittadellarte), Olga Pirazzi (project manager Fashion B.E.S.T. – Fondazione Pistoletto), Juan Sandoval (Direttore Ufficio Arte di Cittadellarte), Marina Spadafora (country coordinator Fashion Revolution Italia), Stella Stone e il team di Fashion Revolution Italia. «Libertà e responsabilità illimitate, questa è la formula della soluzione. 

Oggi l’artista – ha spiegato Naldini – può fare affidamento su un capitale di autonomia e libertà enorme, ma la libertà implica che si debba prendere la responsabilità di se stessi. Chi si presenta come portatore del massimo grado di libertà, porterà anche il massimo grado di responsabilità». Tutti i contributi selezionati saranno presentati in una mostra virtuale diffusa sui canali online della moda e dell’arte. Non solo, dieci autori opzionati potranno prendere parte a una residenza Unidee, dedicata all’approfondimento dei temi trattati dai lavori del concorso e i loro possibili sviluppi insieme al Think Tank di Cittadellarte Fashion B.E.S.T.


L’esperienza avrà una durata di cinque giorni e si svolgerà nella seconda metà del 2021 a Cittadellarte (le spese di partecipazione e le spese di alloggio – mezza pensione – saranno coperte). Al termine del programma è previsto un momento in cui gli organizzatori potranno condividere l’esperienza pubblicamente sui propri account media. «Questa opportunità – hanno specificato gli organizzatori – offrirà momenti di formazione, di discussione e di esperienza con la partecipazione di esperti del mondo dell’arte come mezzo di trasformazione sociale e della moda sostenibile, della manifattura, della filosofia, delle politiche internazionali e dell’attivismo».

Per visionare il regolamento completo cliccare qui.

Articolo tratto da: Journal Cittadellarte

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