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14 Ott 2019

Biella: il futuro si costruisce con l’Arte al Centro

Scritto da: Lorena Di Maria

Torniamo nuovamente nel cuore di Biella e più precisamente a Cittadellarte per raccontarvi “Arte al Centro”, la rassegna annuale di mostre, incontri e seminari dove l’arte si intreccia con le pratiche della vita sociale per influenzare lo sviluppo del territorio e della sua cultura, in una riflessione collettiva sul futuro della città.

Ogni volta che giungo a Cittadellarte c’è sempre qualche inaspettata sorpresa ad attendermi. Una mostra appena inaugurata, un incontro stimolante, un dettaglio interessante e pronto a essere assaporato. In fondo so che non dovrei più stupirmene, perché Cittadellarte è proprio questo: un luogo di creazione e trasformazione.

L’occasione che questa volta mi ha portata fino a Biella è “Arte al Centro”, la rassegna che festeggia quest’anno la sua ventiduesima edizione e che mette in luce l’importanza dell’arte quale catalizzatore di una trasformazione dei contesti sociali in cui viviamo. E l’arte di Michelangelo Pistoletto, da sempre, ci racconta proprio come le pratiche artistiche possano influenzare la vita sociale, prendendo arte, cultura e territorio che soltanto uniti possono diventare un vero motore di cambiamento.
A Cittadellarte, dal pomeriggio alla sera, è stato facile perdermi tra musei ed esposizioni, musica ed incontri.

L’evento si apre con un convegno che vede riunirsi molti dei volti più rappresentativi del biellese, per confrontarsi sui temi chiave del territorio e progettarne lo sviluppo partendo proprio dalla cultura e dall’arte. Insieme, per avviare un discorso che ne percorra passato, presente e futuro.
Si è parlato di promuovere le eccellenze del territorio e del suo distretto tessile, di valorizzare la filiera agricola e l’enogastronomia locale, di incentivare processi di sviluppo socio-economico, di favorire l’integrazione o la salute.
Durante l’incontro si percepisce la forte volontà collettiva di ricostruire un’identità locale dove cambiare è possibile, pur rimanendo sempre se stessi.

Ci si chiede come immaginare il futuro di Biella per lasciare ai giovani e alle future generazioni un territorio migliore di quello che si è ricevuto in eredità. È chiaro che questo futuro può avere forma solamente da un’azione comune che necessita del contributo di tutti e che sia capace di sostituire la parola “crisi” con la parola “transizione”.

Penso che il grande potere dei progetti esposti a Cittadellarte durante “Arte al Centro” sia la capacità di raccontare, tramite un elemento o un oggetto, l’intera storia del territorio. Così, come un filato ripercorre la filiera tessile e la lunga tradizione legata alla lana, come testimoniato dal progetto “CirculART”, così l’acqua rimanda alla vita stessa che si è generata intorno ai suoi fiumi e alle sue fonti, come testimoniato dall’opera Watermemories.

Watermemories è infatti l’opera sonora targata Max Casacci (Subsonica) e Hatisuara, un viaggio nel passato della storia biellese trasmessa all’interno delle “Terme Culturali”, dove l’unico senso da attivare è l’udito. Watermemories ci racconta le memorie dell’acqua. Proprio quelle che l’artista ha intercettato catturandone armonicamente il suono e rielaborandolo.

Un suono proveniente dagli elementi che più hanno contraddistinto la storia del biellese come il fiume Cervo che scorre all’esterno di Cittadellarte e che ha avuto un ruolo centrale per lo sviluppo del distretto tessile o l’acqua che scorre attraverso le pale dei mulini e che celebra la capacità dell’uomo di trasformare la forza di quest’elemento in energia e lavoro o ancora le gocce di pioggia catturate in immersione con speciali microfoni e successivamente distorte per ottenere un effetto ritmico.
L’opera mi invita a chiudere gli occhi per un momento e ad immergermi in un percorso sonoro che racconta la storia di Biella, dove l’acqua e il lavoro, la natura e l’artificio, si trasformano in musica.

Le “Terme Culturali” sono state inaugurate proprio in quest’occasione. Proseguo in un nuovo percorso esperenziale che, tramite l’acqua, vuole “massaggiare il muscolo atrofizzato della sensibilità” attraverso l’arte e la cultura. In questo viaggio siamo accompagnati da Noemi e Alessandro, due giovani guide che ci fanno immergere in una dimensione dove le percezioni sono amplificate. Raccontano che le Terme Culturali sono “un luogo dove prendersi cura della propria mente così come tutte le culture hanno sviluppato modi e luoghi per prendersi cura del proprio corpo”.
Per accedere alle terme si passa attraverso una stanza dove la designer Flavia La Rocca, in collaborazione con l’Ufficio Moda di Cittadellarte, ha messo a disposizione diversi abiti da indossare. Ripensati in un’ottica sostenibile, rievocano lavori del passato, permettendo ai partecipanti di “ricominciare” proprio a partire dall’abito che indossano, per uscire dai propri ruoli sociali e immergersi nella storia del biellese. Vestirsi con abiti da lavoro, per una sera, significa uscire fuori dai propri schemi e, in modo divertente e creativo, riconettersi con il territorio.

Arte al Centro, coi numerosi eventi che hanno scandito la giornata, rappresenta ogni anno un nuovo punto di partenza per un impegno di trasformazione collettiva improntato al futuro e che, anche questa volta, trasmette energia e fiducia verso il cambiamento.

#IoNonMiRassegno 24/1/2020

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