7 Mag 2021

La battaglia di Claudia per salvare le acque curative dalle speculazioni

Scritto da: Emanuela Sabidussi

L'Associazione Eira Philosophy da anni cerca di proteggere le acque curative della fonte scoperta dall'imprenditrice Claudia Battaglino, che sta avendo conseguenze legali ed economiche. L'associazione, oltre ad aver creato un Trust di scopo a beneficio di Terra Madre e delle sue creature, ha attivato una raccolta fondi per sostenere le spese legali a cui stanno andando incontro.

La storia dell’associazione Eira Philosophy di Diano Marina (IM) inizia circa dieci anni fa grazie a Claudia Battaglino. Claudia è una donna decisa, che conduce una vita incentrata sulle tre figlie e sulla sua attività imprenditoriale: un’azienda di installazione di piscine ereditata dal padre. Nel rivedersi come era all’epoca si definisce pragmatica, il maschiaccio di casa, ma gli eventi della sua vita l’hanno fatta cambiare, portandola a scoprire parti della sua personalità che non conosceva.

«Facevo un lavoro che a livello stereotipico è definito molto maschile: coordinavo i cantieri in cui andavamo a installare le piscine. Mi occupavo sia della parte più creativa che di quelle più valutative, con un supporto delle figure professioniste (geometri, ingegneri ecc.). Ho acquisito negli anni una certa esperienza nel capire dove era meglio installare le piscine, la tipologia di terreno e di acqua che trovavamo. Conoscevo molto bene cosa fosse un trattamento fisico e chimico dell’acqua.»

eira cult

IL PROGETTO DA CUI TUTTO EBBE INIZIO

Claudia decide di acquistare un grande lotto di terreno occupato da una ex discarica e di bonificare l’intera area per utilizzarla come sede per la sua impresa. Vuole anche costruire una casa per la sua famiglia dove vivere e due abitazioni da rivendere per coprire parte del finanziamento attivato. Nel corso dei lavori però qualcosa non va come previsto: ha necessità di fare uno scavo profondo per creare un pozzo a cui attingere e chiede agli operai – forse guidata da un istinto non consapevole – di scavare più in profondità rispetto a quanto necessario. L’acqua trovata ha caratteristiche che destano da subito sospetti, infatti fuma. Ma il tecnico presente allo scavo tranquillizza Claudia dicendole che è solo l’effetto dei macchinari utilizzati.

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L’acqua viene dunque utilizzata per l’irrigazione del prato davanti alla parte espositiva delle piscine dell’impresa di Claudia, ma ogni sera sorge un problema diverso: spesso l’impianto si blocca o il prato e le piante sembrano appassite, nonostante siano state bagnate. Claudia inizia quindi a insospettirsi e mettersi in osservazione di ciò che accade nel suo giardino e solo allora inizia a sentire odore di zolfo. Invia l’acqua estratta in un laboratorio per farla analizzare e scopre che possiede proprietà molto rare: contiene infatti una quantità equa di bicarbonato, solfato-calcica, zolfo e ferro, con un ph rilevato alla fonte di 7,2.

Claudia rimane a bocca aperta: dalla sua esperienza le componenti rilevate sono diffuse in molte acque che si era trovata ad analizzare per le sue piscine, ma in rarissimi casi esse si trovavano tutte e in eguale quantità. Decide dunque di trasformare il suo progetto iniziale creando un centro termale, con lo scopo di consentire a più persone possibili di usufruire della scoperta appena fatta. Riceve il riconoscimento della Fonte Termale Battaglino a giugno 2009 e l’autorizzazione Ministeriale per l’esportazione del principio attivo trovato nelle pietre accanto alla fonte, che viene rilasciato dall’ufficio del Controllo della cura del farmaco.

Oltre alla trasformazione del progetto iniziale del luogo però, ne inizia parallelamente un’altra: quella di Claudia. Le scoperte fatte e l’aver deciso di mettere le proprie radici in quella terra così particolare, iniziano a smuovere qualcosa dentro di lei. Alla razionalità e pragmaticità inizia ad affiancarsi in maniera sempre più importante una buona dose di istinto, empatia, ascolto profondo. Scopre così che l’acqua di Eira – così si chiama il luogo – ha capacità curative sulle persone ed è in grado di purificare altre acque malsane, attraverso la capacità di diffusione di messaggi di cui è capace.

LE DIFFICOLTÀ INSPIEGABILI

«I lavori per la realizzazione terminano e così il 20 giugno 2011 inauguriamo il centro. All’epoca dal progetto dovevo ancora terminare le due case aggiuntive. Succede però qualcosa di inspiegabile: l’approvazione della Regione continuava a tardare, nonostante avessi in mano già tutta la documentazione necessaria all’apertura in regola. Le banche con cui non avevo avuto alcun problema sino ad allora, pur gestendo tre aziende diverse, bloccano lo stato di avanzamento dei lavori senza darmi alcuna spiegazione. Contatto allora diversi avvocati per farmi aiutare a capire cosa stesse avvenendo, ma nessuno vuole accettare le mie difese. Addirittura il commercialista, che seguiva da anni le mie attività, mi inizia a fare discorsi alquanto particolari».

Claudia inizia a comprendere allora che ci siano interessi e poteri più grandi di quanto immagina. Continua però decisa la battaglia per far riconoscere il luogo e sbloccare la situazione venutasi a creare, facendo un ricorso e depositandolo al Presidente della Repubblica. Le arrivano nel frattempo proposte per cedere l’attività, ma teme ne venga fatto un utilizzo improprio e per salvaguardare la scoperta fatta decide di creare un’associazione con lo scopo di tutelare il luogo e mettere a disposizione di tutti le acque curative scoperte. Nasce così Eira philosophy, costituita a luglio 2011.

Eira Philosophy

TRUST DI SCOPO

Nel domandarsi come fare a proteggere il luogo dalle proprietà curative, l’associazione scopre lo strumento del trust di scopo e decide di crearne uno per Eira. «Il trust – mi spiega Tiziana Opalia D’Ipazia dell’associazione Eira Philosophy – è un contenitore di carattere amministrativo e opera per uno scopo e per i beneficiari indicati, che nel caso dell’Associazione Eira Trustee è la Terra Madre e le Sue Creature. La nostra speranza è che più persone si riconoscano nei valori dell’associazione. La scoperta di Eira e delle sue acque, i brevetti, la Concessione Mineraria e i beni sono stati inseriti dunque nel Trust di scopo (attraverso QaM People & Estate Trustee), creato con un atto pubblico depositato a fine dello scorso anno. In questo modo vogliamo rendere inaggredibile questo luogo.»

A causa infatti del blocco ricevuto dalle banche, le tre aziende di Claudia hanno avuto un tracollo, al quale è seguito un procedimento di pignoramento. Per evitare che ciò potesse danneggiare o arrecare limitazioni all’accesso alle acque, oltre a creare l’associazione e il trust di scopo, Claudia ha attivato una raccolta fondi per sostenere la scoperta. «Stanno ignorando tutti i vincoli termali – mi raccontano Tiziana e Claudia – e anche lo scopo di questo luogo, facendo finta che siano immobili residenziali e di semplici attività. Per interessi privati stanno cercando di vendere gli immobili all’asta, non permettendo l’acquisto all’Associazione Eira Trustee, che ne ha acquisito il diritto di sussidiarietà ed è operativa dal 2015 come Trustee e 2011 come associazione. I soldi raccolti saranno utilizzati per la difesa e la tutela legale, ma soprattutto per salvare questo luogo».

L’acqua è di tutti. E a maggior ragione acque particolari come quella di Eira appartengono all’umanità intera. Vi invito dunque a sostenere e visitare questo luogo. Chissà che porti guarigione e cambiamenti positivi anche nella vostra di vita, seppur a distanza!

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