7 Giu 2021

I Mitilanti: “Consegniamo poesie a domicilio al posto della pizza”

Scritto da: Valentina D'Amora

Sapete che a La Spezia si possono ordinare telefonicamente pizza, sushi e poesie? Il collettivo poetico i Mitilanti ha creato un menu che consente di farsi consegnare a domicilio diversi box "a base culturale": dalla poesia del territorio a quella inglese, passando per la Crêpes maison (francese) fino ai Ravioli al vapore (cinese). Una modalità fuori dalla righe per fruire la cultura, ingrediente essenziale della vita e di cui in tanti sentono profondamente il bisogno.

La Spezia - A La Spezia esiste un gruppo di poeti, noto come “Mitilanti”, che considera la cultura un bene di prima necessità, fondamentale alla vita come il pane, e che proprio per questo ha dato vita a delle nuove modalità di diffusione, come il Poetry Take Away e Poetry Delivery, che tanto raccontano di questo insolito presente e della nostra fame di poesia.

Il nome “Mitilanti” nasce dall’unione tra il concetto di “militanza”, che è il modo in cui tutti i componenti del collettivo interpretano il gesto poetico, e quello dei “mitili”, le cozze, uno dei prodotti tipici del Golfo dei Poeti. Il loro motto è proprio “è ancora un Golfo per Poeti”, perché insistono sulla tradizione del luogo in cui vivono, soffiando sul suo fuoco per tenerla viva, invece di commemorarla. Ne ho parlato con Filippo Lubrano, uno dei poeti “mitilanti”.

I Mitilanti cop
I Mitilanti

Vi definite “poeti performativi”: chi sono i Mitilanti?

La dimensione della performance dal vivo è stata preponderante almeno nella fase iniziale del nostro progetto ed è anche il pretesto per cui, nel 2015, ci siamo conosciuti – o meglio riconosciuti, direi.  Il gruppo fondante è composto da Andrea Bonomi, Andrea Fabiani, Alfonso Pierro, Francesco Terzago e me: cinque modi di intendere lo sforzo poetico molto variegati e, a loro modo, complementari. Il collettivo è poi diventato associazione di promozione sociale nel 2017.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Il vostro intento è diffondere cultura anche in luoghi insoliti e attraverso modalità inusuali: com’è nata l’idea?

Vogliamo allargare lo spazio poetico, infiltrandolo in modalità e luoghi lontani dal vetusto stereotipo del mondo della poesia, che risulta spesso inaccessibile. Ci siamo conosciuti durante un Poetry Slam che organizzammo Alfonso e io sul territorio, il primo della provincia della Spezia. Fu una serata meravigliosa. La prima di una lunga serie, a Spezia e sul territorio nazionale. E non solo peraltro: personalmente ho partecipato e animato serate di poesia anche nei periodi in cui vivevo a Bangkok e a New York. Viviamo la poesia come una chiave per entrare a far parte di una comunità, a prescindere dal luogo dove ci si trova.

Tra le nostre iniziative più riuscite c’è stata “Poetry Call”, una performance dove abbiamo chiamato numeri presi a caso dall’elenco per regalare loro delle poesie, riabilitando così il ruolo degli operatori del Call Center. Ne è nato un video che è stato esposto anche a Carrara in un museo. Sempre sul filone del lavoro sono i più recenti “Poetry Take Away” e “Poetry Delivery”, due modi di portare la poesia a casa (o ritirarla da casa, tramite citofono) del nostro pubblico, in pieno rispetto delle norme anti-covid. Lo scorso anno, quando organizzammo “Sail-In”, il primo Drive-in di poesia e musica in barca in mezzo al Golfo dei Poeti, cinquanta barche si unirono a noi in una serata che facciamo fatica a dimenticare. Abbiamo poi una serie di spettacoli che portiamo in giro per l’Italia. Vedrete quest’estate…

I Mitilanti al citofono
Uno scatto durante la “distribuzione” di poesie al citofono

Il vostro libro “Humans of 5 Terre” è una raccolta storie e testimonianze del territorio: chi avete coinvolto e come sta andando il crowdfunding?

È l’ultimo progetto della nostra associazione, un lavoro di raccolta di testimonianze in presa diretta lungo due anni che ho seguito in prima persona insieme al fotografo Andrea Luporini. È la prima edizione dei Mitilanti come casa editrice. Sono cinquanta storie (più una) e cinquanta ritratti – dieci da ognuna delle Cinque Terre – che contribuiscono a salvare le tradizioni orali di questo angolo di mondo conosciutissimo geograficamente, ma totalmente ignorato dal punto di vista umano e antropologico. Questi spaccati di vita di chi è nato o ha scelto di vivere in questo posto unico aiutano a comprendere il vero valore dietro questo paesaggio così fortemente antropizzato.

Il libro sarà stampato a breve, in un elegante volume fotografico, con tutte le storie e sarà disponibile sia in italiano che in inglese. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Carispezia nell’ambito del bando “Cultura in movimento” che promuove iniziative per la valorizzazione dell’identità culturale del territorio. La campagna crowdfunding su Kickstarter per la prevendita è andata benissimo: in un mese abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, con contributori da mezzo mondo: USA, Australia, Inghilterra, Nord Europa, Emirati Arabi. A conferma che “nemo propheta in patria”, non abbiamo venduto neanche una copia alle Cinque Terre, a dir la verità. Ma l’amore per il territorio supera anche questo. D’altronde, siamo un golfo per Poeti, e i poeti non sono certo noti per l’affabilità.

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