14 Set 2021

Il laboratorio di sartoria creativa che ricuce le storie delle donne

Scritto da: Valentina D'Amora

Sviluppare talenti e creatività e acquisire competenze, riappropriandosi del lavoro fatto con le mani. A Genova, all'interno dello spazio sociale InFarmacia, i corsi di sartoria sociale stanno dando a tante donne nuovi modi di credere in loro stesse, oltre che competenze utili per futuri sbocchi professionali.

Genova - Scampoli di stoffa, bottoni colorati, elastici, aghi, fili, un grande tavolo libero e una macchina da cucire. Ritagliarsi il proprio tempo per cucire e creare: così la sartoria diventa terapia. Per molte donne il cucito è un’attività rilassante e un esercizio di meditazione che stimola la concentrazione e la creatività. Non solo. Sono tante le situazioni in cui l’ago diventa anche il simbolo della propria identità, oltre a essere un potente strumento in grado di ricostruire la propria autostima: vedere, punto dopo punto, le proprie idee prendere forma è una cura capace di restituire il sorriso anche a chi lo aveva perduto da tempo.

IL CORSO SOCIALE DI SARTORIA CREATIVA A GENOVA

«Unire sette donne, tutte di origini diverse – Bangladesh, Tunisia, Marocco, Romania, Nigeria, Italia – e con differenti storie di vita, per insegnare a ognuna di loro a cucire è stata una bellissima esperienza», racconta Rosa Bonfanti, coordinatrice dello spazio sociale InFarmacia, della cooperativa il Biscione, dove i corsi di sartoria creativa hanno luogo. «Il tutto senza separarle dai propri bambini, tutti di pochi mesi, che mentre le mamme erano a lezione giocavano nella stanza accanto con le volontarie del servizio civile, proprio per consentire alle corsiste di concedersi tempo e spazio per sé, per apprendere e socializzare.

Pochette sartoria in farmacia 1
Una corsista con una pochette realizzata da lei

C’è chi ha ricamato la bandiera del proprio paese natale e un pupazzo per il proprio bambino, chi ha dato vita a uno zainetto e a una copertina, chi ha creato una pochette e dei piccoli cuscini, chi vestiti per i propri figli. Mentre tutte queste donne cucivano la loro mente era concentrata su questa nuova attività, ma nel cuore esplodeva il desiderio di creare con le proprie mani abiti o giochi per i propri piccoli.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Anche chi non aveva mai preso in mano ago e filo oggi sa farlo e, chi più chi meno, tutte adesso riescono a usare una macchina da cucire. La moda è uno fra i settori più prosperi in Italia: e se anche solo una di loro avesse scoperto il proprio talento avvicinandosi a uno dei tanti mestieri legati al mondo tessile?

I PROSSIMI CORSI

Il corso, che rientra nel progetto “In COPI – In Centro Ovest Peer Inclusive”, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Territori Inclusivi, prevede altri due cicli di incontri gratuiti – materiali inclusi – di sartoria creativa all’interno degli spazi di InFarmacia: uno inizierà a fine ottobre e l’altro la prossima primavera. «Il corso autunnale – precisa Rosa – sarà interamente dedicato al refashion: le ragazze impareranno diverse tecniche per rimodernare vecchi indumenti e dare nuova vita a vestiti fuori moda o da rinfrescare, donando a ogni capo un’altra identità. Ma anche per evitare gli sprechi, recuperando tessuti e stoffe». Così, ciò che fino a ieri veniva considerato uno scarto, si trasforma e cambia forma.

farmacia rosa
Rosa Bonfanti

Le lezioni sono tutte a numero chiuso (massimo otto iscritte) e si rivolgono sia a principianti sia a chi ha già qualche competenza di sartoria creativa. Potrà accedere al corso solo chi è residente nel quartiere genovese di Sampierdarena.

Dopo un incontro di presentazione, in cui si potrà perfezionare l’iscrizione, le prime quattro ore saranno dedicate al corso sulla sicurezza, mentre nei successivi sei incontri, di quattro ore ciascuno, si entrerà nel vivo della sartoria creativa e del refashion. Inoltre, durante tutto il periodo di frequenza, le partecipanti avranno accesso alla propria postazione in coworking: potranno, quindi, prenotare una macchina da cucire e realizzare progetti in autonomia, all’interno degli spazi di InFarmacia.

Per avere ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a infarmacia@ilbiscione.coop oppure chiamare il numero 3489532022. Il calendario di tutti gli incontri verrà pubblicato a inizio ottobre sui canali social della cooperativa il Biscione e dello spazio sociale InFarmacia.

Articoli simili
Libertà, un convegno a Romena sulla Via della Resurrezione
Libertà, un convegno a Romena sulla Via della Resurrezione

“Noi sogniamo il silenzio”, l’utopia concreta di Adriano Olivetti

Proxima: una sartoria sociale dove ricucire tessuti e vite
Proxima: una sartoria sociale dove ricucire tessuti e vite

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

A Torino un giardino pubblico si trasforma per due giorni in Mercato della Biodiversità

|

Lo Yoga della Risata, la miglior medicina per rinforzare il sistema immunitario

|

Al via la Settimana Europea della Mobilità: muoversi meglio per un mondo migliore

|

Il Giglio: dalle rovine di un antico palazzo nasce il laboratorio comunitario

|

Bimbisvegli: la scuola pubblica non vuole il progetto di educazione consapevole in natura

|

Uno spazio dedicato ai bambini migranti in transito, per farli sentire sicuri e accolti

|

A vent’anni si può cambiare il mondo! Ecco la sfida di Gen C