4 Ott 2021

“Aiutateci a salvare il nostro paese e i suoi campi dalla cementificazione”

Scritto da: Lorena Di Maria

Ci troviamo a Pernate, Comune della provincia di Novara. Qui dal 2005 un’associazione indipendente di cittadini si batte per difendere il territorio dalla minaccia della cementificazione e dall’invasione di enormi capannoni che si potrebbero stagliare sui campi e in prossimità dell'abitato. Il loro impegno in questi anni è stato coinvolgere i cittadini sul tema della tutela del territorio con dibattiti, incontri e petizioni per salvaguardare quella che per loro è casa.

Novara - «Quanto credi che varrà la tua casa, circondata da capannoni e il paese invaso dai tir?». È una domanda, una riflessione, ma anche una provocazione lanciata dal Comitato per Pernate, un gruppo di cittadini della provincia di Novara che porta avanti con determinazione la sua battaglia, ovvero difendere l’abitato di Pernate dalla cementificazione.

Proprio qui, dove distese e campagne circondano l’abitato, da diverso tempo società specializzate nel settore immobiliare per lo sviluppo industriale e logistico si stanno adoperando per acquistare l’area, che occupa un milione di metri quadrati. L’interesse, dovuto all’insediamento dell’Interporto Merci di Novara (C.I.M.) esistente e alla prevista espansione a Est della tangenziale, è la costruzione di nuovi capannoni per la logistica in prossimità dell’abitato: per questo motivo i cittadini di Pernate hanno pubblicato una petizione rivolgendosi ai loro concittadini e chiedendo loro di unirsi in difesa del territorio e far sentire la loro voce.

Come riportano nella petizione sulla piattaforma Change, «per la nostra piccola comunità ciò rappresenta un vero e proprio ecomostro che cancellerà l’alto valore paesaggistico che ancora rimane a Nord di Pernate. Riteniamo molto probabile che tutto il paese e i suoi immobili, tra cui anche la tua casa, verrebbero danneggiati e deprezzati sensibilmente da questo degrado. La visuale delle Alpi e l’alto valore agronomico del parco agricolo saranno sostituiti dal grigio del cemento. Quelle che oggi sono zone in cui si può correre e passeggiare nel verde saranno trasformate in strade, piazzali, parcheggi, guard rail con camion in sosta. L’esempio di degrado è sotto gli occhi di tutti, da via Panseri a via Fauser, con discariche a cielo aperto, che puntualmente segnaliamo».

Pernate

Il messaggio degli abitanti di Pernate è chiaro e forte: per loro Pernate non merita di essere il primo centro abitato “cancellato” per far posto alla logistica solo perchè si trova a meno di 500 metri dal Casello di Novara Est, in nome di una dichiarata vocazione logistica e produttiva del territorio. Così la battaglia che hanno intrapreso vuole coinvolgere i residenti e tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente, affinché si dica no alla cementificazione e si salvaguardino le risorse naturali e la salute dei cittadini».

«Se hai avuto modo di conoscere e apprezzare il nostro paese, se hai scoperto la campagna che lo circonda e se intendi rimanere qui, devi sapere quanto questo ecosistema sia fragile. Una cementificazione come quella che si prospetta a breve, potrà causare danni inimmaginabili. È innegabile però la presenza di forti interessi economici».

In questi anni il comitato ha organizzato incontri e dibattiti pubblici, promosso petizioni popolari ed esposti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti presso la Regione Piemonte, coinvolgendo nelle varie azioni le amministrazioni comunali, regionali e anche il livello ministeriale sul tema della salvaguardia del territorio. Per sensibilizzare i cittadini ha organizzato per diversi anni le “pernatiadi”, una sorta di olimpiadi per grandi e piccini, il cui primo scopo era far conoscere il proprio territorio con con escursioni nella parte ancora verde del paese, ricca di elementi naturali e richiami storici, tra cui le risorgive, la Roggia Mora, l’area della Battaglia dell’ Ariotta.

Insomma, il Comitato per Pernate in quindici anni ha scelto di sostenere la possibilità di garantire un “cuscinetto verde” tra l’abitato e le infrastrutture quali la linea ferroviaria dell’ Alta Velocità, la tangenziale e il casello autostradale. «Abbiamo ribadito, partendo dalla lettera dei medici di Pernate del 2004 (documento presentato nell’iter di sviluppo della Variante Generale del Piano Regolatore di Novara), che per non peggiorare la qualità della vita e la salute dei residenti, l’area a nord dell’abitato non deve essere cementificata».

Pernate1

Il Comitato per Pernate negli anni si è battuto anche contro il degrado che ha portato con sé il C.I.M. esistente, denunciando la mancanza di servizi per i camionisti che sostano per diversi giorni nelle aree attigue all’interporto e presso le stazioni d’ingresso all’autostrada senza un parcheggio, servizi igienici e acqua potabile. Hanno sottolineato il rischio idrogeologico che grava sull’abitato di Pernate in seguito alle trasformazioni apportate al bacino del Terdoppio (in cui influiscono la costruzione di capannoni, piazzali, strade, ponti, viadotti, rete Alta Velocità o Sporting Village).

«Oggi ne siamo ancor più convinti poiché, complice l’isolamento dovuto alla pandemia che ci ha colpiti, molti cittadini hanno riscoperto e vissuto le campagne attorno a paese, un parco naturale in cui trascorrere qualche momento all’aria aperta. La fascia a Nord di Pernate è un polmone verde di circa un milione di metri quadrati che ci protegge dalle esondazioni del torrente Terdoppio grazie alla permeabilità del suolo fertile, dalle polveri sottili emesse dal traffico autostradale, regalandoci un parco agricolo. Nella fascia a Nord dell’abitato avviene anche la ricarica delle principali risorgive le cui acque irrigano gran parte delle campagne a Sud di Pernate e parte dei territori di Trecate e Sozzago. Questo processo naturale andrà irrimediabilmente perso e con esso i benefici per le comunità locali che da secoli ne usufruiscono».

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Tutti i numeri del consumo di suolo, fra danni economici, assenza di norme e tragedie annunciate
Tutti i numeri del consumo di suolo, fra danni economici, assenza di norme e tragedie annunciate

La ristorazione può essere davvero sostenibile? Ecco il modello creato da Ossi di Seppia a Sanremo
La ristorazione può essere davvero sostenibile? Ecco il modello creato da Ossi di Seppia a Sanremo

Sosteniamo il Parco del Ciapà di Cervo, luogo di incontro e condivisione in natura
Sosteniamo il Parco del Ciapà di Cervo, luogo di incontro e condivisione in natura

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Vittoria manifestanti: l’Iran abolisce la polizia morale e (forse) il velo! – #631

|

Tutti i numeri del consumo di suolo, fra danni economici, assenza di norme e tragedie annunciate

|

La storia di Vincenzo Deluci, la passione per la musica e la battaglia per una disabilità inclusiva

|

Progetto Tucum: tecnologia ed economia sospesa insieme per combattere la povertà

|

OZ-Officine Zero, la multifactory che porta rigenerazione e innovazione nel cuore di Roma – Io Faccio Così #348

|

La storia di Paola, la mamma “scomoda” che si batte affinché la disabilità diventi di tutti

|

Nomadi d’Occidente, storie di viaggiatori che cambiano la vita

|

Iran, molto più che proteste: è iniziata la rivoluzione