9 Dic 2021

Obiettivo: cambiare vita! Si ritorna a Civita, il piccolo paese immerso nella natura

Scritto da: Davide Artusi

C'è una piccola comunità che nei mesi scorsi si è attivata in silenzio per dare corpo a un sogno: trasferirsi in un borgo calabrese immerso nelle colline del Pollino e costruire un modello di vita fondato su lentezza, condivisione e relazioni. Volete farne parte anche voi? Il prossimo appuntamento è il 18 e 19 dicembre.

Cosenza, Calabria - Civita è un paese arbëreshë (è tra le storiche comunità albanesi d’Italia) della Calabria, comune italiano di 871 abitanti della provincia di Cosenza. Si tratta di un luogo incantato, intriso di storia. È la porta d’ingresso meridionale al parco più grande d’Italia, il Parco Nazionale del Pollino, ed è situato all’interno della riserva naturale Gole del Raganello.

Civita viene anche soprannominata “il paese tra le rocce”, così definita per le grandi montagne boscose che circondano la vallata su cui sorge. Altro suo appellativo è quello di “paese del Ponte del Diavolo”, per via del suo caratteristico e antico ponte medievale in pietra.

Civita purtroppo non è soltanto un luogo ameno circondato da una natura maestosa e incontaminata e immerso in una cornice fiabesca, ma anche uno dei tanti borghi italiani in via di spopolamento, una gemma rara da scoprire e far scoprire, che necessita di un processo di rivitalizzazione. Civita potrebbe diventare calamita di persone desiderose di cambiare vita, di lasciare le grandi città per vivere in una realtà dai ritmi più sani e meno frenetici.

Civita 1

Il 30 e 31 Ottobre, la comunità del Campus del Cambiamento ha realizzato un incontro a Civita, due giorni intensi rivolti alle persone interessate a conoscere questo luogo e a costruire uno stile di vita diverso, più a contatto con le persone e in connessione con ciò che ci circonda. La speranza è quella di invogliare i visitatori desiderosi di una rottura dalla solita quotidianità a trasferirsi e ripopolare questo borgo, andando a creare una comunità sostenibile, solidale e creativa.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Stefania Emmanuele, sociologa e project manager di Borgo Slow, ha accompagnato i partecipanti dell’incontro di fine Ottobre attraverso le vie e i vicoli di Civita. Dopo aver trascorso vari anni a Roma e all’estero, Stefania ha deciso di tornare a Civita, luogo in cui abita da ben 18 anni.

Civita 2

«Molte sono le figure professionali assenti a Civita – racconta Stefania – come un idraulico, un elettricista, un calzolaio; questo piccolo paese avrebbe tanto bisogno di loro. Servirebbero anche persone che sappiano prendersi cura di fasce più fragili della popolazione», adatte a dare un contributo non solo all’economia del posto, ma anche a livello sociale, aiutando la comunità.

«Non ci mancano le risorse da cui trarre risorse – continua Stefania –, ma le persone che si mettono in gioco per produrre nuove economie. Cerchiamo qualcuno che abbia la capacità di vedere qualcosa di nuovo e di innovativo in quegli elementi che, per chi vive da sempre a Civita, sembrano invece banali».

All’incontro del 30 e 31 Ottobre sono giunte oltre quaranta persone provenienti da tutta Italia e di tutte le età con l’intento di assaporare e immaginare la rigenerazione di questo meraviglioso borgo in fase di spopolamento.

Civita

Anziani in pensione, famiglie con bambini e giovani stanchi della vita frenetica della città e delle relazioni superficiali, invece di focalizzarsi sul problema che affligge Civita come molti altri paesini italiani, si sono concentrati sulle varie soluzioni per arginarlo e sulle opportunità che un luogo così sincero può offrire a chi decide di dargli una possibilità. Non ci sono state promesse irrealizzabili, solo il desiderio di godersi queste due giornate, con la chiara idea di voler realizzare insieme una comunità bella ed ecologica.

L’appuntamento con Civita non finisce qui, perché è stato fissato un nuovo incontro, sempre di un paio di giornate, il 18 e 19 dicembre, alle quali siete tutti invitati; per partecipare basta compilare il form di prenotazione che potete trovare qui. Per chi desiderasse trascorrere più giorni, gli organizzatori si fermeranno a Civita fino al 22 dicembre. Sarà uno spazio-tempo informale in cui, al momento, nulla è stato ancora organizzato, ma chi si vuole unire è il benvenuto.

L’obiettivo di questi due giorni a Civita è conoscersi, farsi abbracciare dalla natura e dalla storia che fa di questo luogo un luogo magico. Due giornate intense per trascorrere del tempo in un borgo poco conosciuto e fare esperienza delle sue meraviglie. Giochi, lavori di gruppo, passeggiate, domande e risposte, varie attività e un po’ di sano riposo ci accompagneranno nel corso di questa breve avventura.

Vuoi cambiare la situazione
dell'abitare in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
Da Roma al piccolo paese di Civita: “Riabitare i borghi è possibile”

La Brigata di Raggiolo: “Teniamo vivo uno dei borghi più belli d’Italia”
La Brigata di Raggiolo: “Teniamo vivo uno dei borghi più belli d’Italia”

In Val Grande il ritorno dei montanari ripopola e risveglia la borgata
In Val Grande il ritorno dei montanari ripopola e risveglia la borgata

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

L’Ucraina in bilico fra grande bluff e grande guerra – #454

|

art+b=love(?), il festival di Sineglossa che attraverso l’arte disegna un mondo sostenibile

|

PachaMama: “Grazie alla pet-therapy dono una seconda vita ad animali abbandonati”

|

Sisifo, Sarvex, Fra’ Sole, SacchETICO: tra economia circolare ed ecologia integrale – Io Faccio Così #342

|

Centro Documentazione Handicap: cultura e azione per portare la disabilità fra la gente

|

Debora Borghino e la sua azienda “al femminile” che fa agricoltura biologica

|

“Vi nutrite di animali malati e infelici. Per questo vi ammalate”: parola di una iena vegana

|

Fondazione Senza Frontiere: il giardino dove si incontrano biodiversità e solidarietà