15 Dic 2021

Centinaia di giovani si incontrano e co-progettano la rinascita delle aree interne

Scritto da: Sara Donati

Proposte concrete e condivise, nate dal basso e strutturate per dare corpo al sogno di far rinascere le aree interne d'Italia, una grande ricchezza svalutata da spopolamento e urbanizzazione. È questo ciò che emerso da un percorso attivato dall'Officina Giovani Aree Interne che ha coinvolto 400 under 40 provenienti da tutto il Paese.

È iniziato a gennaio il progetto attraverso cui 400 giovani coinvolti nella vita delle Aree Interne si sono confrontati, hanno dialogato e hanno infine fatto emergere 15 proposte di policy sui temi prioritari per il buon vivere e i diritti delle persone in Aree Interne. Il percorso svoltosi attraverso l’Officina Giovani Aree Interne, all’interno del progetto Officine Coesione, è stato appassionato e necessario e ha confermato con forza l’importanza dell’incontro tra giovani, del confronto e del fare rete anche allo scopo di raggiungere una maggiore capacità di voice.

Il prossimo passo da fare ora è fare cultura rispetto ai temi emersi e dare concretezza alle richieste avanzate, diffondendo questi risultati innanzitutto al Ministero per il Sud e la Coesione territoriale e al Comitato Nazionale Aree Interne e contemporaneamente a tutti i livelli territoriali che si impegneranno a declinare le proposte avanzate.

Lo spazio partecipato che ha portato alla redazione delle 15 proposte di policy per dare futuro alle Aree Interne è un’iniziativa a supporto del Comitato Tecnico Aree Interne (CTAI), nell’ambito di Officine Coesione (OC), progetto del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, con il triplice scopo di allargare la rete di partner nelle Aree Interne, di delineare strategie di lavoro per la co-costruzione di policy e di fare emergere i provvedimenti ritenuti prioritari dai territori.

aree interne 1

Insieme all’Officina Giovani, il team di Officine Coesione ha dato supporto al CTAI nell’organizzazione, gestione e facilitazione con strumenti on-line di altre due Officine, parallelamente portate avanti in sinergia e con gli stessi obiettivi, una sui temi della Partecipazione nelle Aree Interne e l’altra sui temi delle Politiche di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.

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Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

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Ma partiamo dall’inizio, chiarendo innanzitutto cosa intendiamo per Aree Interne e da dove viene questa definizione. La dicitura è emersa dalla Strategia Nazionale Aree Interne, politica nazionale avviata nel 2013 per contrastare lo spopolamento e ricomporre i divari civili nei territori marginali, dove per Aree Interne sono state identificate quelle zone lontane in termini di tempi di percorrenza dai servizi essenziali e caratterizzate sia da fragilità socio- economiche che demografiche. Le Aree Interne, analizzate attraverso un ampio set di indicatori, arrivano a coprire ben il 60% del paese, territorio in cui vive un quinto della popolazione italiana.

Le Aree Interne hanno sì in comune le fragilità sopra indicate, anche per via del disinvestimento strategico, culturale, politico e sociale che le ha investite, ma sono tra loro territori del tutto difformi, multidimensionali e sfaccettati. Volendo restituire la complessità di questi territori, possiamo dire che essi sono caratterizzati da esperimenti di emancipazione già in atto che fanno presagire un alto potenziale di futuro: il proliferare di nuovi insediamenti e ripopolanti, l’innovazione sociale dal basso, la valorizzazione dell’agricoltura, la nascita di cooperative di comunità e pratiche di rigenerazione a base culturale sono indizi di una prossimità che dalle critiche genera pratiche di sviluppo.

Senza cadere in facili stereotipi di neo-ruralismo iper-estetizzato, anche le risorse a livello ambientale, paesaggistico e le specificità territoriali permettono spazi di pratiche alternative di sviluppo e di immaginazione da parte delle comunità locali, spesso da ritessere nei loro legami. Ecco che lo spazio di lavoro dell’Officina Giovani Aree Interne ha fatto emergere le voci under 40 che animano questi territori, che hanno analizzato criticità, necessità prioritarie e buone pratiche da valorizzare in ottica non di dicotomia con i centri e i poli, ma di connessione con essi.

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Di seguito illustriamo le fasi che hanno condotto all’ultima fase del percorso dell’Officina, ovvero alla redazione delle 15 proposte di policy. La prima fase di lavoro ha visto il team di Officine Coesione lavorare per il lancio di Officina Giovani con diversi partner, a partire dal Gran Sasso Science Institute dell’Aquila. Sono stati coinvolti in questa fase dei lavori un gruppo di giovani aggregati nella neonata Rete Italiana Facilitatori Aree Interne (Rifai) e altre giovani realtà provenienti dalle Aree Interne, come la Chiocciola la casa del nomade, l’Osservatorio Civico SNAI Val Simeto e Sardarch.

Essi hanno presentato Officina Giovani a dicembre 2020, momento in cui il team OC ha lanciato una call pubblica di manifestazione di interesse al percorso dell’Officina Giovani, a cui hanno risposto 400 soggetti under 40 – fra studenti, associazioni, operatori locali, imprenditori, amministratori, ricercatori – provenienti da tutto il Paese. Nella seconda fase del percorso, attraverso una consultazione online i partecipanti hanno risposto ad un questionario, avanzando delle proposte, che hanno permesso di individuare una lista di priorità sentite come più urgenti sui territori.

Grazie a questi contributi, per i partner dell’Officina è stato possibile elaborare e presentare ad aprile un documento che è servito come base e linea guida per la prosecuzione dei lavori. Attraverso questo documento, si sono articolate richieste rispetto a una maggiore partecipazione e coinvolgimento dei giovani nella presa di decisioni politiche, si è evidenziato il ruolo delle opportunità di lavoro e formazione in ottica di sostenibilità e si è messa in risalto l’importanza di creare maggiori occasioni, spazi e momenti di confronto, dialogo sociale e cultura, oltre che una specifica organizzazione in merito al welfare.

Nella terza fase dei lavori, gli stessi quattrocento soggetti che hanno aderito alla call sono stati invitati a quattro giornate di lavoro e confronto online, tenutesi tra giugno e luglio 2021. I temi protagonisti del confronto, emersi come prioritari nelle fasi precedenti del percorso, sono stati lo Sviluppo sostenibile nelle sue declinazioni di Agricoltura e Ambiente, il tema dell’Arte, della cultura e del turismo, quello della Formazione, dell’innovazione e dell’imprenditoria e infine l’ambito della Partecipazione pubblica e dei beni comuni.

Su queste tematiche si sono alternate la partecipazione di tecnici ed esperti in ottica di ispirazione e confronto, momenti di networking tra i partecipanti e più fasi di interazione digitale attraverso cui si è facilitata la riflessione comune.

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Ecco che dalle tre fasi di lavoro partecipato ed in particolare dai risultati dei tavoli di lavoro estivi, il team di Officine Coesione ha messo a sistema e integrato i vari spunti raccolti in 15 proposte di policy, condivise e riviste innanzitutto con il gruppo promotore della prima fase dei lavori e del primo documento guida. Il documento finale che raccoglie le proposte, sviluppa a partire dai problemi individuati alcune possibili soluzioni e strumenti possibili per la loro messa in atto.

La redazione del documento ha integrato e valorizzato le priorità emerse dal lavoro delle quattro giornate di confronto estivo, che sono state organizzate nei macro temi della Partecipazione pubblica e beni comuni, dello Sviluppo sostenibile inteso come Agricoltura e Ambiente, dell’Arte, della cultura e del turismo ed infine il tema della Formazione, dell’innovazione e dell’imprenditoria.

Mettiamo in risalto che forte è stata la voce che evidenzia la necessità in primis di continuare con questo processo di confronto collettivo a livello transterritoriale e di garantire spazi di confronto e animazione delle comunità a livello locale. Infatti, per costruire immaginando soluzioni concrete, le comunità hanno bisogno di essere accompagnate nell’incontrarsi e orientarsi rispetto a vincoli e opportunità e soprattutto di essere guidate nel trovare nuova ispirazione e capacità di co- progettare.

Il processo di Officina Giovani costituisce quindi una scintilla che può accendere e dare forza ai movimenti di dialogo locale nelle Aree Interne. Ecco che in questo senso l’appello a tutte le parti interessate, a partire dalle Regioni che vorranno valorizzare questo percorso per costruire sulle tematiche emerse, è quello di fare proprie e di diffondere le proposte più utili per le specificità locali, per dare concretezza e seguito a questo processo collettivo.

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