10 Feb 2022

Beni comuni: l’ex macello sia destinato a usi civici e collettivi

Scritto da: Maria Desiderio

Da anni presso l’Ex Macello di via Cornaro, a Padova, si svolgono attività di grande valore educativo, sociale e relazionale per la comunità cittadina. Oggi però sembra esserci una grave frattura nel dialogo fra il Comune padovano e le realtà che gestiscono l'ex Macello. Per questo è stata lanciata una petizione finalizzata al riconoscimento di questa esperienza di lunga data di uso civico e collettivo.

Padova, Veneto - Le pratiche legate ai beni comuni, siano essi materiali o immateriali, possono contribuire a immaginare e a creare le condizioni per un’altra democrazia? Di quali strumenti ha bisogno la Comunità per potersi muovere nel complesso contesto di riappropriazione di uno spazio pubblico sempre più controllato da dispositivi securitari, che insieme ad una progressiva privatizzazione, rendono quasi impossibile la spontaneità di un corpo sociale sempre più sfilacciato?

BENI COMUNI PER LA TRASFORMAZIONE SOCIALE

Queste e altre domande si sta facendo in questi mesi la comunità patavina che da quasi due anni porta avanti in città l’ampio e articolato tema dei beni comuni. Non a caso sono stati organizzati incontri specifici sul tema, con l’obiettivo di divulgare e rendere accessibili tematiche che altrimenti rimarrebbero all’interno di un ambito prettamente accademico.

Un esempio su tutti: quello organizzato il 22 gennaio 2022 da LIES (laboratorio dell’inchiesta economica e sociale) e dalla Rete Beni Comuni, dedicato al progetto di ricerca Heteropolitics, (che ha avuto luogo tra Italia, Spagna e Grecia fra il 2018 e il 2020) il cui obbiettivo era quello di indagare come le pratiche legate ai beni comuni abbiano un peso di reale trasformazione all’interno di sempre più rigide logiche di controllo sociale nella zona euro mediterranea.

beni comuni

Pur avendo piena consapevolezza di quanto un tentativo di democratizzazione trasversale, che parta dal basso cercando di rendere più ampi e inclusivi i processi decisionali che regolano e determinano i cambiamenti del tessuto urbano, sia una sfida ambiziosa e assolutamente non facile da percorrere, una parte della cittadinanza è convinta che valga la pena tentare di invertire la rotta e sperimentare forma nuove di gestione degli spazi e delle risorse.

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Da qualche giorno è stato lanciato un appello (che trovate di seguito) da un gruppo di cittadinз in merito alle sorti dell’area dell’Ex Macello di via Cornaro, luogo che per decenni è stato vissuto come un bene collettivo anticipando di almeno una trentina d’anni l’attuale dibattito pubblico sul tema e che da due anni rischia la privatizzazione. L’appello è rivolto a tutti coloro che si sentono di esprimere solidarietà: già molte firme sono state raccolte e invitiamo chiunque lo legga ad aiutarci a dare un segnale forte e determinato!

L’APPELLO PER L’EX MACELLO

“I diritti appartenenti alla collettività sono una delle forme più antiche e profonde di realtà giuridica e di legame sociale. Nel diritto romano riguardano le forme di utilizzo collettivo di terreni non assegnati a privati e a disposizione dell’intera comunità. 

Il loro uso, la loro riscoperta, è importante sia sotto il profilo giuridico, sia sotto quello culturale e sociale che trae ispirazione dal passato per una più armonica convivenza tra le persone e tra le persone e l’ambiente di cui sono parte.
Il tema della valorizzazione dei beni pubblici, orientata a finalità di interesse pubblico, è strettamente intersecato a quello della rigenerazione urbana e al tema dell’uso o ri-uso temporaneo di spazi e immobili pubblici.

In tal senso, i beni comuni rappresentano un banco di prova teorico e pratico per l’effettività dei diritti. A ottobre del 2021, il Comune di Padova, ha approvato il Regolamento dei Beni Comuni che, accanto ai patti di collaborazione con cittadinз, riconosce la dichiarazione di uso civico e collettivo in riferimento ai beni comuni.

Ricordiamo l’importanza che quest’area ha avuto per le scuole di questa città dal punto di vista formativo ed educativo e per le persone che hanno attraversato e abitato questo spazio nell’arco di decenni

A Padova, dal 1973, è attiva nell’area dell’Ex Macello in via Cornaro un’ampia comunità che ha preso le mosse dallo straordinario lavoro culturale ed educativo di Francesco Piva, fondatore della Comunità per le Libere Attività Culturali (CLAC). L’assemblea di riferimento di questa comunità ha presentato al Comune di Padova il 23 dicembre una bozza di dichiarazione di uso civico e collettivo dell’area dell’Ex Macello quale bene comune, un’ampia documentazione delle attività e dei processi di cura dell’area avvenuti fra il 1973 e il 2021, e si è dichiarata disponibile ad interagire con l’amministrazione locale per verificare e finalizzare il riconoscimento attraverso un processo pubblico e condiviso.

Purtroppo, dalla risposta giunta dal Comune il 18 gennaio non si evince un riconoscimento dell’attività civica svolta e documentata nell’area dell’Ex Macello. Non si evince neppure un’attenzione procedurale per quanto previsto dal Regolamento: la Dichiarazione di uso civico e collettivo, presentata al Comune, in base all’articolo 7 al comma 4 del Regolamento sui Beni Comuni, prevede due determinazioni dirigenziali (da parte del/della Capo Settore dell’Unità organizzativa responsabile del processo e della/del Capo Settore interessata/o dalla definizione della stessa). Al comma 3 dell’articolo 7, inoltre, è indicato che l’individuazione del bene comune, prima di essere approvata ai sensi del comma 4, debba essere recepita dalla Giunta Comunale.

A fronte della disponibilità dell’assemblea di riferimento per l’area ad avviare un processo di confronto con il Comune per definire modalità e tempi della procedura, non sono giunte indicazioni né sull’iter e la documentazione relativi alle determinazioni dirigenziali, né relative all’approvazione del bene comune da parte della Giunta Comunale.

beni comuni 2

La risposta giunta dal Comune indica invece che è già stato predisposto un progetto sull’area. Tale progetto non è stato reso noto e non sembra sia stato concepito nella consapevolezza che riguarda un’area già percepita come bene comune, caratterizzata da un uso civico, punto di riferimento per la cittadinanza, e su cui già sono stati realizzati processi di consultazione e proposta documentati e resi noti: tali processi e documenti non meritavano una risposta e un confronto pubblico? 

Ad oggi, nonostante sia stata pretestuosamente sgomberata per motivi di “sicurezza degli edifici”, la CLAC continua a pagare utenze che riguardano edifici dell’Ex Macello, in continuità con le modalità iniziale dell’occupazione dell’area, avvenuta avendo ricevuto dal Comune le chiavi per aprire il cancello, a testimonianza di un’occupazione “consensuale”. 

Ricordiamo l’importanza che quest’area ha avuto per le scuole di questa città dal punto di vista formativo ed educativo e per le persone che hanno attraversato e abitato questo spazio nell’arco di decenni. Riteniamo il riconoscimento per questa forma di patrimonio immateriale altrettanto importante di altre rappresentazioni culturali e portatrice di una concezione del prestigio radicata nella coscienza e nella memoria della collettività.

I sottoscritti chiedono da parte del Comune il riconoscimento e il dialogo con questa fondamentale esperienza pluridecennale di uso civico e collettivo dell’Ex Macello quale bene comune della città di Padova”. 

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