15 Nov 2022

IoCiSto, la libreria nata dal basso che genera educazione e inclusione attraverso la lettura

Scritto da: Angela Giannandrea

Definire IoCiSto una libreria è davvero riduttivo, perché è molto di più. È un progetto che supera le barriere fisiche di muri e porte e viaggia per tutta la città con lo scopo di diffondere la cultura libraria e l'amore per la lettura, ma anche di generare educazione e inclusione attraverso i libri. Ed è un progetto orizzontale, nato dal basso e reso possibile grazie al contributo attivo, appassionato e volontario di centinaia di persone.

Napoli, Campania - Quante volte ci troviamo davanti ad esternazioni del tipo “da ogni crisi può nascere un’opportunità”, “i sogni si possono realizzare”, “le crisi sono cicliche”? Quante volte pensiamo che si tratti solo di pura retorica? Eppure noi di Italia che Cambia raccontiamo quotidianamente storie che ci dimostrano quanto siano vere quelle massime sulla vita. Una di esse è quella di IoCiSto, una libreria speciale aperta otto anni fa al Vomero, quartiere borghese di Napoli, per colmare il vuoto culturale lasciato dalle chiusure di molti negozi di libri della zona. Una crisi del settore editoriale sempre più incalzante, soprattutto negli ultimi tre anni, a causa della pandemia.

Claudia Migliore è la presidente dell’associazione culturale legata alla libreria. Incuriosita, le ho chiesto di raccontarmi come nasce questo splendido progetto socio-culturale dal forte impatto positivo sulla comunità locale. «Chiacchierando tra amici – mi dice – ci siamo chiesti: “Perché non creiamo noi una libreria?”. La prima idea fu quella dell’azionariato popolare. Tutto iniziò il 13 maggio 2014 con un semplice post su facebook che tantissime persone commentarono scrivendo “Io ci sto”». Una risposta di consenso di sole tre parole significative, sempre la stessa, che ha dato poi il nome all’associazione.

«Con Alberto Della Sala, l’attuale Direttore, e Ciro Sabatino, fummo i primi che cercammo di capire cosa e come agire. Il primo incontro l’ organizzammo presso la municipalità del Vomero. Arrivarono tantissime persone. Quell’occasione fu la dimostrazione che il nostro progetto era possibile. Il movimento nato inizialmente, su facebook in seguito a un post pubblicato su iniziativa di Ciro Sabatino confermò il suo consenso con la partecipazione in presenza di 150 persone. A quel punto lasciammo da parte l’idea dell’azionariato popolare e pensammo a un’altra forma giuridica possibile, quella dell’associazione culturale. Iniziammo a lavorare per gruppi allo Statuto, al business plan e alla costruzione del progetto».

Dopo il primo giro di adesioni, ne arrivarono altre durante la giornata inaugurale e poi ancora nei giorni immediatamente successivi, per arrivare, alla fine del 2014, a quota 700 soci. Le prime entrate servirono per pagare tre mensilità del fitto, tutti i successivi e l’impianto dei libri. «È un progetto cresciuto in fretta, sin da subito, quindi non abbiamo dovuto faticare per svilupparlo. A gennaio 2015 intraprendemmo invece un’attività di crowndfounding per allestire La Zattera, la parte della libreria dedicata ai bambini».

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IoCiSto nasce ufficialmente l’8 luglio 2014, quando venne firmato lo statuto con 150 soci fondatori. «Trovammo i locali a ridosso del 21 luglio dello stesso anno, giornata pensata per l’inaugurazione, e firmammo il contratto di affitto solo due o tre giorni prima. Fu una festa incredibile. Uscimmo su tutti i giornali: Ansa, Repubblica, ovunque. In libreria non c’era ancora nulla. Avevamo un unico libro – Cent’anni di solitudine – che decidemmo di esporre su un panno rosso al centro della sala delle presentazioni».

C’erano anche delle istallazioni di artisti che presentarono le loro opere. «E poi lungo le scalinate che contraddistinguono la nostra libreria ci fu uno spettacolo di danza bellissimo. Tutta la piazza e Via Cimarosa erano piene di persone. Dovemmo organizzare una specie di flusso per farle entrare e uscire dalla libreria. I visitatori però quel giorno non videro i libri come si aspettavano, ma altro. Alcuni infatti, uscendo dalla libreria, commentarono: “Solo a Napoli potevano aprire una libreria così, senza libri“. Nessuno avrebbe scommesso due lire su di noi». E invece quella sfida IoCiSto l’ha vinta!

«Qualche mese dopo, quando arrivò l’impianto dei libri, che ci permise di allestire gli scaffali e facemmo un’altra grande festa – continua la Presidente –, un lavoro incredibile reso possibile dai nostri volontari». IoCiSto è nata da un sogno e insegnare a sognare è uno dei loro obiettivi. Sono numerosi i volontari che tengono vivo uno spazio bellissimo. Chiunque può diventare socio perché è la libreria di tutti. È l’associazione di tutti. È uno spazio democratico aperto a tutti.

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IoCiSto è un ambiente accogliente e frizzante allo stesso tempo. Come scrive Maurizio de Giovanni, scrittore napoletano, “la libreria sembra un piccolo scrigno, una stanza dentro l’altra. La sala per gli adulti, lo spazio per gli incontri, l’angolo delle novità, i cassettoni dell’usato, le guide, le curiosità locali. E poi l’ampia sezione per i bambini, colorata, accogliente, quella Zattera a cui ci aggrappiamo quando il mare è in tempesta“.

«Dal 2017 – chiosa la Presidente – IoCiSto è diventata un’associazione di promozione sociale che ci permette di portare avanti un impegno comune di responsabilità più incisivo in ambito sociale. È nata quindi una collaborazione con le scuole e altre associazioni del territorio, che si è aggiunta alle donazioni di libri che già venivano fatte alle biblioteche scolastiche».

Le entrate provenienti dal 5×1000 sono destinate a percorsi di reinserimento nel mondo del lavoro, ma anche a specifici interventi di sostegno come la recente fornitura completa di libri scolastici a otto ragazzi ucraini delle medie e superiori. In quella occasione, sono stati anche attivati corsi gratuiti di italiano per i bambini ucraini attraverso la lettura, il gioco e il dialogo una sorta di impegno civile e politico per integrarli. Chiunque, può dare il proprio contributo. Inoltre i libri usati che vengono donati non sono destinati solo alla vendita, ma sono messi a disposizione delle biblioteche nelle carceri, nelle scuole, negli ospedali.

IoCiSto non pone al centro solo il libro, la sua vendita e la sua presentazione, ma è anche un punto di incontro

La lettura e la scrittura sono belle attività, ma piuttosto individuale l’una e solitaria l’altra. In un momento storico come quello che stiamo vivendo è importante invece mantenere vivi il legame con il lettore e l’interazione tra lettori e scrittori. E IoCiSto sta dimostrando di riuscirci. In fondo, è nata per mantenere accesa la fiammella della lettura in un vasto quartiere come il Vomero, che stava rinunciando alla sua identità culturale.

IoCiSto non pone quindi al centro solo il libro, la sua vendita e la sua presentazione, ma è anche un punto di incontro dove si svolgono molteplici attività: eventi pubblici e privati, laboratori per bambini, percorsi di inclusione, gruppi di lettura, visione di film, spettacoli musicali e teatrali. E poi numerose iniziative: “Lo scaffale solidale” per far arrivare il libro a chi non può permetterselo o “Il libro già letto”, che non ha solo il fine di vendere i libri usati, ma anche quello di riportarli in vita come strumento di trasmissione culturale.

IoCiSto è anche l’artefice del Festival del giallo Città di Napoli. É la libreria dove la scuola fa colazione con più di 500 ragazzi. É La Librellula, la prima rivista libraia gestita dai soci e distribuita gratuitamente a chi si iscrive alla newsletter. É un’associazione che offre un servizio di consulenza gratuito per quegli scrittori emergenti che non possono permettersi di pubblicare i loro libri. É lo spazio dedicato ai laboratori di supporto allo studio, una sorta di open day durante il quale i soci possono trovare per tutta la settimana i docenti di IoCiSto per spiegazioni e chiarimenti.

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É anche gli incontri di laboratorio di arte contemporanea dedicati ai bambini e quelli pensati per l’apprendimento facilitato attraverso il gioco. È la promotrice dei contest di “Io leggo perché”, con una serie di attività come letture ed esibizioni musicali a cui partecipano le scuole gemellate con la libreria a cui vengono destinate anche i libri selezionati. Ma è tanto altro ancora. È un pozzo di idee e attività continue a cui tutti possono attingere.

Una domanda però sorge spontanea: quanto potrebbe influire positivamente un nuovo modo di fare impresa culturale da parte di librai piccoli e grandi per riuscire a stare a galla? Quanto potrebbe essere importante “uscire” dalla libreria per educare i potenziali lettori e i non lettori con iniziative collaterali piuttosto? La riflessione è aperta.

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