4 Nov 2022

Parco del Respiro, bagni di foresta fra faggi, abeti e pini per rigenerarsi e vivere la foresta

Scritto da: Brunella Bonetti

All'ombra del massiccio della Paganella si trova un luogo speciale, dove recuperare il contatto con gli elementi naturali che negli ultimi anni si sta perdendo. Si chiama Parco del Respiro ed è un posto dove praticare attività profondamente rigenerative, dal forest bathing allo yoga in natura, alla meditazione.

Salva nei preferiti

Trento, Trentino Alto Adige - All’interno di una splendida faggeta sulle montagne del Trentino c’è un luogo magico e terapeutico per tutti: il bosco di Fai della Paganella, dove è possibile vivere l’esperienza unica e salutare del forest bathing. Siamo nel Parco del Respiro. Per entrare qui si stringe un patto con il bosco impegnandosi a rispettarlo e rendersi responsabili della sua tutela e bellezza. In cambio si riceve un’esperienza di benessere unica nel suo genere che rigenera a livello fisico, ma soprattutto psico-emozionale, sensoriale, chimico ed energetico.

L’artefice di tutto ciò è la Natura, ma le guide e i facilitatori del forest bathing sono i creatori del Parco Terapeutico per il benessere. Il Parco del Respiro di Fai della Paganella è un’oasi naturale di bellezza, uno scrigno di risorse per la salute dell’uomo e per la tutela dell’ambiente. A raccontarci i segreti del parco e le vie del benessere del forest bathing sono Lucia Perlot, presidente Consorzio Fai Vacanze, e Stefania Agostini, naturopata esperta in forest bathing. Entrambe si occupano di coordinare e gestire le attività nel Parco del Respiro.

Cos’è il Parco del respiro di Fai della Paganella?

Il Parco del Respiro è un luogo ideale per la rigenerazione grazie alle sue risorse: la biodiversità, la qualità dell’aria, l’altitudine, l’esposizione al sole e l’attenta gestione del bosco. Si tratta di una bellissima faggeta mista ad abeti rossi e pini percorsa da diversi sentieri, tra cui il sentiero dei Reti e il sentiero Acqua e Faggi caratterizzato da tratti di ruscello e piccole cascatelle dove c’è la maggior concentrazione di ioni negativi, benefici per l’organismo.

parco del respiro1
Perché è stato scelto questo posto?

La scelta di questo luogo, sul bordo orientale del paese, nasce nel 2016 a seguito di studi eseguiti grazie al dottor Marco Nieri, bio-ricercatore, e al dottor Marco Mencagli, agronomo, che hanno notato la particolarità di questo bosco. Nel 2020 sono stati poi approfonditi dal dottor Francesco Meneguzzo, referente del CAI per i progetti Foresta e Salute, con una campagna di misurazione delle proprietà bioattive dell’aria lungo i sentieri, con ottimi risultati per la presenza di monoterpeni, sostanze volatili organiche (VOC) emessi da varie piante in particolare il faggio.

Cosa si fa nel parco?

Lungo i percorsi del Parco del Respiro sono diverse le attività che possono essere vissute sia insieme con un’uscita guidata, sia in autonomia. Una è il tree hugging: il grande abete rosso che può essere abbracciato facilmente grazie a una passerella in legno; è così possibile entrate in una connessione più profonda con la natura e sperimentare cosa si prova a stare in stretto contatto con la pianta. Poi attraverso i bioenergetic landscapes, aree dove è consigliato sostare per almeno dieci minuti per beneficiare degli effetti bioenergetici dell’area.

E ancora barefooting, ovvero camminare a piedi nudi, che è molto efficace per l’equilibrio e per la postura. Grazie al senso del tatto, questa semplice attività sviluppa maggiore sensibilità negli arti inferiori consentendo di esercitare i muscoli del piede ed è una grande opportunità per stimolare la circolazione e ricevere energia vitale dalla terra. Infine il percorso sensoriale a contatto con elementi naturali: legni, pigne, cortecce, sassi e fieno.

Quali sono le iniziative e i progetti che portate avanti e i servizi che offrite?

Si va dal forest bathing allo yoga, dal mindfluness e alla meditazione Zazen. Da maggio a ottobre vengono organizzate mensilmente giornate dedicate all’immersione nel bosco con diversi esperti in discipline che si occupano di facilitare il benessere psicofisico. Nei mesi estivi di alta stagione, essendo località turistica, il programma di attività si intensifica con proposte settimanali.

parco del respiro2

Ogni anno a settembre, tra i magnifici alberi del Parco, vengono ospitate varie attività di Orme Festival dei Sentieri con arte, musica, teatro, incontri. e spettacoli, nel cuore della natura. Inoltre il Parco del Respiro è da un anno Centro Nazionale qualificato del Diploma Nazionale Forest Bathing CSEN per le prove in presenza di conduzione gruppi in foresta.

Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a creare questo luogo?

Noi esseri umani abbiamo creato nel corso dei millenni un equilibrio con la natura e l’ambiente naturale. Negli ultimi decenni però, con il culmine durante la pandemia, ci siamo allontanati dalla natura. Pian piano si sono persi dei bilanciamenti, dei legami, degli equilibri che in maniera atavica, l’essere umano aveva con l’ambiente naturale, con gli alberi. Tutto questo ha portato a una mancanza di benessere per il corpo e per la mente. Stress, insonnia, ansia, depressione, per esempio.

Ecco allora la proposta all’interno del Parco del Respiro di una pratica semplice, ma altrettanto complessa: il “bagno di foresta”, un’immersione con tutti i sensi in uno spazio naturale dalle caratteristiche particolari. La pratica del forest bathing è nata molto tempo fa in Oriente, oggi sempre più diffusa anche in Italia: lo scopo è ritrovare un rapporto positivo con il proprio corpo e mente attraverso l’ambiente naturale, che è vivo e si rapporta con noi. La difficoltà è riuscire a mettersi in correlazione: ascoltare, annusare, fidarsi, lasciarsi accompagnare dal vento e dalla voce delle foglie. Respirare con dovizia i monoterpeni, lasciarsi avvolgere dai profumi del bosco.

Quali sono le finalità dei vostri progetti?

La prima è tutelare un’area boschiva limitrofa a Fai della Paganella, che custodisce biodiversità fondamentale per la nostra area, ospita il sito archeologico che racconta le origini degli insediamenti in Trentino. Ne consegue la finalità culturale, nel senso più ampio: vivere il bosco, le tradizioni, la storia, il folklore, le usanze, conoscere la natura come risorsa in ogni sua sfaccettatura per rispettarla. Infine la finalità principale, il benessere. Il Parco del Respiro è un luogo di benessere psicofisico ed è candidato a ricevere un’altra certificazione, quella di idoneità a svolgere funzioni salutistiche e a promuovere il benessere forestale. Le tre finalità, insieme producono un risultato stupefacente.

Lo scopo del forest bathing è ritrovare un rapporto positivo con il proprio corpo e mente attraverso l’ambiente naturale

Quali sono i vantaggi che il forest bathing che si può praticare nel Parco del Respiro garantisce?

Il Parco nasce come luogo dove stare in contatto con la natura e riceverne i benefici. Gli studi indicano che l’ideale sarebbe trascorrere nel bosco almeno 10-12 ore nell’arco di tre giorni, con singole sessioni di visita della durata di almeno 2-3 ore. L’invito è di venire a provare il forest bathing da noi per la particolarità del luogo in cui è proposta e per sentirsi sereni nel vivere l’attività con delle persone esperte: proponiamo attività immersive adatte a tutti, che possano immergere gradualmente le persone nell’ambiente naturale.

Sono camminate lente, consapevoli e silenziose, da fare in gruppo o singolarmente. Iniziamo la fase di ingresso nel bosco con atteggiamento di rispetto, per sentirci accolti da esso, e proseguiamo con un risveglio sensoriale seduti per attivare i nostri sensi: tatto, udito, olfatto e vista. Torniamo in movimento per interagire con l’ambiente circostante che ci ospita, ascoltiamo i suoni degli uccelli, il fruscìo delle foglie, tocchiamo muschi, cortecce, alberi e osserviamo la luce magica che filtra tra i rami e portiamo consapevolezza alla nostra respirazione. Al termine, c’è un momento di condivisione dell’esperienza.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
PFAS: l’insospettabile ubiquità degli inquinanti eterni
PFAS: l’insospettabile ubiquità degli inquinanti eterni

Laboratorio Prodor: 90 anni fra fermenti vegetali e formaggi vegani
Laboratorio Prodor: 90 anni fra fermenti vegetali e formaggi vegani

Il miele italiano è in crisi: serve un nuovo patto per l’apicoltura nazionale
Il miele italiano è in crisi: serve un nuovo patto per l’apicoltura nazionale

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Diritti animali, spiagge depredate e accessibilità – INMR Sardegna #38

|

Nasce un nuovo impianto fotovoltaico collettivo: servirà 75 famiglie

|

La pesca nello Stretto di Messina, tradizionale e sostenibile, diventa presidio Slow Food

|

Discarica di Lentini, tra chiusure e riaperture emerge la gestione dei rifiuti fallimentare in Sicilia

|

Consumi idrici: Italia ai primi posti in Europa per usi agricoli, industriali e domestici

|

Fotovoltaico in casa: è più ecologico vendere o accumulare l’energia in eccesso?

|

In Sardegna la rivolta degli ulivi contro il Tyrrhenian Link ma Todde rimarca: “L’opera è necessaria”

|

Empatia, vita itinerante, mal di denti e revisioni di camper

string(9) "nazionale"