21 Gennaio 2026 | Tempo lettura: 5 minuti

Il progetto PASSI, che tra Ogliastra, Cagliari e Sassari costruisce comunità

Avviato quasi un anno fa, PASSI sostiene bambini e adolescenti con disabilità e bisogni educativi individuali, collegando scuola, servizi socio-sanitari e comunità.

Autore: Sara Brughitta
passi schema libero
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Avviato nel marzo 2024, il progetto PASSI – acronimo di Promozione, Accompagnamento, Supporto e Sostegno all’Inclusione – è attivo in diversi territori della Sardegna e lavora con bambini, bambine e adolescenti con disabilità e bisogni educativi individuali. Dopo oltre un anno di attività, PASSI si presenta come un intervento strutturato che prova a tenere insieme scuola, servizi socio-sanitari e contesto comunitario, partendo da un’idea di inclusione legata alle pratiche quotidiane e alle relazioni.

In un sistema in cui l’accesso ai servizi varia molto da territorio a territorio e in cui le famiglie si trovano spesso a dover coordinare da sole percorsi educativi e sanitari complessi, il progetto si inserisce come tentativo di costruire continuità. L’inclusione, in questo quadro, viene intesa come un processo che riguarda i contesti di vita e le relazioni che li attraversano.

Da dove nasce PASSI

Il progetto nasce a marzo 2024 nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini e promosso dalla cooperativa sociale ogliastrina Schema Libero, capofila di una rete composta da enti del terzo settore, associazioni, scuole e servizi socio-sanitari attivi nei territori di Cagliari, Ogliastra e Sassari. Come racconta Augusta Cabras, presidente di Schema Libero, PASSI affonda le sue radici in esperienze avviate già a partire dal 2016, inizialmente non focalizzate esclusivamente sulla disabilità.

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Foto del progetto PASSI

«Lavorando con bambini, adolescenti, famiglie e scuole ci siamo resi conto che le fragilità sono molte e trasversali. Riguardano adulti e minori, insegnanti e genitori. Esistono però situazioni più complesse le quali incidono in modo significativo sulla serenità delle famiglie e dei minori e che dunque richiedono risposte più coordinate». Da qui la scelta di costruire un progetto che superasse la frammentazione degli interventi, spesso affidati a singole prestazioni non sempre comunicanti tra loro, per provare a mettere in relazione scuola, servizi, tempo libero e contesto familiare.

Presidi territoriali e lavoro di rete

Dal punto di vista operativo, PASSI si articola attraverso tre presidi socio-educativi-sanitari, pensati come punti di riferimento stabili per persone minorenni e per le loro famiglie. I presidi non funzionano come spazi separati, ma come luoghi di raccordo tra i diversi attori coinvolti, con l’obiettivo di garantire continuità ai percorsi e ridurre i vuoti assistenziali. All’interno dei presidi vengono proposte attività educative, laboratoriali, ludiche e sportive, affiancate da interventi specialistici quando necessario. Il lavoro degli operatori è orientato alla costruzione di contesti accessibili, in cui bambini e ragazzi possano partecipare alle attività sulla base dei propri interessi, senza essere definiti dalla diagnosi.

Un elemento centrale del progetto è il confronto costante tra i partner dei diversi territori. «Ci sono momenti di incontro in cui facciamo il punto sulle attività, ci scambiamo esperienze e cerchiamo di capire se quello che stiamo facendo sta davvero funzionando», spiega Cabras. «Il rischio, altrimenti, è quello di rimanere chiusi nel proprio territorio».

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Foto del progetto PASSI

Alla luce di ciò si inseriscono anche i percorsi di formazione rivolti agli operatori, pensati come spazi di scambio e riflessione condivisa. «Chi si occupa degli altri spesso finisce per trascurare sé stesso e questo va a incidere sia nella vita dell’operatore sia anche nelle relazioni con i minori», osserva Cabras, sottolineando l’importanza di dialogo e formazione continua come strumenti fondamentali per migliorare la qualità del lavoro educativo e delle relazioni.

Percorsi personalizzati e presa in carico

L’accesso al progetto parte da un primo colloquio con la famiglia, utile a raccogliere informazioni sul contesto di vita del minore, sui desideri e sulle difficoltà percepite. Il cuore del lavoro consiste nella realizzazione di percorsi personalizzati, che possono includere il supporto in ambito scolastico, interventi educativi domiciliari, attività nei presidi territoriali e la partecipazione a laboratori sportivi o culturali. Tutte le attività sono realizzate dai partner del progetto e sono gratuite, con l’obiettivo di ridurre le barriere economiche all’accesso ai servizi.

Un principio centrale dell’impostazione di PASSI è quello del progetto di vita, inteso come un percorso che tiene insieme le diverse dimensioni dell’esperienza della persona minorenne. Famiglia, scuola, tempo libero e relazioni sociali vengono considerati parti di un unico contesto, da sostenere in modo coerente.

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Foto del progetto PASSI

Prossimi passi

Il progetto proseguirà fino a marzo 2027. Tra le azioni previste vi sono iniziative dedicate all’ascolto diretto di bambini, ragazzi e famiglie, come la realizzazione di un podcast “Non Conventional People” e di un documentario dal titolo “Passi -Per Vedere Oltre-”. Guardando al futuro, l’obiettivo principale resta però il rafforzamento della rete territoriale e la stabilizzazione delle pratiche che si sono dimostrate più efficaci.

Secondo i promotori, il modello sperimentato potrebbe essere adattato anche ad altri contesti, nella misura in cui si basa su elementi condivisibili: il dialogo tra servizi, il coinvolgimento delle famiglie e l’attenzione ai contesti di vita. «Non si tratta di fare cose straordinarie», osserva Cabras in conclusione, «ma di non tenere separate le parti: scuola, famiglia, associazioni e tempo libero devono dialogare tra loro. È questa interconnessione  a rendere possibile un’idea di inclusione e felicità dei minori».