23 Gennaio 2026 | Tempo lettura: 5 minuti

Sebastian Colnaghi, il giovane attivista che ripulisce le spiagge e mobilita i social

Dalle spiagge del Siracusano alle green challenge contro la plastica: la storia di Sebastian Colnaghi, giovane attivista ambientale.

Autore: Salvina Elisa Cutuli
Sebastian Colnaghi piccolo
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È cresciuto tra il mare e la natura della costa siracusana, proprio lì dove ha maturato una consapevolezza che oggi si è trasformata in impegno concreto. Sebastian Colnaghi, originario di Rho, arriva in Sicilia nel suo primo anno di vita. Padre milanese, madre siracusana, è a Fontane Bianche che il contatto quotidiano con il mare segna profondamente il suo percorso. A offuscare tanta bellezza però sono sempre loro: i rifiuti e la plastica. Presenze così diffuse da sembrare parte dell’habitat naturale, tanto da passare inosservate agli occhi di molti, non solo a Siracusa.

Una normalizzazione che genera rassegnazione, come se l’abbandono dei rifiuti fosse un elemento decorativo del paesaggio. «Era inevitabile non accorgersi dei rifiuti e della plastica ovunque. Conservo ancora una foto di quando avevo dieci anni: sono in spiaggia a raccogliere rifiuti», racconta Sebastian, che oggi ha 25 anni. Una consapevolezza maturata presto e rafforzata negli anni, grazie anche alla partecipazione a giornate ecologiche, occasioni ed eventi che gli permettono di conoscere il territorio e di sviluppare il desiderio di prendersene cura.

Le green challenge, la ricerca scientifica, i rettili e il suo primo libro

Nascono così le prime green challenge per ripulire le spiagge attorno a Siracusa. È il 2018 quando, poco più che maggiorenne, Sebastian riesce a coinvolgere giovani e adulti attraverso il passaparola e i social network. In poco tempo vengono rimossi oltre mille chili di plastica dalle spiagge. La pandemia interrompe temporaneamente gli appuntamenti, ma non l’impegno. In quegli anni Sebastian inizia a collaborare con Legambiente: nel 2022 diventa ambasciatore della campagna Tartalove, partecipando alla liberazione in mare di una tartaruga Caretta caretta al largo del Gargano, in Puglia. Prende parte anche alla Giornata Mondiale dello Yoga a Parigi, dove incontra Sadhguru, guru indiano impegnato anche nella tutela ambientale.

sebastian colnaghi
Sebastian Colnaghi durante una green challenge

L’amore per gli animali lo porta inoltre a collaborare con studiosi e ricercatori, in particolare nel campo dello studio di rettili e anfibi. Un contributo sul campo che gli vale la citazione come autore in diversi articoli scientifici. «Negli ultimi anni ho partecipato a una ricerca su un fungo patogeno, l’Ophidiomyces ophidiicola, che colpisce i serpenti portandoli alla morte. Il mio compito era prelevare campioni tramite tamponi sterili. In Sicilia questo fungo non è ancora arrivato, mentre è presente in altre regioni d’Italia», spiega.

Il rapporto con i rettili nasce da lontano. Da bambino, racconta, pianse disperatamente quando vide il padre uccidere un serpente in giardino. Nonostante la paura, ne era affascinato. Durante le escursioni tra Cava Grande e Pantalica ha iniziato a cercarli, studiarli e farli conoscere anche al padre, che col tempo ha superato i suoi timori comprendendo l’inutilità della violenza. Nonostante la giovane età e l’assenza di un percorso accademico specifico, Sebastian ha sviluppato una profonda conoscenza del patrimonio naturalistico italiano.

Un bagaglio che, unito alla passione e alla determinazione, lo ha portato a pubblicare il suo primo libro, Che il viaggio abbia inizio, uscito lo scorso anno: una raccolta di esperienze, sfide e scoperte che racconta il suo percorso e invita a riflettere sull’importanza della biodiversità e sulla responsabilità condivisa di difendere il pianeta. Subacqueo con brevetti di apnea e immersione con bombole, il mare resta il fulcro del suo impegno. «Lo faccio soprattutto per evitare che i rifiuti tornino in acqua e danneggino tartarughe e delfini. Negli ultimi anni abbiamo trovato diverse tartarughe spiaggiate con plastica ingerita. Più di così, non serve altro per capire l’urgenza del problema», racconta.

Sebastian Colnaghi
Sebastian Colnaghi e le “sue” vipere

Sebastian Colnaghi, un attivista più che un influencer

Oggi Sebastian, impegnato anche sui temi sociali, rilancia le green challenge con una visione più strutturata, non più eventi sporadici, ma azioni costanti. Due o quattro appuntamenti al mese per ripulire le spiagge siciliane. «Non basta intervenire una sola volta. Ogni mareggiata porta nuovi rifiuti, anche da altri continenti. Esiste ormai il “settimo continente”, quello dei rifiuti, isole galleggianti e oceani di plastica».

Il prossimo appuntamento è fissato per il 7 febbraio su una spiaggia di Siracusa, primo passo di un calendario che punta ad allargarsi a tutta l’Isola. La partecipazione è trasversale, bambini di 9 o 10 anni con i genitori, fino ad adulti di 60-65 anni. Prima della pandemia si arrivava anche a 50-60 volontari; nell’ultimo evento, con una quindicina di partecipanti, sono stati comunque raccolti oltre 25 grandi sacchi di rifiuti.

Sebastian Colnaghi, nonostante la giovane età e l’assenza di un percorso accademico specifico, ha sviluppato una profonda conoscenza del patrimonio naturalistico italiano

Un seguito che esiste nella vita reale e soprattutto sui social, Sebastian Colnaghi infatti conta oltre cinque milioni di follower su Instagram, una visibilità che non ama ostentare. «Non mi piace l’etichetta di influencer. Preferisco definirmi un attivista ambientale. L’obiettivo non è la moda, ma il rispetto della natura».

Accanto alle spiagge, l’impegno si estende anche a luoghi simbolo della provincia di Siracusa, come la riserva di Pantalica, dove insieme a un gruppo di amici – inizialmente da spronare, oggi convinti e presenti attivisti – ha rimosso decine di sacchi di rifiuti. Il suo messaggio resta semplice e diretto: lasciare un luogo migliore di come lo si è trovato. Portare via non solo i propri rifiuti, ma anche quelli lasciati dagli altri. Piccoli gesti che, messi insieme, possono davvero fare la differenza.