27 Ottobre 2026 | Tempo lettura: 6 minuti

Il welfare aziendale comincia da come si lavora: l’esperienza di Macrolibrarsi

Dalla possibilità di scegliere il part-time alla cura degli ambienti di lavoro, fino alla progettazione di un nuovo magazzino con più luce naturale: il percorso di Macrolibrarsi apre una riflessione su cosa significhi mettere il benessere delle persone al centro di un’impresa.

Autore: Valentina D'Amora
DipendentiCANGELO TRANI Modifica
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Quanto benessere può entrare in un luogo di lavoro? E quanto dipende dal numero di benefit che un’azienda offre, rispetto al modo in cui organizza il lavoro quotidiano? Sono domande che riguardano il welfare, ma portano alla luce un tema affrontato spesso soltanto in funzione di incentivi economici e servizi per i dipendenti, ma che riguarda, in realtà, qualcosa di più profondo: in che modo lavoro e qualità della vita si intrecciano.

Per Francesco Rosso, fondatore e direttore di Macrolibrarsi, il più grande e-commerce etico italiano dedicato alla salute del corpo e dello spirito e alla crescita personale, il principio è netto: «Il benessere delle persone non dovrebbe essere considerato un costo da sostenere o uno strumento per aumentare la produttività, ma un obiettivo in sé».

Significa riconoscere che un’impresa non si misura soltanto da ciò che produce, ma anche da come lavorano e vivono le persone che la fanno crescere. Il lavoro incide sugli equilibri personali, sulle relazioni e sulla qualità della vita ed è anche da qui che passa il senso del welfare aziendale. «Trascorriamo una parte enorme della nostra vita lavorando. Pensare che il lavoro debba essere soltanto uno strumento per guadagnarsi da vivere è una visione estremamente riduttiva», osserva Francesco Rosso.

Il benessere, anche attraverso la cura

Tra le iniziative di Macrolibrarsi spicca una proposta poco comune nei pacchetti di welfare aziendale: consulenze gratuite con figure quali psicologo, fisioterapista, osteopata e naturopata, per rispondere a un ventaglio di esigenze diverse, che riguardano la salute fisica ma anche quella mentale.

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Francesco Rosso. Foto di Angelo Trani

Anche l’organizzazione del lavoro tiene conto delle necessità individuali: circa il 50% dei dipendenti ha scelto il part-time su richiesta personale, mentre nei reparti in cui è possibile è prevista una certa flessibilità degli orari. A queste misure si aggiungono fringe benefit a fine anno e agevolazioni sugli acquisti aziendali. «Il welfare aziendale è un modo di concepire l’impresa e il suo ruolo nella società», spiega Rosso.

La cura passa anche dagli spazi di lavoro

Un ambiente di lavoro racconta molto del valore che un’azienda attribuisce alle persone: lo si vede, ad esempio, nei magazzini, dove l’organizzazione degli spazi tende a rispondere innanzitutto alle esigenze di produzione. Macrolibrarsi ha scelto di rinnovare gli ambienti e curare aspetti concreti, dal comfort termico alla qualità delle postazioni, fino alla disponibilità di spazi in cui trascorrere la pausa pranzo. L’azienda ha poi fatto valutare l’ergonomia delle postazioni e l’esposizione ai campi elettromagnetici, introducendo sedute nuove e indicazioni per migliorare le condizioni di lavoro.

«Prendersi cura delle persone significa anche garantire loro ambienti sani, confortevoli e piacevoli nei quali lavorare ogni giorno», sottolinea Rosso. Non si tratta di dettagli secondari: chi trascorre molte ore in un luogo di lavoro ne subisce ogni giorno gli effetti, nel corpo e nella qualità della propria esperienza quotidiana. La cura degli spazi è un segnale concreto di quanto l’organizzazione tenga conto di chi li vive.

Il welfare funziona davvero soltanto quando risponde ai bisogni reali delle persone

Ascoltare per capire cosa migliorare

Molte iniziative di welfare di Macrolibrarsi, come racconta Francesco Rosso, sono nate proprio da esplicite richieste dei collaboratori: dal part-time agli spazi dedicati ai pasti, fino alle consulenze e alle agevolazioni sugli acquisti. «Il welfare funziona davvero soltanto quando risponde ai bisogni reali delle persone», sottolinea il fondatore di Macrolibrarsi.

Per raccogliere i feedback, l’azienda realizza ogni anno un sondaggio sulla Felicità Interna Lorda, attraverso cui cerca di individuare il livello di benessere e soddisfazione dello staff, oltre a eventuali criticità. Un questionario però è una finestra aperta sull’organizzazione, utile solo se ci si affaccia ai risultati con le orecchie tese e il cuore aperto. Bisogna essere pronti ad accogliere tutte le risposte, anche quelle che potrebbero mettere in discussione scelte consolidate.

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Una postazione di lavoro progettata con attenzione per favorisce il benessere di chi trascorre molte ore al computer. Foto di Angelo Trani

Il coinvolgimento poi riguarda anche il rapporto con il territorio: Macrolibrarsi ascolta i suggerimenti dei dipendenti sulle associazioni e sulle realtà no-profit da sostenere economicamente. La questione, quindi è più ampia: un welfare efficace viene costruito non soltanto per i lavoratori, ma anche insieme a loro, passo dopo passo.

Un magazzino progettato anche per chi ci lavora

Questa attenzione si riflette anche nelle scelte progettuali del nuovo magazzino, attualmente in costruzione. Macrolibrarsi ha previsto grandi superfici vetrate affacciate su una corte interna, in prossimità delle postazioni per la preparazione degli ordini. L’obiettivo è portare luce naturale in uno spazio normalmente progettato soprattutto in funzione dei flussi logistici.

L’ispirazione arriva anche da Adriano Olivetti, figura che continua a offrire spunti a chi immagina un’impresa attenta alle persone. Come spiega Rosso, «già molti decenni fa Olivetti aveva compreso quanto fosse importante progettare fabbriche luminose, belle e a misura di persona. Per noi è un riferimento significativo: gli edifici industriali non devono essere progettati soltanto per massimizzare l’efficienza produttiva, ma anche per garantire benessere e dignità alle persone che vi lavorano».

Nella visione a lungo termine dell’azienda rientra anche un rapporto più stretto con la natura. Per il futuro Rosso immagina infatti vicino alla sede un ecovillaggio dove abitare, lavorare, coltivare e crescere i propri figli in una comunità sostenibile. Si tratta al momento di una prospettiva solo progettuale, che esprime però il desiderio di ripensare radicalmente il rapporto tra impresa, territorio e quotidianità.

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La preparazione degli ordini nel magazzino di Macrolibrarsi: anche nell’organizzazione del lavoro quotidiano, l’attenzione alle persone fa la differenza. Foto di Angelo Trani.

Quando i valori fanno parte integrante dell’organizzazione

Per Macrolibrarsi la cura delle persone è una delle radici più solide della propria identità aziendale, legata alla diffusione di prodotti che promuovono salute, consapevolezza e sostenibilità. «Sarebbe una contraddizione promuovere questi valori verso l’esterno senza cercare di applicarli prima di tutto al nostro interno», evidenzia Rosso. Un orientamento che si ritrova anche nell’adesione al modello dell’Economia del Bene Comune, secondo cui il successo di un’impresa si misura anche dal contributo che offre alle persone, alla comunità e all’ambiente, oltre che dai risultati economici.

L’obiettivo, conclude il fondatore di Macrolibrarsi, è dimostrare che «un’impresa può crescere economicamente e contemporaneamente migliorare la qualità della vita di chi ci lavora». Una prospettiva che prende forma nelle scelte concrete: nell’organizzazione del lavoro, nella cura degli spazi e nell’ascolto dei bisogni di chi ci lavora ogni giorno. Perché il modo in cui un’azienda tratta le persone, in fondo, racconta quale idea di futuro sceglie di costruire.