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9:50 9 Febbraio 2026 | Tempo lettura: 5 minuti

Bagnoli scende in piazza contro l’America’s Cup: “Basta veleni e speculazioni”

Migliaia di persone hanno sfilato per Bagnoli, quartiere napoletano, per protestare contro la manifestazione velistica che sta mettendo in secondo piano i gravi problemi dell’area. Il resoconto del nostro inviato.

Autore: Redazione
bagnoli34
L'articolo si trova in:

Nella mattinata di sabato 7 febbraio c’è stata una grande manifestazione rivolta a sensibilizzare media e autorità sulle questioni di Bagnoli: circa 4/5000 persone hanno sfilato per le strade del quartiere fino a raggiungere il litorale di Coroglio, nei pressi dei cantieri per l’America’s Cup, una delle competizioni di vela più importanti al mondo, che a luglio 2027 si terrà nella località campana.

Quella di Bagnoli è un’area che da decenni sopporta uno stress ambientale e sociale elevatissimo, colonizzata dall’industria pesante – Italsider in testa – per tutto il Novecento. Sin dai primi anni ’90, quando si è concluso il processo di deindustrializzazione, la popolazione di Bagnoli è in attesa dell’attuazione dei piani che prevedono la bonifica e la riqualificazione di più di 1500 ettari fra terra e mare. Tuttavia, dopo un primo intervento di rimozione di superfici contaminate che ha portato alla luce la presenza di una situazione ancora più grave – la penetrazione di metalli pesanti, composti organici e idrocarburi in profondità, fino alle acque di falda –, nulla di concreto è stato fatto.

A questo si aggiungono altri problemi, dal bradisismo – fenomeno collegato all’innalzamento e abbassamento del suolo a causa dell’attività vulcanica, molto forte a Bagnoli – fino alle tensioni sociali provocate dalla cementificazione, dalla speculazione sul turismo balneare fino alla gentrificazione, che rischia di subire un’ulteriore accelerata a causa degli interventi previsti per l’America’s Cup, come la realizzazione di un porto di lusso nell’area costiere di Bagnoli.

Il corteo del 7 febbraio è stato convocati dai diversi comitati che si battono per i diritti del territorio e di chi ci abita, rivolgendosi in prima battuta a Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e commissario per Bagnoli. “Vogliamo bonifica sotto controllo popolare, clausole sociali per il lavoro, spiaggia e mare libero e gratuito, messa in sicurezza sismica dell’abitato storico di Bagnoli e del resto dell’Area Flegrea. Ribadiamo il no a cemento, porto di lusso, grandi eventi e grandi opere inutili”, rivendicano i comitati.

“Oggetto del corteo dell’altro ieri è stato l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, che ha stravolto i piani di bonifica dell’area decidendo di ricoprire la zona della ‘colmata’ dei materiali di scarico degli altoforni con opere provvisorie che, smuovendo terra contaminata, stanno già liberando pericolose polveri sottili, rilevate anche dalle centraline antinquinamento del territorio”, spiega il nostro collaboratore Fulvio Mesolella, che ha partecipato alla manifestazione di sabato.

“Gli slogan e i comizi volanti del corteo hanno sottolineato il prezzo pagato per un quarantennio dagli abitanti e dai lavoratori delle industrie dismesse con tumori alle vie respiratorie, ma anche il fatto che i piani di bonifica e la destinazione ad area verde, approvati in passato, fossero stati bene o male discussi con la popolazione e approvati con iter del tutto ignorati dalle recenti decisioni”.

L’atteggiamento delle forze dell’ordine è stato rispettoso e collaborativo nei confronti dei manifestanti, nonostante un loro schieramento imponente e serratissimo dispiegato nei pressi dell’area dei lavori: “Probabilmente – prosegue Fulvio Mesolella – si temeva una sorta di occupazione del cantiere da parte della popolazione. È stato concesso a una ristretta delegazione di entrare anche in quell’area, protetti da mascherine antipolveri, a prelevare campioni dei materiali smossi e delle vecchie coperture per poterli analizzare”.

“Ai margini del corteo – conclude il nostro inviato – sulle pareti dei cantieri è apparsa una scritta fatta con vernice spray, certamente di dubbio gusto: ‘Nella colmata mettiamoci Manfredi’, riferita ovviamente al sindaco, commissario straordinario di governo per la realizzazione delle opere. Di cosa hanno parlato i giornali cittadini e nazionali, i politici di tutti gli schieramenti nella domenica successiva? Dei problemi e destini dell’area e dei cittadini che non vedono chiaro, che subiscono da sempre e non si sentono ascoltati? O della scritta? Ecco, avete capito, ora è più chiaro perché la gente si sente puntualmente tradita e inascoltata”.

La notizia non è passata del tutto inosservata, anche se diverse testate – da Repubblica al Mattino, dal Corriere del Mezzogiorno a NapoliToday – hanno preferito incentrare il racconto sulla scritta contro Manfredi, certamente condannabile, invece che spiegare nei dettagli il percorso ricco di contraddizioni e violazioni che ha portato alla situazione attuale. Il Mattino apre addirittura uno dei suoi articoli di resoconto con la citazione del Sindaco Manfredi, che parla di “grande opportunità lavorativa”. Ma la gente di Bagnoli la pensa diversamente: “Cosa stiamo respirando? Bagnoli e Coroglio sono un Sito di Interesse Nazionale (SIN): l’attenzione millimetrica sarebbe dovuta essere il minimo. I numeri invece dimostrano che non viene data alcuna priorità alle misure di sicurezza“, denunciano i comitati.

“Quella che si accumula sui nostri balconi non è terra qualsiasi: il problema non è solo quanta polvere c’è, ma cosa contiene. È gravissimo che non ci siano notizie sui controlli chimici (metalli, IPA, PCB, amianto): finora nessuno ha reso pubblico se sono stati effettuati e quali sono i risultati. È l’ennesima dimostrazione che l’operazione in corso sulla Colmata non è fatta per il bene della popolazione. Anche se ora dovessero correre ai ripari e far stare i valori nei limiti consentiti, questi dati sono la prova di una gestione opaca e pericolosa. Purtroppo sono carta conosciuta, tanto a Bagnoli quanto altrove”.

Vuoi approfondire?

Clicca qui per firmare la petizione per sostenere la popolazione di Bagnoli.

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