Apre la Cucina Sociale di Mesa Noa, la prima food coop sarda: servirà cibo (buono) salvato dalla spazzatura
Contrasto allo spreco alimentare, catering, asporto, corsi e laboratori: la food coop sarda Mesa Noa inaugura la sua nuova Cucina Sociale.
Il primo giorno di primavera di sette anni fa è nata ufficialmente Mesa Noa – che in sardo vuol dire “nuova tavola” –, la prima food coop della Sardegna. Una food coop è una sorta di “supermercato autogestito”, in cui i clienti non sono più tali ma diventano soci, lavoratori, co-produttori. La prima food coop del mondo è quella di Park Slope, a New York, che conta circa 17000 soci e socie, mentre in Italia questo modello è stato inaugurato da Camilla, a Bologna.
Mesa Noa nasce appunto nel 2019 grazie all’incontro del gruppo di “agenti del cambiamento” attivati da Italia Che Cambia e l’associazione Terre Colte. Da sette anni la food coop porta avanti, insieme alla vendita di prodotti, iniziative che riguardano temi come il consumo critico, l’educazione alimentare e l’economia solidale. Domani, sabato 28 febbraio, è prevista l’inaugurazione di un nuovo spazio: la Cucina Sociale.
L’appuntamento è dalle 10 alle 20 nei locali dell’emporio in via Crespellani 48, a Cagliari. Come tutte le iniziative di Mesa Noa, anche l’attività della cucina sociale sarà gestita secondo un principio comunitario da una nutrita squadra di socie e soci, coordinata dalla socia Gabriella Narciso, chef di vasta e qualificata esperienza. L’obiettivo primario è il contrasto allo spreco alimentare: attraverso il recupero delle eccedenze ortofrutticole, la Cucina Sociale offrirà al quartiere e alla città servizi di gastronomia, asporto, catering, corsi e laboratori di educazione e consapevolezza alimentare.
Durante tutta la giornata di domani, 28 febbraio, si susseguiranno degustazioni, presentazioni dei prodotti del territorio, incontri e dibattiti, reading letterari, un laboratorio dedicato a bambine e bambini. L’inaugurazione della Cucina di Mesa Noa sarà una giornata di festa comunitaria e inclusiva per celebrare tutte e tutti insieme il sogno comune di un mondo più giusto, sostenibile e solidale.
“Il progetto Cucina Sociale nasce con l’intento di riportare la cucina al suo significato originario: un luogo di relazione, condivisione, apprendimento e inclusione”, scrive sul blog di Mesa Noa Gabriella Narciso. “La Cucina di Mesa Noa vuole essere un ponte tra persone e generazioni diverse, tra tradizioni e innovazione, tra la comunità e la terra che la nutre. Qui si impara a nutrire e nutrirsi non solo nel corpo ma anche nello spirito, perché il cibo è cura, ascolto e comunità“.
“La Cucina Sociale conclude un percorso di un certo tipo”, spiega la presidente di Mesa Noa Tiziana Diana in un’intervista a Radio Kalaritana. “In questo modo possiamo trasformare i prodotti che già abbiamo scelto, dare una seconda vita al cibo che potrebbe diventare uno scarto, a tutte le eccedenze, l’invenduto, il prodotto che si sta avvicinando alla scadenza o magari non è più freschissimo. La Cucina Sociale nasce come un progetto anti-spreco. L’altro obiettivo è quello di aprirci al quartiere, condividendo dei saperi che rischiano di essere dimenticati”.
Le iniziative proposte dalla Cucina Sociale di Mesa Noa spazieranno dai laboratori di cucina partecipata ai percorsi formativi per giovani e adulti, dalla cucina antispreco alle cene sociali, fino ad attività di alfabetizzazione alimentare per famiglie, bambini, anziani o gruppi fragili. “La Cucina Sociale è un luogo dove stare insieme, condividere storie, costruire benessere collettivo, anche con cene comunitarie aperte per condividere il frutto del lavoro svolto. Il progetto vive infatti grazie all’impegno delle socie e dei soci e dei nostri produttori locali”, conclude la chef Gabriella Narciso.







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