Mentre a Gaza la situazione resta drammatica, con l’esercito israeliano che ha intensificato i bombardamenti, gli Usa sembrano in bilico fra lo svolgere una funzione distensiva, cercando di scongiurare l’invasione della Striscia da parte delle truppe israeliane, e al tempo stesso prepararsi ad un allargamento del conflitto, richiamando i propri cittadini da tutta l’area. Parliamo anche dell’enorme sciopero generale delle donne in Islanda, della Spagna che potrebbe aver trovato un governo, dell’incidente ferroviario in Bangladesh e infine del peso delle agenzie di rating sulle sorti degli Stati.
Oggi parliamo di clima, ambiente e varie forme di democrazia, un connubio a cui dobbiamo iniziare a prestare molta attenzione perché buona parte delle soluzioni di cui abbiamo bisogno non potranno passare per le forme di democrazia che conosciamo o a cui siamo abituati. Quindi parliamo delle proteste contro una nuova pista da sci scavata in un ghiacciaio, di come sono andati il primo congresso sulla giustizia climatica e l’assemblea dei cittadini sulla genitorialità sociale (entrambe a Milano) e infine di un esperimento molto interessante che si sta svolgendo a Ferrara in vista delle prossime elezioni amministrative.
Le vicende di Andrea Giambruno, giornalista e compagno di Giorgia Meloni, anzi ex compagno, stanno tenendo banco sui giornali degli ultimi giorni oscurando persino il conflitto in corso a Gaza e mostrando il peggio del nostro giornalismo. E allora approfittiamone, con Daniel Tarozzi autore di un libro appena uscito proprio sul tema delle relazioni, per capire come potremmo gestire situazioni come questa diversamente. Parliamo anche del primo turno delle presidenziali in Argentina e della situazione a Gaza, con gli ultimi aggiornamenti.
Seconda puntata di “Io non mi rassegno Sardegna”: continueremo a parlare degli sviluppi sulla maxi inchiesta Monte Nuovo, di politica regionale, economia e dei dati Inps che fotografano la società sarda. Vi racconteremo anche gli articoli usciti in settimana su Sardegna che cambia e chiuderemo segnalandovi i festival e gli appuntamenti imperdibili del weekend.
Laura Fois
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20 Ottobre 2023
Continuiamo a parlare della drammatica situazione a Gaza, con un missile che ha smembrato un ospedale uccidendo circa 500 persone, e Hamas e Israele che se ne rimpallano la (enorme) responsabilità, mentre i governi dei paesi del mondo continuano a posizionarsi e a giocare le loro partite strategiche. Parliamo anche della nuova puntata della nostra inchiesta sul rigassificatore di vado ligure, di come è andato il viaggio del nostro direttore Daniel Tarozzi in Canada e del suo nuovo libro “Come amano gli italiani” che esce oggi e infine della nuova puntata di INMR Sardegna.
C’è stato un attentato a Bruxelles di matrice islamica, in cui sono morti due cittadini svedesi, e si sospettano legami con i bombardamenti israeliani su Gaza. Parliamo anche della situazione a Gaza, che peggiora di giorno in giorno, del governo che ha varato la manovra economica per il 2024, delle elezioni in Polonia e di un esperimento interessante di democrazia deliberativa che sta per partire a Milano.
A Gaza ormai è crisi umanitaria, con i bombardamenti di Israele che colpiscono a tappeto, comprese infrastrutture chiave e ospedali. Parliamo anche del glifosato, la cui autorizzazione non è stata autorizzata in prima battuta in Europa, dei risultati a sorpresa delle elezioni in Polonia ed Ecuador, dell’accordo del Burkina Faso con la Russia per costruire una centrale nucleare e dell’Australia che con un referendum nega i diritti degli aborigeni.
In questa prima puntata di “Io non mi rassegno Sardegna” parleremo di cronaca giudiziaria e politica: dalla maxi inchiesta su tre presunte associazioni criminali che sta scompigliando il mondo politico regionale e non solo, alla visita del ministro dell’Interno Piantedosi, fino alla situazione pre-elettorale in vista delle elezioni regionali che si terranno tra qualche mese. Infine vi segnaleremo i festival imperdibili del weekend.
Laura Fois
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13 Ottobre 2023
Mentre a Gaza continuano i bombardamenti dell’esercito israeliano dopo gli attacchi di Hamas dello scorso weekend, forse è giunto il momento per capirla bene questa faccenda. Perché il modo migliore, o perlomeno il primo passo per provare a fermare un conflitto è comprenderlo. E allora beccatevi questo speciale su quello che sta succedendo fra Israele e Palestina, con qualche chiave di lettura che magari può esservi utile a comprendere meglio l’attualità.
Ci sganciamo momentaneamente dall’attualità di Israele e Gaza per parlare di clima e Amazzonia, perché una gravissima siccità sta mettendo in ginocchio il polmone verde del mondo. Parliamo anche delle assurde vicende di un lago alpino da cui si vuole pompare via l’acqua per fare neve artificiale, della sentenza incredibile (stavolta in senso positivo) su Mimmo Lucano e del primo Congresso mondiale per la giustizia climatica che inizia oggi a Milano, per terminare con la consueta rubrica (anche se abbiamo iniziato ieri) “La giornata di Italia che Cambia”.
Farebbe un clima fantastico, se fosse agosto. invece è ottobre, e forse è il caso che ne parliamo. Parliamo anche delle ultime vicissitudini a gaza e in Israele e dell’inquinamento causato dalle navi da crociera, e alla fine inauguriamo una nuova rubrica in cui il nostro direttore Daniel Tarozzi ci racconta il meglio dei contenuto del giorno su Italia che Cambia.
Dopo l’attacco di Hamas e le prime ritorsioni, il governo d’Israele alza pesantemente il livello del conflitto imponendo una specie di assedio alla striscia di Gaza, alla quale ha interrotto ogni fornitura, compresa quella di acqua, cibo ed energia. E pensa ad un’invasione militare di Gaza. Parliamo anche del prossimo incontro fra gabriel Boric, leader cileno, e i vertici cinesi, della situazione in Afghanistan dopo il tremendo terremoto, del voto che questo giovedì i rappresentanti dei paesi Ue daranno sul glifosato, del Nobel per l’economia a Claudia Godin, la prima a studiare la disparità fra i sessi in ambito economico e del lavoro e infine della nascita di Sardegna che Cambia.
La notizia degli ultimi giorni è l’attacco senza precedenti di Hamas a Israele, e la ritorsione altrettanto violenta dello stato di Israele. Ma sono successe anche altre cose, nel weekend. C’è stato un attacco terroristico in Siria che ha causato oltre cento morti e un terremoto in Afghanistan dove i morti potrebbero essere oltre 2mila. Parliamo anche delle scosse ripetute ai campi flegrei e della grande manifestazione organizzata dalla rete dei santuari animali a Milano.
Torniamo a parlare della crisi degli oppioidi negli Usa e delle nuove sanzioni contro la Cina, accusata di incentivarla nell’ambito della cosiddetta “guerra ibrida”. Cina di cui i giornali parlano anche per una questione strana, di un sottomarino nucleare che sarebbe rimasto impigliato in una trappola decretando la morte dei 55 membri dell’equipaggio. Parliamo anche di un nuovo caso di una ragazza malmenata dalla polizia e finita in coma in Iran, di Giannini che non è più direttore della Stampa e infine della nuova puntata della nostra inchiesta mensile sul rigassificatore.
Cosa sappiamo del tremendo incidente di un autobus precipitato da un cavalcavia a Mestre? Quali sono le responsabilità? Come si stanno comportando i giornali? Parliamone. parliamo anche della strana storia del ricercatore minacciato di licenziamento perché non ha voluto prendere l’aereo, del governo che liberalizza la caccia negli stagni, dello speaker della camera Usa destituito per la prima volta nella storia, del nuovo e potenzialmente rivoluzionario sinodo della chiesa cattolica e infine della interessante iniziativa che si sta diffondendo in Belgio e Paesi Bassi di rimuovere il cemento per piantare alberi in città.
Sappiamo ormai molto bene che gli alberi sono essenziali per gli equilibri degli ecosistemi, sia nel contenere il cambiamento climatico, sia nel conservare la biodiversità e i vari cicli biogeochimici della Terra. Eppure un nuovo emendamento del governo rende più semplice tagliare alberi nelle foreste coperte da vincolo paesaggistico. Vediamo meglio di cosa si tratta, e al tempo stesso – per ricordarci che al di là delle scelte del governo tante cose le possiamo fare anche noi – ci aggiorniamo su una storia molto bella di protezione di un bosco da parte di un gruppo di cittadini e cittadine. Parliamo anche della situazione di Haiti e della nuova missione internazionale per debellare la criminalità, di scienza e politicamente corretto e infine di qualche novità da Italia che Cambia che riguarda il mondo animale e i contenuti per abbonati.
Che fine fanno le notizie quando smettono di essere notizie? Molto spesso i media si disinteressano anche delle peggiori tragedie, dopo un po’ di tempo, ma le difficoltà per chi le ha vissute continuano. Perciò in questa puntata cerchiamo di capire cosa sta succedendo in Marocco dopo il terremoto, in Libia dopo il passaggio devastante del ciclone e in Romagna, dopo le alluvioni di maggio scorso.
Da qualche giorno i giornali parlano della Nadef, collegando il discorso a privatizzazioni, debito, spread e tante altre cose. Ma che roba è? Parliamo anche delle elezioni in Slovacchia e dello Shutdown evitato negli Usa, e del perché entrambe queste notizie sono pessime per l’Ucraina, e infine del caos in Brasile legato al marco temporal, una legge che potrebbe limitare i diritti delle popolazioni indigene.
Un nuovo studio di un team di scienziati giapponesi ha trovato per la prima volta delle microplastiche… nelle nuvole. Torniamo anche a parlare della questione della moratoria europea sugli inceneritori, con il commento di due esperti di Zero Waste. E ancora: della Bayern denunciata per aver omesso i rischi del glifosato nella richiesta di riautorizzazione presentata alla Commissione Ue, della situazione nel Nagorno Karabakh, della morte dell’orsa F36 e della prossima manifestazione nazionale della rete dei santuari animali.
Oggi ritorna la rubrica Trova il bias e ritorna in grande stile, con la notizia di apertura della rassegna legata a una nuova possibile pandemia, che pandemia non dovrebbe diventare, del virus Nipah. Parliamo anche di fonti fossili, con un nuovo mega progetto estrattivo di petrolio in Regno Unito, gli aiuti nascosti delle banche alle compagnie fossili e una maxi causa di 6 adolescenti contro 32 stati del mondo.