2 Feb 2023

Il caso Cospito adesso è un problema per il governo – #662

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Il caso di Alfredo Cospito sta sollevando un vero e proprio polverone ed è diventato un intrigo, passando dall’essere un caso giudiziario a essere un caso politico che coinvolge esponenti del governo. Ne parliamo, e sul finire parliamo anche del nucleo della Terra che forse sta rallentando (e cosa vuol dire questa cosa).

È successo di nuovo. Oh ma guarda che è incredibile il mondo eh! In pratica manco tre giorni e scoppia l’ennesimo caso. Mi riferisco al caso Cospito, che poi è diventato il caso Nordio e poi il caso Donzelli. E per fortuna che questa volta, essendo noi lungimiranti, avevamo seguito la faccenda di Cospito fin da quando si trovava solo in luoghi o su giornali minori. 

Anche perché in genere, quando non faccio INMR, significa che sono molto impegnato a fare altro e se sono molto impegnato a fare altro smetto praticamente di informarmi e poi mi tocca recuperare. Vabbé. 

Comunque, cerchiamo di capire che cosa è successo in questi giorni. La premessa è che Alfredo Cospito è un anarchico accusato di due attentati detenuto fino a qualche giorno fa nel carcere di Sassari, dove sconta un ergastolo con il regime del carcere duro, il cosiddetto 41 bis, quello in genere riservato ai mafiosi, perché durante la detenzione era in grado di comunicare e in qualche modo influenzare l’organizzazione anarchica di cui fa parte.

Da tre mesi è in sciopero della fame e le sue condizioni di salute continuano a peggiorare di giorno in giorno. Lo scorso dicembre il Tribunale di sorveglianza ha respinto il reclamo avanzato dai suoi difensori contro il regime di carcere duro. Una decisione contro la quale i legali hanno fatto appello in Cassazione che inizialmente aveva fissato l’udienza ad aprile.

Ecco, noi eravamo arrivati fin qui. Cosa è successo negli ultimi giorni? Un po’ di tutto. La decisione della Cassazione di fissare l’udienza ad aprile ha scatenato diverse polemiche, banalmente perché era chiaro che se Cospito avesse proseguito lo sciopero della fame – come dichiarato – ad aprile non ci sarebbe arrivato vivo.

Visto che nel frattempo le condizioni del detenuto continuavano a peggiorare, l’udienza è stata poi anticipata al 7 marzo. Lunedì il tema è arrivato anche sul banco del consiglio dei ministri, che ne hanno discusso. Il risultato è stato che nella serata di lunedì il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto che, per quanto di sua competenza, le condizioni di detenzione di Cospito non cambieranno e non intende revocare il 41 bis, ma che per tutelarne la salute “è stato trasferito nel carcere Opera di Milano, per garantirne una maggiore assistenza dal punto di vista medico sanitario”.

Quindi, ricapitolando, il Ministro della Giustizia ha detto che per lui non sarà revocato il 41 bis, la cassazione si esprimerà a inizio marzo, c’è un’ultima via tentata dall’avvocato difensore, ovvero una richiesta di un parere alla Direzione nazionale antiterrorismo sul ruolo che Alfredo Cospito ha giocato e continua a giocare nel mondo anarchico italiano e internazionale. Martedì la Direzione nazionale antiterrorismo ha comunicato che sta per inviare il proprio «parere».

Nel frattempo il caso ha assunto una rilevanza sempre maggiore, anche per via delle manifestazioni e dei disordini organizzati da gruppi di anarchici in diverse città d’Italia e d’Europa. In particolare domenica c’è stata una grossa manifestazione a Roma, in seguito alla quale il ministro dell’Interno Piantedosi ha messo in guardia dal rischio del «ricompattamento di frange della galassia dell’antagonismo”. In pratica, scrive il Post, “La battaglia per Cospito può così diventare la ’bandiera’ unificante di diverse pulsioni antisistema che si agitano nella società”.

E questi sarebbero gli aggiornamenti sul caso Cospito. 

Perché ho usato il condizionale, nel chiudere la notizia di prima? Perché ho detto “sarebbero”? Perché in realtà da questa vicenda ne è di fatto scaturita un’altra. Ancora il Post racconta che “Martedì alla Camera il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha tenuto un discorso sul caso di Alfredo Cospito e per spiegare perché a suo avviso il governo faccia bene a non concedere a Cospito un regime carcerario meno duro del 41-bis, ha riferito due conversazioni che sarebbero avvenute nel carcere di Sassari tra lo stesso Cospito e alcuni membri della criminalità organizzata.

L’intento di Donzelli era di denunciare l’esistenza di una presunta collaborazione tra la criminalità organizzata e Cospito per spingere lo stato ad abolire il 41-bis, di cui secondo Donzelli i mafiosi «hanno il terrore» perché gli impedisce «di controllare il territorio». 

Quella fatta da Donzelli è un’accusa molto grave e che, almeno per ora, non è sostenuta da vere prove, perlomeno non prove pubbliche, ma il punto che ha generato un caso politico è un altro: per sostenere la sua tesi Donzelli ha citato testualmente conversazioni che secondo molti non avrebbe dovuto e potuto conoscere per i ruoli che ricopre. È accusato quindi di aver divulgato informazioni riservate.

Donzelli è fiorentino, ha 47 anni ed è responsabile dell’organizzazione nazionale di Fratelli d’Italia, di cui è uno dei maggiori esponenti. È stato spesso descritto come una delle persone all’interno del partito più vicine alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da dicembre dello scorso anno è diventato anche vicepresidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

È opinione di molti che conversazioni come quelle riferite da Donzelli possano essere contenute solo in una delle relazioni che il DAP, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, fornisce periodicamente al ministero della Giustizia. Al ministero la persona competente per il DAP è il sottosegretario Andrea Delmastro, anche lui di Fratelli d’Italia e descritto come in ottimi rapporti con Donzelli, al punto che sembra condividano un’abitazione a Roma.

Lo stesso Donzelli ha poi detto di aver appreso le conversazioni da Delmastro, e in serata Delmastro ha confermato a Fanpage di aver risposto ad alcune domande di Donzelli sul tema, spiegando che le informazioni erano contenute in un documento non riservato ma «a divulgazione limitata». Delmastro non ha detto concretamente se poteva o non poteva riferire quelle informazioni a un altro deputato, ma ha negato di aver fornito fisicamente documenti a Donzelli: il problema è che nel discorso alla Camera è abbastanza evidente che Donzelli legga un testo scritto, citando le conversazioni in modo diretto.

Insomma, ve la faccio breve, senza scendere poi in tutti i dettagli: qui abbiamo due questioni. La prima è che se le conversazioni citate da Donzelli sono vere, Cospito avrebbe cercato in carcere l’appoggio di alcuni boss mafiosi per una sorta di coalizione nella lotta al 41 bis. La seconda è che, sempre se le conversazioni sono vere, non dovevano finire, almeno non per ora, nelle mani di Donzelli e il fatto che lui le abbia lette è un grosso problema perché è sintomo di uno sconfinamento di potere piuttosto grosso.

Comunque, come al solito, ne riparliamo.

Forse vi sarete imbattuti in questa notizia abbastanza strana. ovvero che il nucleo della Terra sarebbe in procinto di fermarsi. Ma che vuol dire? Ve lo spiego un po’ meglio prendendo spunto da un articolo di Focus:

Forse saprete che esistono tre macro strati che compongono la terra, per quanto ne sappiamo. La cosiddetta crosta terrestre, che è quello strato più superficiale sul quale poggiamo i piedi, sotto c’è il cosiddetto mantello, che è sempre allo stato solido o prevalentemente solido, per via della forte pressione, poi c’è il nucleo esterno, allo stato liquido e infine, 5.000 km sotto i nostri piedi si trova il nucleo interno terrestre, una palla densa e solida con un raggio di circa 1.200 km composta principalmente di ferro. 

Il fatto che alcuni strati siano solidi e altri liquidi dipende dal bilanciamento fra temperatura e pressione. più si va verso il centro più aumentano entrambe queste variabili.

Ora che succede: succede che fino a oggi molti scienziati ritenevano che il centro della Terra ruotasse a una velocità decisamente maggiore rispetto al resto del Pianeta: un nuovo studio pubblicato su Nature Geoscience, però, sostiene che dal 2009 la rotazione avrebbe rallentato, e che il nucleo sarebbe sul punto di iniziare a ruotare più lentamente del mantello. La questione, però, è complessa, e non mette tutti d’accordo”.

Quello che sappiamo sulle profondità terrestri non deriva dallo studio di campioni raccolti direttamente a migliaia di chilometri sotto i nostri piedi, ma dall’analisi di magma e onde sismiche.

È proprio studiando i tempi di percorrenza delle onde sismiche che a metà degli anni Novanta Xiaodong Song, uno degli autori del nuovo studio, aveva teorizzato insieme ad altri colleghi che il nucleo interno della Terra ruotasse a una velocità maggiore rispetto al mantello, stimata recentemente in 1/10 di grado in più all’anno.

Questo perché le onde sismiche, attraversando i vari strati vengono influenzate e modificate da essi e studiandole si può arrivare a conoscere diverse caratteristiche di come sono composti i vari strati terrestri. 

Questo nuovo studio di Nature Geoscience ha analizzato i terremoti dal 1995 al 2021, e scoperto che la super rotazione del nucleo interno avrebbe iniziato a rallentare attorno al 2009, e potrebbe ora essere inferiore a quella del mantello.

Se così fosse, starebbe probabilmente accadendo qualcosa alle forze magnetiche e gravitazionali che guidano la rotazione del nucleo interno, e tali cambiamenti potrebbero portare a fenomeni geofisici più ampi, come un aumento o una diminuzione della lunghezza delle giornate terrestri. O anche altre cose, difficili da prevedere. 

In tutto ciò dobbiamo chiederci: quanto è attendibile questo studio? A quanto pare… boh! Nel senso che alcuni scienziati non sono d’accordo sull’intera teoria della super rotazione, sostengono che il nucleo della terra non abbia mai ruotato più velocemente e che tutti questi dati discordanti, queste differenze nei tempi di percorrenza delle onde sismiche siano dovute ai cambiamenti fisici nella superficie del nucleo interno.

Se ci pensate è affascinante. Come per molte cose, da quelle molto piccole a quelle molto lontane, a quelle che in qualche modo sfuggono alla nostra vista, alla nostra osservazione diretta, noi proviamo a tentoni a ricostruire degli altri tipi di segnali e dargli un senso. Questo pr dire che la scienza è provare, riprovare, interpretare, testare le nostre interpretazioni in un ciclo potenzialmente infinito.

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