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italia che cambia
10 Apr 2013

9 aprile 2013 – è giunto il tempo delle scelte (mentre l'Ilva riparte la gente muore)

Scritto da: Daniel Tarozzi

Il viaggio nell’Italia che cambia è iniziato esattamente sette mesi fa. Era il 9 settembre 2012 e un camper chiamato Alba lasciava i lidi sicuri di “Alto” per iniziare un lungo viaggio. Ogni 9 del mese è stato un giro di boa, una tappa simbolica, un nuovo passo nel sentiero interiore che mi ha spinto […]

Il viaggio nell’Italia che cambia è iniziato esattamente sette mesi fa. Era il 9 settembre 2012 e un camper chiamato Alba lasciava i lidi sicuri di “Alto” per iniziare un lungo viaggio. Ogni 9 del mese è stato un giro di boa, una tappa simbolica, un nuovo passo nel sentiero interiore che mi ha spinto ad intraprendere questo cammino.
Dopo sette mesi e a pochi giorni e qualche centinaia di chilometro dal traguardo devo proprio ammetterlo: sono sfinito, esausto. L’entusiasmo, però, non è mai scemato e anzi, incontro dopo incontro, è aumentata la consapevolezza che quanto stavamo facendo era giusto, sensato, importante.
Ora, da qualche giorno, ci troviamo in Sicilia (a Palermo in questo momento). Paolo, dopo oltre due mesi, si è preso una pausa (poco prima della Calabria). In queste ultime tappe mi ha accompagnato Elisa e, da oggi, Stefano – nuovo compagno di viaggio e caro amico – che curerà le riprese video nei prossimi giorni.
Tra una settimana il viaggio sarà terminato. Ma per ora siamo ancora a pieno regime e sto quindi raccogliendo qualche pensiero che pubblicherò domani sul Fatto Quotidiano.
Nel frattempo ho da poco letto sui giornali che per la Consulta la legge “Salva-Ilva” non sarebbe incostituzionale. Non sono un esperto di diritto e non posso quindi entrare nel merito della sentenza. Ma sono stato a Taranto qualche settimana fa. Ho visto con i miei occhi le analisi di ex dipendenti Ilva: hanno piombo nel sangue e nell’urina. Decine di tumori, leucemie, morti. Quasi tutti quelli che ho incontrato avevano un parente o un amico morto precocemente o gravemente malato. L’aria a Taranto PUZZA. Nel mare non si può pescare, sulla terra non si pul coltivare.
Si può discutere all’infinito sulla guerra tra poveri, sul conflitto tra lavoro e salute, sui danni ambientali e sociali. INTANTO LA GENTE MUORE. Forse il Governo Monti, prima di salvare l’Ilva poteva preoccuparsi di salvare qualche vita umana. I giornali, però domani apriranno sull’incontro tra Bersani e Berlusconi. Quello sì che è un tema importante… E come cantava Giorgio Gaber ormai qualche decennio fa: “e l’Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar”…
L’informazione è fondamentale. I cittadini devono sapere esattamente cosa succede all’aria che respirano, all’acqua che bevono, al cibo di cui si nutrono. Bisogna ribaltare la scala di valori e bisogna farlo adesso. Chi non agisce deve essere cosciente che la sua ignavia lo rende complice di chi detiene il potere.
E’ ora di far pendere la bilancia dal lato di chi è vivo, di chi sceglie, di chi si fa domande, di chi ha ancora un sorriso nel cuore e una lacrima negli occhi. Di chi si indigna, si stupisce, si emoziona, si incazza. Informiamoci e informiamo.
C’è un’Italia che cambia, anzi che è già cambiata, ma ce n’è un’altra che non vuole cambiare, che cerca di frenare in ogni modo qualunque processo. Non abbassiamo la guardia e non chiudiamo i nostri cuori!
Qui in diretta dal camper passo e chiudo.
Buona notte!

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