24 Ott 2014

Il Comune di Pianezza dice no al TTIP

Scritto da: Matteo Marini

Il TTIP è un trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati. Il […]

Salva nei preferiti

Il TTIP è un trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati. Il sito sbilanciamoci.org lo definisce senza mezzi termini così: «È l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto».

 

cropped-img_9732 (1)

«Il negoziato TTIP – continua l’autore del post – lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro».

 

Già solo questo aspetto preoccupa l’opinione pubblica (o la parte che è a conoscenza dell’esame in corso del TTIP). Tra le voci italiane che hanno voluto dire la loro, c’è anche quella di Mario Perino, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle al comune torinese di Pianezza. Il 19 ottobre, infatti, il consigliere ha presentato un ordine del giorno proprio su questo tema. «Premesso che nel giugno 2013 – avverte Perino – il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans- Atlantico su commercio e investimenti (TTIP) […], l’obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell’eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d’investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell’oceano Atlantico». «Considerato – si legge ancora nell’interrogazione – che le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell’ambiente e della dignità sociale; il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione».

 

Una volta espresse le sue contrarietà, Perino aggiunge di più, chiedendo al consiglio comunale di esprimere «il proprio totale dissenso nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea».

La richiesta fatta è di impegnare il sindaco e la giunta «a intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro del TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo; a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso, tra gli altri, il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali; a inviare la presente deliberazione all’Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea».

 

Matteo Marini

 

 

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Professione Chief Happiness Officer: “Il mio lavoro? La manager della felicità”
Professione Chief Happiness Officer: “Il mio lavoro? La manager della felicità”

Il lavoro è una realtà spirituale: trasformiamolo, non aboliamolo
Il lavoro è una realtà spirituale: trasformiamolo, non aboliamolo

Il gioco d’azzardo in Italia è una piaga sociale. Cosa possiamo fare? – Io non mi rassegno + #17
Il gioco d’azzardo in Italia è una piaga sociale. Cosa possiamo fare? – Io non mi rassegno + #17

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Dalle crepe nel modello standard alla teoria delle stringhe. La scienza è in crisi? – #967

|

Kalabria Eco Fest ed Economia del Bene Comune: fare impresa etica in Calabria è possibile?

|

Inaugurata la bibliocabina con cassetta delle lettere, tra cultura e introspezione

|

Il video racconto da Selargius, tra chi ha lasciato tutto per presidiare e chi fra gli ulivi ha trovato comunità

|

PFAS e i cantieri TAV: tutte le acque contaminate, dal Veneto alla Val di Susa

|

Change!, la mostra che parla di Po, siccità e crisi climatica

|

Il volontariato che fa scoprire il mondo: la storia di Emily, giovane wwoofer

|

Open Accessible Cooking, il progetto di Elena e Andrea per una cucina accessibile

string(9) "nazionale"