16 Dic 2015

Migranti, profughi e rifugiati: progetti e buone pratiche di accoglienza

Scritto da: Daniela Bartolini

Dalla presentazione del V rapporto sull'immigrazione in Provincia di Arezzo ai progetti di accoglienza e integrazione dei profughi e rifugiati. Il Progetto "Terra nostra" nel parco e il coinvolgimento nei lavoro di decoro urbano a Bibbiena.

Giovedì 17 alle 9,30, l’Osservatorio per le Politiche Sociali della Provincia di Arezzo e Oxfam Italia Intercultura presenteranno presso la Casa delle Culture di Arezzo il V Rapporto sull’Immigrazione in Provincia di Arezzo. Un rapporto che dalle anticipazioni ci racconta di una provincia al quarto posto in Toscana per la popolazione straniera residente dopo Firenze, Pisa e Prato.
Il Casentino per molti anni si è confermata la vallata con la maggiore concentrazione di cittadini non italiani, pari al 12,3% nel 2014, una percentuale molto alta se si considera la media nazionale (8,1%) e quella provinciale (10,8%).
All’interno del convegno di giovedì sarà anche presentata un’analisi del sistema di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, analisi che metterà a confronto tre diversi sistemi di accoglienza messi in atto in diverse zone italiane.

E proprio in questi giorni in Casentino partono alcuni progetti connessi all’accoglienza e all’integrazione dei profughi e rifugiati ospitati nel nostro territorio.

Mercoledì 16 dicembre, con l’escursione sul Monte Penna parte il progetto “la nostra terra”. Un progetto promosso da ARCI Arezzo, SPRAR Arezzo, cooperativa ÓROS e Legambiente Casentino e patrocinato dalla Provincia di Arezzo, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Comune di Poppi, Comune di Bibbiena, Unione dei Comuni Montani del Casentino. Un percorso che, attraverso la conoscenza del territorio e il coinvolgimento dei suoi abitanti, cercherà di valorizzare il percorso di integrazione di profughi e rifugiati della provincia aretina. Il progetto prevede escursioni, laboratori didattici, incontri e attività di volontariato all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che proseguiranno fino alla prossima primavera.

“Il Casentino è la nostra terra. Nostra e di coloro che, fuggiti dalla propria per scelta o per costrizione, si trovano a viverla insieme a noi. La nostra terra, con le sue peculiarità, può rivelarsi un efficace strumento di conoscenza reciproca e può offrire preziose opportunità di integrazione, sostenibile e solidale. Abbiamo scelto di affidarci, in questo senso, a una delle risorse che più la rappresenta: il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, per favorire l’integrazione dei migranti e renderli più consapevoli del territorio che li accoglie; per uno scambio reciproco e costruttivo, per un’opportunità di crescita individuale e collettiva”.

A Bibbiena, dove da Ottobre sono presenti 15 giovani provenienti per lo più da Nigeria e Ghana in attesa del riconoscimento di status di rifugiato politico, giovedì 17 sarà una giornata di volontariato a favore del territorio.
La giornata, che è stata espressamente richiesta dagli stessi giovani, per contraccambiare, con un gesto utile e concreto, il senso di ospitalità e vicinanza dimostrati dai cittadini bibbienesi in questi mesi, sarà ripetuta anche nei prossimi mesi.
Per questa occasione si uniranno ai lavoro anche i volontari dell’ Associazione culturale del Bangladesh, di ARCI Arezzo e della Coop. Albero del Pane che assistono il percorso di accoglienza e e due amministratori, in rappresentanza della Giunta: Matteo Caporali, come Assessore al Sociale, e Francesca Nassini come Vice Sindaco.

Per l’assessore Caporali “Un bel gesto che merita di essere evidenziato. Tengo inoltre a dire che, al comune, queste persone non costano nulla; ogni volta credo valga la pena ripeterlo per evitare fin troppe facili strumentalizzazioni. I fondi nazionali vanno a rimborsare realtà del territorio che si occupano di accoglienza e questi stessi fondi vengono a loro volta rimborsati allo stato centrare dall’Unione europea. Il loro gesto, invece, non ha bisogno di commenti, anche perché non sarà una tantum ma continuerà nel tempo e coinvolgerà tutto il comune”.
A questa prima iniziativa infatti ne seguiranno altre che avranno come oggetto di presa in cura anche le frazioni con un percorso più strutturato di interventi nei punti del comune che ne avranno più bisogno. 

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